Il sonaglio

Amando Spadini, Il sonaglio
Autore: 
Spadini, Armando (1883-1925)
Titolo: 
Il sonaglio
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1912)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
71 x 98,5
Annotazioni: 
Iscrizione sul retro: Spadini
Luogo di conservazione: 
Pinacoteca di Bari Corrado Giaquinto, Bari, Italia
Acquisizione: 
Donazione Grieco
Identificativo: 
1871 | 16 00220906 [Codice ICCD]

Descrizione:

Proviene dalla collezione di Angelo Signorelli, medico e collezionista roma­no, che fu tra i primi e più assidui acquirenti di Spadini. La conoscenza fra il medico e il pittore risale al 1911, come ci informa lo stesso Signorelli: "Conobbi Spadini nell'estate del 1911. Me lo presentò Carena" (in cat. Roma 1983, p. 45). Fino al 1918 egli aveva messo insieme una raccolta di ben quaranta opere dell' artista, tra cui il noto Bacio, 1912 (ibidem, n. 24), la luminosa Famiglia a Villa Borghese, 1913 (ibidem, n. 29) e i tre ritratti di sua moglie Olga Signorelli (ibidem, n. 25).
L'opera Il sonaglio s'inquadra nella tematica preferita di Spadini dedicata al suo mondo familiare: immagini della moglie e dei quattro figli, scene colme di affet­to e di partecipazione, che caratterizzano in modo inconfondibile la sua opera. Cipriano Efisio Oppo nel 1918, in un articolo sul pittore, osserva: "La moglie e i figli sono stati i suoi modelli preferiti, una specie di Sacra famiglia nei più diversi ed umani atteggiamenti in tutte le ore, in tutte le luci" (in ibidem, p. 133). La posizione della donna in ginocchio - nella modella si riconoscono le consue­te fattezze della moglie Pasqualina Cervone - china sul suo bambino mentre agita un sonaglio per far!o divertire, è alquanto insolita ma ricorre, con qualche modifica, in un altro contesto: nella grande tela Mosè ritrovato del 1912 (Roma, Musei Vaticani). Un ulteriore elemento per la datazione del nostro quadro ci viene offerto dall'identificazione del bambino con il piccolo Andrea Spadini, nato nel luglio del 1912. Nel quadro Bambù 10 (cat. Roma 1983, n. 22), un enne­simo ritratto di Andrea che raffigura il piccolo in posizione seduta, si notano gli stessi lineamenti paffuti con il naso piccolo, leggermente all'insù.
La pittura sensuale, che si esprime in morbide forme fluide e in un colo­rismo tutto concentrato sui verdi e sui rosa, forse un po' troppo marcati, ci porta nelle vicinanze dell'arte di Auguste Renoir, spesso tirato in ballo dalla critica per individuare l'incontro di Spadini coll'impressionismo, avvenuto nell'aprile del 1913, in occasione della prima Secessione roma­na; immediatamente dopo fu eseguita forse la nostra tela.

(Christine Farese Sperken - http://www.pinacotecabari.it)