La congiura dei Lampugnani

Francesco Hayez, La congiura dei Lampugnani
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
La congiura dei Lampugnani
Altri titoli: 
La congiura di Cola Montano
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1826 circa - 1829 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
149 x 117
Luogo di conservazione: 
Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, Italia
Acquisizione: 
Donazione di Stefano Stampa, 1900
Inventario n.: 
1980, 188 | 03 00663461 (Catalogo Generale Beni Culturali)

Notizie storico-critiche:

La tela venne commissionata dalla vedova Teresa Borri Stampa nel 1826 e consegnato tre anni più tardi, in sostituzione del "Ritratto di gruppo della famiglia Borri Stampa" che non aveva incontrato l'approvazione del committente. Tra le molteplici fonti letterarie consultate dal pittore, come testimoniano gli appunti su questo episodio tratti da Sismondi, dal Verri e dal Macchiavelli, Hayez preferirì illustrare un brano del Macchiavelli, con la titolazione "Segretario Fiorentino Libro Settimo delle Istorie": la congiura dei Pazzi diventa, quindi, la milanese congiura dei Lampugnani. L'ambientazione della scena venne totalmente rivisitata dal pittore, visto che la chiesa all'epoca si presentava con un rifacimento barocco che ne aveva snaturato l'aspetto originario; la rappresentazione è concentrata nella resa dramatica della tensione che domina le figure in primo piano, tra cui spicca la figura di Cola che sta pregando la statua di Sato Stefano, peraltro mai esistita in quella chiesa ma funzionale alla narrazione. L'opera ricorda Tiziano, dal simulacro del santo alla figura del congiurato ispirato al gentiluomo col mantello raffigurato nell'episodio "Il miracolo del neonato" nel ciclo degli afreschi della Scuola del Santo a Padova. Il dipinto acquista un maggiore valore per l'attualità dell'episodio che ricorda i fervori risorgimentali. Nel 1993 il dipinto era segnalato in deposito presso l'Ispettorato della Guardia di Finanza di Milano.

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)