La chiesa di Auvers sur Oise, veduta dalla parte absidale

van Gogh, La chiesa di Auvers sur Oise, veduta dalla parte absidale | L'église d'Auvers-sur-Oise, vue du chevet | The church of Auvers-sur-Oise, view from the chevet
Autore: 
Van Gogh, Vincent (1853-1890)
Titolo: 
La chiesa di Auvers sur Oise, veduta dalla parte absidale
Altri titoli: 
L'église d'Auvers-sur-Oise, vue du chevet
The church of Auvers-sur-Oise, view from the chevet
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1890, giugno)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
93 x 74,5
Luogo di conservazione: 
Musée d’Orsay, Paris, France
Acquisizione: 
Trasferito dal Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, 1986
Identificativo: 
RF 1951 42

Commento:

Dopo aver soggiornato nel sud della Francia, ad Arles, ed essere stato ricoverato presso l'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy de Provence, Vincent van Gogh si stabilisce a Auvers-sur-Oise, un paese nelle vicinanze di Parigi. Il fratello Théo, preoccupato per la salute dell'artista, ha spinto van Gogh a incontrare il dottor Gachet, pittore anch'egli, che accetta di occuparsi di lui. Nel corso dei due mesi che separano il suo arrivo a Auvers il 21 maggio 1890 e la sua morte, avvenuta il 29 luglio di quello stesso anno, l'artista realizza una settantina di tele, ovvero più di una al giorno, e molti disegni. Questo quadro è il solo che Vincent van Gogh abbia dedicato alla chiesa di Auvers. Questo edificio sacro, costruito nel XIII secolo nel primo stile gotico, con ai lati due cappelle romane, diventa, sotto il pennello dell'artista, un tipico monumento in stile fiammeggiante che sembra essere lì per crollare sotto il peso di una pressione esercitata dal suolo e dalle due stradine che lo stringono da una parte e dall'altra. Se mettessimo questo quadro a confronto con le Cattedrali di Claude Monet, dipinte poco tempo dopo, potremmo facilmente prendere atto della differenza nel metodo seguito da van Gogh e quello degli impressionisti. Al contrario di Monet, van Gogh non cerca di raffigurare l'impressione dei giochi della luce sul monumento. Anche se la chiesa è riconoscibile, la tela non propone allo spettatore un'immagine fedele della realtà quanto una forma di "espressione" di quest'ultima. I mezzi plastici impiegati da van Gogh preannunciano l'arte dei fauves e dei pittori espressionisti.


After staying in the south of France, in Arles, and then at the psychiatric hospital in Saint-Rémy de Provence, Vincent Van Gogh settled in Auvers-sur-Oise, a village in the outskirts of Paris. His brother Théo, concerned with his health, incited him to see the Doctor Gachet, himself a painter and a friend of numerous artists, who accepted to treat him. During the two months separating his arrival, on May 21, 1890 and his death on July 29, the artist made about seventy paintings, over one per day, not to mention a large number of drawings. This is the only painting representing in full the church in Auvers that may sometimes be distinguished in the background of views of the whole village. This church, built in the 13th century in the early Gothic style, flanked by two Romanesque chapels, became under the painter's brush a flamboyant monument on the verge of dislocating itself from the ground and from the two paths that seem to be clasping it like torrents of lava or mud. If one compares this painting with Claude Monet's paintings of the cathedral in Rouen, painted shortly afterwards, one can measure how different Van Gogh's approach was from that of the impressionists. Unlike Monet, he did not try to render the impression of the play of light on the monument. Even though the church remains recognisable, the painting does not so much offer the spectator a faithful image of reality than a form of "expression" of a church. The artistic means used by Van Gogh anticipate the work of the fauvists and expressionist painters.

(fonte: Musée d'Orsay)

Provenienza:

  • Collezione del dottor Paul Gachet, Auvers-sur-Oise.
  • Collezione di Paul Gachet figlio, fino al 1951.
  • Acquistato dai Musées nationaux per il Musée du Jeu de Paume con il concorso di Paul Gachet; e la participazione di un donatore canadese anonimo.
  • Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, Parigi, 1951-1986.