L’aratura di novembre

Giulio Aristide Sartorio, L’aratura di novembre
Autore: 
Sartorio, Giulio Aristide (1860-1932)
Titolo: 
L’aratura di novembre
Altri titoli: 
L’aratura
Buoi all’aratro
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1914
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Tempera su cartone
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
57,5 x 77
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: G. A. Sartorio. Roma. 1914
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Ca de Sass, Milano, Italia
Inventario n.: 
AH01736AFC

Provenienza:

  • Napoli, Collezione Badoli.
  • Montecatini Terme, Galleria d'Arte Vincenzo Spezzacatena.
  • Milano, Finarte (1993).

Mostre:

  • 1914, Venezia, n. 41.
  • 1934, Milano, Galleria Dedalo, n. 37.
  • 2008-2009, Bergamo, s. n.
  • 2017-2018, Lodi, n. 15.
  • 2017, Novara, n. 27.

Bibliografia:

  • A. Colasanti, Esposizioni italiane: la Mostra Internazionale d'Arte a Venezia, in "Emporium. Rivista mensile illustrata d’arte, letteratura, scienza e varietà. Rivista mensile illustrata di arte ", n. 235, Istituto Italiano di Arti Grafiche, Bergamo, luglio 1914, p. 23.
  • Diego Angeli, Mostra individuale di G.A. Sartorio. La campagna romana, in XI Esposizione Internazionale d’arte della città di Venezia, 15 aprile - 31 ottobre 1914, s.e., Venezia, 1914, p. 78, n. 41, s. ill. (L'aratura di novembre).
  • Ugo Ojetti, XI Esposizione Internazionale d'Arte in Venezia, Fascicolo speciale n. 4 dell’Illustrazione Italiana, Fratelli Treves, Milano, 1914, p. 26.
  • Giorgio Nicodemi, Catalogo della mostra delle opere di Giulio Aristide Sartorio raccolte da Marga Seville Sartorio, catalogo della mostra, Milano, Galleria Dedalo, novembre 1934, Rizzoli & C. , Milano, 1934, p. 21.
  • Dipinti del XIX secolo, Asta 884, Finarte, Milano, 1993, n. 185, pp. 64-65, ill. p. 65 (L'aratura).
  • Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 495, ill. n. 1008 (L'aratura).
  • Sara Fontana, Giulio Aristide Sartorio, L'aratura di novembre o Buoi all'aratro (Vedute della campagna romana), in Sergio Rebora, a cura di, Le Collezioni d'arte, L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde , Milano, 2000, n. 220, pp. 321-322, ill.
  • Fernando Noris, a cura di, Ottocento tra realtà e sogno. Il lungo secolo della pittura italiana e lombarda, catalogo della mostra, Bergamo, Spazio Viterbi, 28 novembre 2008 - 22 febbraio 2009, Provincia di Bergamo - Fondazione Cariplo, Bergamo - Milano, 2008, ill. p. 71.
  • Elena Lissoni e Lucia Molino, a cura di, L’animo gentile. Arte e vita da Giovanni Agostino da Lodi a Vincenzo Irolli, catalogo della mostra, Lodi, Palazzo Barni, 24 novembre 2017 - 31 gennaio 2018, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2017, n. 15, pp. 62-63.
  • Susanna Borlandelli e Lucia Molino, a cura di, Sentieri di Luce. In cammino con Morbelli e Nunes Vais, catalogo della mostra, Novara, Complesso Monumentale del Broletto, 6 maggio - 25 settembre 2017, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2017, n. 27, pp. 78-79.

Note:

L’opera rappresenta l’aratura di un campo leggermente scosceso. Sotto gli occhi di un fattore a cavallo, alcuni buoi dal manto bianco e grigio solcano la terra su cui cresce una sterpaglia alta, guidati da due contadini con la pelle scottata dal sole. 
Il dipinto, con altre ottanta tempere, fu esposto alla rassegna individuale dal titolo “La campagna romana” che la XI Esposizio­ne Internazionale d’arte della città di Venezia dedicò a Giulio Aristide Sartorio nel 1914. L’artista era reduce da una stagione di successi culminata con la commissione per Fregio del Parlamento a Palazzo Montecitorio a Roma. L’esposizione catalizzò l’at­tenzione della critica e del pubblico: il soggetto era molto apprezzato poiché mostrava una parte della penisola italiana che sembrava vivere in una dimensione antica e immutabile, la stessa atmosfera che emergeva dalle opere dei pittori e dei fotografi della campagna romana che avevano percorso in lungo e in largo quegli ambienti.
In questo corpus di tempere, tra cui Sull’Isola Sacra (1908-1913) ora alla Galleria d’arte moderna del Civico Museo Revoltella di Trieste, Sartorio non dipinge la realtà di un territorio povero e arretrato, sottoposto in quegli anni a importanti operazioni di bonifica; preferisce trasmettere il senso di una civiltà che vive a contatto della natura, in qualche modo nobilitata dai resti dell’antica Roma che emergevano tra i rovi.
L’artista si era già dedicato al tema nel 1894, in occasione della mostra indetta dalla Società “In Arte Libertas” di Roma dove aveva esposto una se­rie di pastelli raffiguranti scorci della stessa campagna.

(fonte: Antonella Crippa in www.artgate-cariplo.it)