Il venditore ambulante

Gerolamo Induno, Il venditore ambulante
Gerolamo Induno, Il venditore ambulante [dettaglio]
Autore: 
Induno, Gerolamo
Titolo: 
Il venditore ambulante
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1872
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
52 x 65
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Ger.mo Induno 1872
Intitolato sul retro: Il venditore ambulante
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 25.

Bibliografia:

  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Il quadro Il venditore ambulante, datato 1872, rientra nella produzione che Gerolamo Induno, sull’esempio del fratello Domenico, dedica a soggetti di genere, in parallelo a opere di tema risorgimentale. Tuttavia in alcuni casi i suoi dipinti rimangono più in superficie e non hanno quell’aspirazione di stampo morale che caratterizza le opere di Domenico.
La scena è ambientata in un gelido paesaggio invernale, sovrastato da un cielo ancora carico di neve. Il parapetto di una scala curva, impostando diagonalmente la composizione, rende solo in parte visibile il paese sullo sfondo. Il villaggio, dalla resa cromatica e atmosferica simile a Veduta di Pescarenico dal vero (1862 circa), si presenta tra la foschia come una distesa di tetti innevati e punteggiati qua e là dai comignoli. Sulla sinistra, una chiesa e il suo esile campanile sono appena distinguibili oltre la fitta nebbia. In primo piano un anziano venditore ambulante dalla folta barba bianca chiede indicazioni sulla strada da seguire a una bambina dai capelli rossicci, che presenta più di un’affinità con la protagonista di La piccola [1]. I due personaggi, pur così diversi, sono accumunati dalla miseria. L’uomo indossa un paio di pantaloni rattoppati sulle ginocchia, una giacchetta dal taglio più sofisticato, ma tenuta allacciata solo con un cordino, e un cilindro sfondato. La bambina, con in mano una piccola fascina di ramoscelli, cerca , invece, di ripararsi dal freddo pungente, che le sta arrossando le gote, con un vestitino logoro e un grande fazzoletto blu annodato sotto il mento. Il vecchio ambulante, nel suo continuo peregrinare di paese in paese in cerca di lavoro, porta con sé tutti i suoi averi: tre cassettine, una delle quali decorata con figure, un cavalletto su cui disporre la merce, un ombrello.
Caratteristica di larga parte dell’opera di Gerolamo Induno è la grande attenzione data ai dettagli, anche in questo caso resi con grande abilità descrittiva e tecnica. Sebbene a volte l’eccessiva «attenzione analitica» fa sì che «gli oggetti e le persone appaiono, nel quadro, come scoordinate, isolate, troppo individuate» [2], in questo dipinto la composizione è unificata dal gesto della bambina, su cui si fissano lo sguardo stanco dell’ambulante e l’attenzione dello spettatore. Il tutto è uniformato da una luce quasi artificiale che genera una cromia calda ma priva di ombre e contribuisce a sottolineare il contenuto della rappresentazione.


1 G. Nicodemi, Domenico e Gerolamo Induno, G. G. Görlich, Milano 1945, tav. 221.
2 V. Costantini, Cronache milanesi, in “Emporium”, vol. LXXVIII, n. 463, luglio 1933, pp. 51-52.

(fonte: Giuditta Lojacono - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)