La casa di Diego Martelli a Castiglioncello

Giuseppe Abbati, La casa di Diego Martelli a Castiglioncello
Autore: 
Abbati, Giuseppe (1836-1868)
Titolo: 
La casa di Diego Martelli a Castiglioncello
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1862)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
21,3 x 50
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: G. Abbati
Luogo di conservazione: 
Collezione privata, Firenze

Provenienza:

  • Mario Borgiotti, Firenze.
  • Eredi Borgiotti, Firenze.

Soggetto:

Si tratta di una bellissima veduta della Villa Martelli ritratta nella parte bassa del caseggiato, quella adibita ai servizi. Il taglio della composizione è simile a quello della lunga tavola della Galleria d’Arte Moderna di Firenze, che offre tuttavia una veduta più completa della Villa. Anche Borrani raffigura questa parte dell’edificio nel Carro rosso.

(fonte: Catalogo della mostra I Macchiaioli a Castiglioncello)

Note storico critiche:

L'indagine luminosa tesa a definire la tinta caratteristica dei caseggiati toscani sottoposta alla variazione dell'ora e della stagione, secondo le fasi individuate nelle diverse versioni di Stradina al sole, si dispiega in questo dipinto con un respiro prospettico di più ampia estensione, così come in altre opere realizzate a Castiglioncello, tra cui Veduta di Castiglioncello, anch'essa raffigurante la proprietà Martelli. La necessità di affermare una fisionomia originale in occasione di un evento favorevole alla propria ispirazione quale si delineava il soggiorno lungo la costa tirrenica, coincide per Abbati con la ricerca di una combinazione di toni di impronta personale, secondo la testimonianza di Martelli: "Ma siccome la tavolozza ci dà tante infinite combinazioni da equivalere le infinite combinazioni che hanno tutte le cose sottoposte alla luce in natura, egli tentava in un tono più basso del vero di dare tutta intera la tonalità del vero" (Martelli, post 1870). Del resto la mutevolezza delle condizioni luminose in riva al mare, così come la varietà della fisionomia della costa tirrenica, dovette sollecitare Abbati verso esiti definitivi, visto che nell'ultima lettera spedita dall'artista all'amico critico d'arte, egli sosteneva che "si sentiva giunto a tale da chiamarsi contento dell'opera sua" (Martelli 1877).

(fonte: http://www.tuscanysea.com/it)