Incontro nella notte

Max Beckmann, Incontro nella notte | Begegnung in der Nacht | Meeting in the night
Autore: 
Beckmann, Max (1884-1950)
Titolo: 
Incontro nella notte
Altri titoli: 
Begegnung in der Nacht
Meeting in the night
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1928
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Gesso bianco e colorato su carta dipinta di nero
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
108,5 x 50,5
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Beckmann / F 28
Luogo di conservazione: 
Collezione privata
Acquisizione: 
Acquisto, 22 giugno 2010

Provenienza:

  • L'artista.
  • Catherine Viviano Gallery, New York.
  • Stanley J. Seeger, USA, acquistato da Catherine Viviano, ottobre 1959; vendita, Sotheby's, New York, 8 maggio 2001, lotto 13.
  • Collezione privata europea, acquistato nella vendita di cui sopra; vendita, Sotheby's, London, asta Impressionist & modern art evening sale, 22 giugno 2010, lotto 21, venduto per £1,721,250 (€2,063,781).

Mostre:

  • Basel, Kunsthalle, Max Beckmann, 1930, n. 120.
  • Zurich, Kunsthaus, Max Beckmann, 1930, n. 91.
  • Hanover, Kestner-Gesellschaft, Max Beckmann - Gemälde und Graphik 1906 bis 1930, 1931, n. 36.
  • Berlin, Preussische Akademie der Künste, Frühjahrs-Ausstellung 1931, 1931, n. 37.
  • Munich, Galerie J.B. Neumann und Günther Franke, Fünfundsiebzigste Ausstellung des Graphischen Kabinetts - Sommer-Ausstellung, 1931, n. 9.
  • Königsberg, Städtische Kunsthalle, Deutscher Künstlerbund - Aquarelle, Zeichnungen, 1932, n. 24.
  • Princeton, The Art Museum, Princeton University, The Stanley J. Seeger Jr. Collection, 1961, n. 26, illustrato nel catalogo.
  • Austin, University Art Museum, The University of Texas, Not So Long Ago. Art of the 1920s in Europe and America, 1972, illustrato nel catalogo.
  • Bielefeld, Kunsthalle; Tübingen, Kunsthalle & Frankfurt, Städtische Galerie im Städelschen Kunstinstitut, Max Beckmann, Aquarelle und Zeichnungen, 1903-1950, 1977-78, n. 124, illustrato nel catalogo.
  • Frankfurt, Städtische Galerie im Städelschen Kunstinstitut, Max Beckmann, Frankfurt 1915-1933, 1983-84, n. 159, Illustrato a colori nel catalogo.
  • Cologne, Josef Haubrich Kunsthalle, Max Beckmann, 1984, n. 86, illustrato nel catalogo.
  • Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Max Beckmann, Die Nacht, 1997, n. 78, Illustrato a colori nel catalogo.
  • Paris, Musée National d'Art Moderne, Max Beckmann, un peintre dans l'histoire, 2002-03, Illustrato a colori nel catalogo.
  • Frankfurt, Schirn Kunsthalle, Max Beckmann. Die Aquarelle und Pastelle, 2006, n. 36, Illustrato a colori nel catalogo.

Bibliografia:

  • Lothar-Günther Buchheim, Max Beckmann, Feldafing, 1959, n. 99, illustrato in una fotografia dello studio dell'artista p. 195 .
  • Erhard & Barbara Göpel, Max Beckmann, Katalog der Gemälde, Bern, 1976, vol. I, p. 255, citato sotto il n. 369.
  • Stadtnächte - Der Zeichner und Grafiker Max Beckmann (exhibition catalogue), Hamburger Kunstverein, Hamburg, 1980, p. 143.
  • Jeannot Simmen, Vertigo - Schwindel der modernen Kunst, Munich, 1990, n. 69, illustrato.
  • Reinhard Spieler, Max Beckmann. Der Weg zum Mythos, Cologne, 1994, illustrato p. 92.
  • Klaus Gallwitz (ed.), Max Beckmann, Briefe, Munich & Zurich, 1994, vol. II, p. 416.
  • Ortrud Westheider, Die Farbe Schwarz in der Malerei Max Beckmanns, Berlin, 1995, n. 38, illustrato.
  • Siegfried Gohr, Selbstgespräche - Aquarelle und Pastelle von Max Beckmann, Essen, 2000-01, illustrato a colori p. 28.
  • Stephan Reimertz, Max Beckmann, Biographie, Munich, 2003, pp. 260 e 283.
  • Olaf Peters, Vom schwarzen Seiltänzer: Max Beckmann zwischen Weimarer Republik und Exil, Berlin, 2005, n. 30, illustrato p. 78.

Nota del catalogo:

Una delle opere su carta più potenti e di grande impatto di Beckmann, Begegnung in der Nacht (Incontro nella notte) fu eseguita a Francoforte, dove l'artista visse tra il 1915 e il 1933. Durante questi anni, l'artista ha esplorato temi di lotta e frustrazione in molte delle sue opere, senza dubbio influenzato dalla tensione esistente durante i postumi della prima guerra mondiale. Esteta con una eccessiva raffinatezza paneuropea, Beckmann divenne sempre più insoddisfatto della situazione politica prevalente nell'Europa centrale a quel tempo. Mentre le sue composizioni sono spesso enigmatiche, piuttosto che apertamente critiche, come nelle opere dei suoi contemporanei George Grosz e Otto Dix, questo senso di insoddisfazione si riflette certamente nel tono sarcastico e decadente che domina così fortemente in questo lavoro.

