Il pittore Tommasi che dipinge in giardino

Silvestro Lega, Il pittore Tommasi che dipinge in giardino
Autore: 
Lega, Silvestro (1826-1895)
Titolo: 
Il pittore Tommasi che dipinge in giardino
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1885
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
37,3 x 27,5
Annotazioni: 
Sul retro, sul telaio, reca la scritta a penna: 1885 - Il sottoscritto dichiara che questo dipinto è opera del defunto pittore Silvestro Lega fatto nel mio giardino a Bellariva in mia presenza – L.Tommasi
Sul retro a matita: Villa dei Tommasi a Bellariva. Ritratto di Angiolo fatto da Lega.
Sul retro reca ulteriore scritta: È opera bellissima di Silvestro Lega - M. Borgiotti, Milano 9/12/64
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Livorno, famiglia Tommasi, doc. 1885.
  • Genova, Bartolomeo Pellerano, doc. 1956.
  • Mondial Gallery, Milano, 1965.
  • Cortina d’Ampezzo, Centro d’Arte Dolomiti, 1971.
  • Milano, Galleria Carini, 1971.
  • Montecatini Terme, Bottega d’Arte, 1971.
  • Firenze, Galleria d’Arte Spinetti, 1972.
  • Montecatini Terme, Piero Dini, doc. 1973.
  • Collezione privata.

Mostre:

  • I Macchiaioli, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1956.
  • Silvestro Lega (1826 – 1895), Museo Civico, Bologna, 1973.
  • Toskanische Impressionen. Der Beitrag der Macchiaioli zum europäischen Realismus, Haus der Kunst, Monaco di Baviera, 1976.
  • I Macchiaioli, Forte di Belvedere, Firenze, 1976.
  • I macchiaioli peintres en Toscane après 1850, Galeries Nationales d’Exposition du Grand Palais, Parigi, 1978.
  • I macchiaioli. Pittori toscani del secondo Ottocento, Museo Civico di Belle Arti, Lugano, 1979.
  • Silvestro Lega (1826 - 1895), Musée des Beaux-Arts, Lyon, 1981.
  • The Rediscovery of Nature. An Anthology of 19th Century Landscape Painting in the West, The Museum of Modern Art, Hyogo (Giappone), 1983.
  • The Macchiaioli painters of Italian life 1850 – 1900, University of California, Frederick S. Wight Art Gallery, Los Angeles, 1986.
  • The Macchiaioli painters of Italian life 1850 – 1900, Harvard University Art Museums, Cambridge, 1986.
  • I Macchiatoli e l’America, Palazzo Ducale, Genova, 1992.
  • Silvestro Lega. Da Bellariva al Gabbro, Centro per l’Arte Diego Martelli, Castiglioncello, 2003.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 8.

Bibliografia:

