Interno della chiesa di San Miniato al Monte a Firenze

Giuseppe Abbati, Interno della chiesa di San Miniato al Monte a Firenze
Autore: 
Abbati, Giuseppe (1836-1868)
Titolo: 
Interno della chiesa di San Miniato al Monte a Firenze
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1861)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
72 x 60
Annotazioni: 
Firma (monogramma) in basso a destra: G.A.
Luogo di conservazione: 
Collezione del Dott. Alberto Marri, Palazzo Foresti, Carpi (Modena), Italia

Note storico critiche:

Quando Abbati giunse a Firenze nelle ultime settimane dell'anno 1860, reduce dalla spedizione dei Mille e dalla lunga convalescenza seguita alla perdita dell'occhio destro durante la battaglia di Santa Maria a Capua, fu accolto molto fraternamente dai suoi futuri compagni d'arte che subito ne apprezzarono il valore e la straordinaria dirittura morale, nonché le qualità del carattere profondamente malinconico e riservato. Considerevole era il prestigio che al napoletano derivava dall'essere figlio di quel Vincenzo, pittore di vedute al servizio della duchessa di Berry accreditato presso le corti borbonica e granducale.
Con questo quadro presentato alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861 Beppe non soltanto ottenne la medaglia d'oro - peraltro rifiutata per solidarietà con gli amici macchiaioli - ma compì sommessamente i primi passi in direzione di quella tipologia di interni, non offrendo la consueta minuziosa resa dell'assieme prospettico, bensì cercando nella veduta il motivo atmosferico-luminoso che rispondesse al suo sentimento pittorico. Il motivo che accende la sensibilità dell'artista è qui ravvisabile nell'effetto di luce: essa corre obliqua lungo i muri in pietra dell'imponente basilica, ne tralascia impietosa le scalfitture e ciò che resta dei preziosi affreschi trecenteschi, per accendere di sé la quattrocentesca scala marmorea che dà accesso al presbiterio sopraelevato; qui si impreziosisce di infiniti toni, dal caldo ocra dei capitelli corinzi agli effetti lucidi del marmo che riveste le imponenti colonne, dal bianco opaco del monaco olivetano a quelli ancor più chiari dei sottarchi. Tutt'intorno è la penombra cui si sottrae a mala pena, per un boccone di camicia, la figura dell'inserviente, intento alla manutenzione delle lastre tombali dinnanzi all'antica cripta.

(autore: Francesca Dini)