In quest'opera, Beckmann esprime chiaramente questi temi di frustrazione e ingiustizia attraverso l'iconografia dell'opposizione. Due personaggi centrali sono presentati come contrasti diretti l'uno con l'altro: il misterioso gentiluomo con portamento eretto, in smoking, che ricorda fortemente gli autoritratti dell'artista, guarda impertubabile la donna seminuda, appesa per le caviglie, che non è in grado di vedere il suo rapitore. Il messaggio e il simbolismo di Beckmann, sebbene criptici, possono forse essere decifrati considerando il lavoro precedente dell'artista, Die Nacht (La notte), dipinto nel 1918-19. Sebbene non così marcatamente violento come la composizione precedente, Begegnung in der Nacht allude a temi simili di alienazione e disuguaglianza. Scrivendo sul significato della violenza e della notte nell'opera di Beckmann, Carla Schulz-Hoffmann suggerisce: 'Questa non è una parabola su una possibile redenzione, ma sulla contingenza umana e la mancanza di libertà in cui la notte è un simbolo dell'inferno dell'umanità. Non c'è scampo da questo sistema chiuso, e né gli autori né le vittime sono veramente colpevoli ' (C. Schulz-Hoffmann, Max Beckmann, Retrospective (catalogo della mostra), The Saint Louis Art Museum, 1984, p. 25).

Begegnung in der Nacht è una delle opere su carta di maggior successo di Beckmann di questo periodo. Con un uso fluido di linea e ombra, l'artista ha creato una composizione che si collega direttamente alle intenzioni pittoriche dei suoi oli di questo periodo. Come molti altri dipinti e disegni di questa epoca, Beckmann presta particolare attenzione alla delineazione delle mani delle figure e all'individualizzazione del viso incatenato della donna. Inoltre, le figure in questo disegno sono compattate in uno spazio ristretto, poco profondo, dando poca considerazione alla prospettiva e costringendo lo spettatore a concentrarsi sull'immagine potente. Questo trattamento condensato dello spazio conferisce alle due figure una certa monumentalità, mentre al contempo conferisce alla composizione un'atmosfera di ansia e tensione. Evidentemente l'artista stesso ha tenuto in grande considerazione quest'opera che conservava nel suo studio. Dopo la morte di Beckmann, la Galleria Catherine Viviano, che gestiva il suo patrimonio, vendette quest'opera al celebre collezionista Stanley J. Seeger, nella cui collezione rimase per oltre quarant'anni, durante i quali fu ampiamente esposta.


One of Beckmann's most powerful and arresting works on paper, Begegnung in der Nacht was executed in Frankfurt, where the artist lived between 1915 and 1933. During these years, the artist explored themes of struggle and frustration in many of his works, no doubt influenced by the tension extant during the aftermath of the First World War. An aesthete with pan-European sophistication, Beckmann grew increasingly dissatisfied with the political situation prevalent in central Europe at that time. While his compositions are often enigmatic, rather than openly critical, as in the works of his contemporaries George Grosz and Otto Dix, this sense of dissatisfaction is certainly reflected in the sarcastic, decadent tone that so powerfully dominates in this work.

In the present work, Beckmann clearly expresses these themes of frustration and injustice through the iconography of opposition. Two central characters are presented as direct contrasts to each other: the dark, upright, tuxedo-clad gentleman, strongly reminiscent of the artist's self-portraits, looks on untroubled as the semi-nude woman, hanged by her ankles, is unable to see her captor. Beckmann's message and symbolism, although cryptic, can perhaps be deciphered by considering artist's earlier work, Die Nacht (The Night), painted in 1918-19. Although not as markedly violent as the earlier composition, Begegnung in der Nacht alludes to similar themes of alienation and inequality. Writing about the significance of violence and the night in Beckmann's work, Carla Schulz-Hoffmann has proposed: 'This is not a parable about a possible redemption, but about human contingency and the lack of freedom in which the night is a symbol of the hell of humanity. There is no escape from this closed system, and neither perpetrators nor victims are really guilty' (C. Schulz-Hoffmann, Max Beckmann, Retrospective (exhibition catalogue), The Saint Louis Art Museum, 1984, p. 25).

Begegnung in der Nacht is one of Beckmann's most successful works on paper of this period. With a fluid use of line and shadow, the artist has created a composition that relates directly to the pictorial intentions of his oils of this period. Like many other paintings and drawings of this era, Beckmann pays particular attention to the delineation of the figures' hands and the individualization of the shackled woman's face. Furthermore, the figures in this drawing are compacted into a tight, shallow space, giving little regard to perspective and forcing the viewer to concentrate on the powerful image. This condensed treatment of space lends the two figures a certain monumentality, while at the same time imbuing the composition with an atmosphere of anxiety and tension. The artist himself evidently held this work in high esteem, as he kept it in his studio. After Beckmann's death, the Catherine Viviano Gallery, who handled his estate, sold this work to the celebrated collector Stanley J. Seeger, in whose collection it remained for over forty years, during which time it was extensively exhibited.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's, London, citata)