La chiesa di Santa Maria degli Angeli a Monza con l’uscita del viatico

Bianchi Mosè, La chiesa di Santa Maria degli Angeli a Monza con l'uscita del viatico | The church of Santa Maria degli Angeli in Monza with the exit of Viaticum
Autore: 
Bianchi, Mosè (1840-1904)
Titolo: 
La chiesa di Santa Maria degli Angeli a Monza con l’uscita del viatico
Altri titoli: 
The church of Santa Maria degli Angeli in Monza with the exit of Viaticum
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1859-1860)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
45 x 55
Luogo di conservazione: 
Collezione d′arte del San Paolo / Gruppo Bancario San Paolo IMI
Acquisizione: 
Acquisito dalla fusione con il Banco Lariano
Identificativo: 
10065

Note storico critiche:

Veduta dell'antica chiesa di Santa Maria degli Angeli di Monza, con una colonnamonumento recante al sommo l'effigie di san Carlo Borromeo. La facciata, di un composto barocchetto lombardo, è illuminata da vivido sole; dal portale esce una piccola processione con il sacerdote che porta il viatico. La tela è lavoro inedito dell'illustre pittore lombardo Mosè Bianchi. Reca sul retro la seguente scritta: "Da attaccarsi a tergo di ogni opera - Mostra Commemorativa di Mosè Bianchi villa Reale di Monza, Maggio-Ottobre 1924. Opera di proprietà del signor Arturo Giacarù abitante a Milano Via Annunciata n. 10 - n. 102 di inventario della mostra". Il confronto con il catalogo dell'importante retrospettiva monzese sul pittore ha consentito di verificare che effettivamente il quadro fu esposto con la seguente didascalia: "Sala I. Gl'inizi. [...] 2. L'antica chiesa degli Angeli a Monza. Tela ad olio 42 x 55. Appartiene al signor Arturo Giacarù di Milano". Del dipinto si perdono in seguito le tracce. Durante la prima metà del Novecento finisce nella collezione Alloni di Como, nel 1968 viene acquistato dal Banco Lariano di Como, e infine perviene per fusione bancaria alle collezioni dell'Istituto.
Il quadro del Bianchi, che appartiene al periodo degli esordi, si presenta come opera di particolare interesse. Il pittore fra 1858 e 1859 è allievo a Brera (Milano) della Scuola di Prospettiva diretta da Luigi Bisi e fornisce saggi che hanno come soggetti vedute di chiese milanesi o perfino della cattedrale di Strasburgo. Nel 1859 presenta a fine anno, per i saggi finali della Scuola di Prospettiva, due studi dal vero: Un braccio laterale della chiesa di San Giovanni a Monza, realizzato all'acquerello, e un olio con la Veduta di un piccolo atrio presso Santa Maria in Strada a Monza. L'interesse per la raffigurazione di edifici antichi permane anche nel 1860, quando Bianchi vince due premi della Scuola di Prospettiva; in seguito il pittore passerà ad altri soggetti: ritratti e scene storiche, religiose o di genere.
La chiesa di Santa Maria degli Angeli si inserisce in modo lineare nel gruppo degli studi su chiese di Monza documentati nel 1859: l'artista allora, per quanto giovanissimo, dipingeva già con scaltrezza cromatica e luministica notevole e con freschezza di tocco. Poche sono le opere rimaste dell'epoca, ma il confronto con l'Alabardiere del duomo del 1860 circa, e con le due scene di Vita rustica anch'esse del 1860 circa, pubblicate nella recente monografia, pare veramente coerente.
Nell'opera, forse il capolavoro giovanile del Bianchi, si avverte un gusto per il bozzetto caratterizzato da chiaroscuro netto: evidente l'influsso del Bisi, suo maestro, nella descrizione dell'architettura attenta e curata, ma non scevra da tocchi di cronaca e di pittura di genere, come testimonia la scena del viatico che si avvia dalla chiesa. Sapiente è il taglio della composizione, di ottimo effetto scenografico, con il primo piano in ombra e tutta la luce raccolta sulla facciata dell'edificio. Opera schiettamente mantica, la tela del giovane Bianchi sì presenta perfettamente lineata alle coeve tendenze paesaggistiche, alla particolare morbbidezza d'atmosfera della pittura lombarda intorno al 1860 e alla ricerca dell'intonazione antiretorica del verismo.

Bibliografia:

  • Catalogo della mostra commemorativa di Mosè Bianchi, prefazione e note di G. Marangoni, Bergamo, 1924.

(fonte: La Collezione d'arte del San Paolo a cura di Anna Coliva, Silvana Editoriale Spa, Cinisello Balsamo, MIlano, 2003)