Interno (Gioco interrotto)

Adriano Cecioni, Interno (Gioco interrotto)
Autore: 
Cecioni, Adriano (1836-1886)
Titolo: 
Interno (Gioco interrotto)
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1867 circa -1870 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
40,5 x 32
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: Cecioni
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto da Vittorio Forti, 1962
Identificativo: 
12 00827456 [Codice ICCD]

Descrizione:

L'esperienza del gioco è antica e connaturata all'uomo. I giochi possono essere considerati universalmente indispensabili e onnipresenti in tutte le culture (palla, bambola), oppure come elementi propri di una determinata civiltà e di un'epoca. In effetti i giochi possono essere la rappresentazione simbolica, sociale, culturale della società e mutano con essa. Ormai in sinergia con il mondo dei mass media e la produzione industriale, il giocattolo è divenuto una proiezione del mondo mediatico, dove il confine tra realtà e finzione è sempre più labile. Nel quadro il bambino in primo piano ci appare ritratto in una posizione di semi-isolamento, poggiato allo stipite della porta che si apre di fronte a lui. Ha un'aria assorta, probabilmente in previsione dei doveri che lo attendono, a cui gli altri personaggi sono già intenti. Il dipinto è costruito come una finestra che si affaccia su uno scorcio di vita quotidiana, sottolineato dai rapporti prospettici e proporzionali che caratterizzano l'impianto della composizione.

(fonte: Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma)

Il dipinto è datato dalla bibliografia al periodo 1867 - 1870 circa: in quegli anni Cecioni, rientrato a Firenze dal pensionato a Napoli vinto nel 1863 presso l'Accademia di Belle Arti fiorentina, inizia a dedicarsi maggiormente alla pittura, come testimoniato dal critico Diego Martelli, il quale seguiva e documentava le ricerche degli artisti d'avanguardia a lui contemporanei (cfr. Barocchi P., Storia moderna dell'arte in Italia: dalla pittura di storia alla storia della pittura, 1859-1883: manifesti, polemiche, documenti, Milano, 2009). Tale arco di datazione sembra potersi confermare anche dal punto di vista stilistico: in quel periodo, infatti, l'artista partecipa alle ricerche sulla "macchia" degli artisti del Caffè Michelangelo, portando avanti lo studio del vero già maturato a Napoli nell'ambito della cosiddetta "Scuola di Resina", insieme ai colleghi De Nittis, Rossano e De Gregorio. La pittura compendiaria, dunque, si deve al contesto fiorentino, mentre la composizione di gusto seicentesco è un retaggio dell'ambiente culturale napoletano. Già Domenico Morelli, importante figura d'intermediazione tra Napoli e la Firenze macchiaiola, aveva fatto della pittura seicentesca la sua maggiore fonte d'ispirazione. Anche il gusto tipicamente nordico per la pittura d'interni, fortemente ravvisabile nella tela in questione (la fuga di stanze attraverso le porte aperte, la minuzia descrittiva dell'ambiente), era penetrato a Napoli già all'inizio del secolo grazie alla presenza di pittori stranieri come l'olandese Anton Sminck van Pitloo.Il tema dell'infanzia, indagata con occhio verista, è al centro della poetica di Cecioni: grande risalto è spesso dato all'espressione dei bambini, immortalati in gesti di carattere narrativo (cfr. "Sopresa per le scale", scheda n. 00826914).

(fonte: http://www.catalogo.beniculturali.it)