Il suonatore di violoncello

Modigliani, Il suonatore di violoncello.png
Autore: 
Modigliani, Amedeo (1884-1920)
Titolo: 
Il suonatore di violoncello
Altri titoli: 
Le violoncelliste
The cellist
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1909)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
131 x 81
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Modigliani
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Dr. Paul Alexandre, Parigi, e poi per successione ai suoi figli, Paris.
  • Galerie Jean-Francois Gobbi, Parigi, acquistato dagli eredi Alexandre, 1980 circa.
  • Galerie Jan Krugier, Geneva, acquistato dalla Galerie Gobbi.
  • Collezione privata, acquistato dal padre del proprietario il 1985 presso la Galerie Krugier.
  • Vendita, Christie's, Londra, asta 20th century art, 30 giugno 1999, lotto 506, venduto per £826,500 ($1,374,304).

Mostre:

  • Paris, Grand Palais, Salon des Artistes Indpendants, 1910, n. 3686.
  • Paris, Grand Palais, Salon des Artistes Indpendants, Trente ans d'Art Indpendant, febbraio-marzo 1926, n. 3098.
  • Tokyo, National Museum, Modigliani, luglio-novembre 1985, n. 10 (illustrato a colori).
  • London, Royal Academy of Arts, Italian Art in the 20th Century, gennaio-aprile 1989, n. 60 (illustrato a colori).
  • Dusseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Amedeo Modigliani, gennaio-aprile 1991, n. 6.; successivamente a Zurich, Kunsthaus, aprile-luglio 1991 (illustrato a colori).

Bibliografia:

  • G. Waldemar, 'Trente Ans d'Art Indpendant', L'Amour de l'Art, Parigi, marzo 1926, p. 91 (illustrato).
  • A. Pfannstiel, Modigliani, Paris 1929, illustrato a p. 3 del catalogo (lo studio preparatorio illustrato a colori a p. 17).
  • G. Scheiwiller (a cura di), Amedeo Modigliani-Selbstzeugnisse, Photos, Zeichnungen, Zurich 1958, p. 24.
  • A. Pfannstiel, Modigliani et son oeuvre, Paris 1956, n. 15.
  • A. C. Roy, Modigliani, Ginevra 1958, p. 28 (illustrato a colori).
  • A. Ceroni, Amedeo Modigliani, Milano 1958, n. 19 (illustrato).
  • J. Modigliani, Modigliani sans légende, Paris 1961, n. 23.
  • A. Ceroni, I dipinti di Modigliani, Milano 1970, n. 23 (illustrato).
  • J. Lanthemann, Modigliani 1884-1920, catalogue raisonn, sa vie, son oeuvre complète, son art, Barcelona 1970, n. 36 (illustrato p. 169).
  • A. Ceroni & F. Cachin, Modigliani, toute l'oeuvre peinte de Modigliani, Paris 1972, n. 23 (illustrato).
  • Catalogo della mostra, Liège, Muse Saint-Georges, ottobre-dicembre 1980, Modigliani, Lige 1980, p. 31 (illustrato).
  • J. Modigliani, Racconta Modigliani, Livourne 1984, n. 23 (illustrato p. 70).
  • C. Roy, Modigliani, Paris 1985, p. 24 (illustrato).
  • T. Castieau-Barrielle, La vie et l'oeuvre de Amedeo Modigliani, Paris 1987, p. 49 (illustrato).
  • C. Parisot, Modigliani, catalogue raisonn, vol. II, Livourne 1991, n. 9/1909 (illustrato p. 40).

Note:

L'opera fu eseguita da Modigliani intorno alla fine del 1909. Insieme a un'altra versione leggermente più piccola, che reca sul retro un ritratto dello scultore rumeno Costantin Brancusi, amico e mentore dell'artista, fu poi esposta dal pittore al Salon dès Indipendants nel marzo del 1910, nelle serre dell'Orangerie delle Tuileries. Secondo Jeanne Modigliani il dipinto fu realizzato nello studio che il pittore aveva trovato alla fine del 1909 a Montparnasse, al primo piano di una baracca dal tetto di latta al numero 14 della Citè Falguiere, detta "Villa Rosa" per il colore dei muri della costruzione principale.



" L'uomo era un abitante della Cité Falguière, l'altro luogo che radunava numerosi studi di artisti e dove, da quell'anno, lavorava anche Modigliani.
Nel Suonatore di violoncello batte ancora il rintocco di Paul Cézanne, con lo spessore fisico e morale di cui aveva detto Ardengo Soffici: «La sua arte è una filosofia in azione». Tutto vi è come rappreso, concentrato, sorvegliato. L'influenza espressionista si dispone nell'ordine serrato della visione. Il gesto del braccio, contenuto entro una geometria severa come quella dei Giocatori di carte di Cézanne, procede nell'archetto e risale allo strumento imponente e lucido, per lasciare al volto uno spazio ridotto, stretto tra la finestra e la poltrona ornata con arabeschi matissiani. Forma e volume si compenetrano. E dal fondo che l'immagine si stacca con l'autorevole dolcezza di quello sguardo capace di dare alle cose il privilegio di un'eternità possibile.
«A sinistra un letto, sul fondo il camino vuoto»: così lo stesso Modigliani riassume per Alexandre l'ambientazione del dipinto, realizzato verso la fine del 1909 e preceduto da uno studio, sul retro della tela, con l'abbozzo di un ritratto di Constantin Brancusi. Iniziato a memoria, o studiato su disegni perduti, il ritratto dello scultore non ebbe altri esiti. "

(fonte: Beatrice Buscaroli, Ricordi via Roma. Vita e arte di Amedeo Modigliani, il Saggiatore, 2010)