  • G. Carandente, I Macchiaioli, Roma, 1956, n. 188.
  • G. Mazzariol e T. Pignatti, Storia dell’Arte Italiana. Dal Cinquecento ai nostri giorni, vol. III, Milano 1961, pag. 406.
  • Maestri dell’Ottocento, Mondial Gallery, Milano, 1965, num. 28.
  • Asta di cento dipinti di maestri dell’800, Centro d’Arte Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, 4 gennaio 1971, num. 82.
  • Mostra vendita di dipinti dell’800, Galleria Carini, Milano, 1971, num. 21.
  • Pittura toscana dell’Ottocento, Galleria d’Arte Spinetti, Firenze, 1972, n. 25, tav. 25.
  • D. Durbè, Silvestro Lega (1826 - 1895), Bologna, 1973, num. 73.
  • G. Mesirca, Mi pareva d’esser vecchio senza anni, Cittadella (Padova) 1975, pag. 94.
  • AA.VV., Toskanische Impressionen. Der Beitrag der Macchiaioli zum europäischen Realismus, Monaco di Baviera, 1975, n. 223.
  • D. Durbè, I Macchiaioli, Firenze, 1976, p. 239.
  • G. Daddi, Silvestro Lega: spunti e appunti, “I quaderni dell’Ottocento toscano”, num. 1, Oggiono, 1978, pag. 42.
  • D. Durbé, I macchiaioli, Roma, 1978, fig. 116, pag. 256.
  • S. Monneret, L’Impressionnisme et son époque. Dictionnaire International Illustré, vol. I, Parigi, 1978, pag. 325.
  • A. Distel e D. Durbè, I macchiaioli peintres en Toscane après 1850, Parigi, 1978, num. 123.
  • S. Monneret, L’Impressionnisme et son époque. Dictionnaire International Illustré, vol. II, Parigi, 1979, pag. 9.
  • A. Gramiccia, I macchiaioli. Pittori toscani del secondo Ottocento, Roma, 1979, num. 123.
  • G. Matteucci, Silvestro Lega (1826 - 1895), Roma, 1981, num. 28.
  • A. P. Quinsac e K. Yamawaki, The Rediscovery of Nature. An Anthology of 19th Century Landscape Painting in the West, Hyogo, 1983, num. 44.
  • R. Monti, Le mutazioni della “macchia”, Roma, 1985, fig. 20, pag. 19.
  • A. Boime, D. Durbé e E. A. Tonelli, The Macchiaioli painters of Italian life 1850 – 1900, Los Angeles, 1986, num. 151.
  • G. Matteucci, Lega. L’opera completa, Firenze, 1987, vol. II, num. 192.
  • N. Broude, Impressionismi. Il movimento internazionale 1860 – 1920, Milano, 1990, ill. 228, pag. 181.
  • F. Fini, P. Dini e D. Durbè, I Macchiatoli e l’America, Genova, 1992, num. 147.
  • F. Dini, Silvestro Lega. Da Bellariva al Gabbro, Firenze, 2003, num. 16.
  • S. Dali e D. Chun, Silvestro Lega, Milano, 2008, pagg. 6-7.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

L’opera raffigura il giovane pittore Angiolo Tommasi (1858-1923) intento a dipingere nel giardino della villa di famiglia “La Casaccia” a Bellariva, nei pressi di Firenze, come attesta la dichiarazione del fratello Ludovico apposta sul verso della tela. Lega vi soggiorna per lunghi periodi, lavorando e insegnando ai tre giovani pittori livornesi Tommasi: i fratelli Angiolo e Ludovico e il loro cugino Adolfo. Un vero e proprio cenacolo intellettuale e artistico frequentato, tra gli altri, da Carducci, Fattori e Signorini, nel quale il pittore ritrova un rinnovato clima familiare e un luogo privilegiato per la sua ricerca artistica dal 1880 al 1886. Questo momento, come ricordano Signorini e Martelli, segna la rinascita del Lega dopo un lungo periodo di inattività e di afflizione esistenziale per alcune perdite familiari e per l’aggravarsi di una forma di congiuntivite cronica (dal 1874 al 1878 cessa di dipingere e di prendere parte a mostre ufficiali). Proprio a Bellariva, a quindici anni di distanza dall’esaurirsi dell’operosa stagione macchiaiola di Piagentina dominata dalla sintesi neoquattrocentesca del disegno e dalla massima essenzialità del mezzo pittorico, Lega sperimenta alcuni esiti più “impressionistici” aderenti ai moderni principi del naturalismo europeo, in particolare francese, che le giovani generazioni avvertivano ormai necessari. Sin dal 1878, infatti, il pittore romagnolo è tra i pochi in grado di capire e apprezzare le due tele di Pontoise di Camille Pissarro esposte alla Promotrice fiorentina. Due anni più tardi, alla Prima Esposizione Internazionale di Quadri Moderni, due dipinti di Lega sono a diretto confronto con altri della scuola francese, da Ingres a Delacroix, da Corot a Manet, dimostrandosi in perfetta sintonia con il gusto del tardo naturalismo internazionale. Orientamento che trova aderenza nell’intima frequentazione di artisti dall’esperienza cosmopolita come Telemaco Signorini, Francesco Gioli e, soprattutto, Diego Martelli, per l’acuta e fondamentale lettura critica della vita artistica nella capitale francese.
Nella piccola tela qui esposta, Lega ritrae il giovane allievo con un’immediatezza percettiva colta sur le motif, privilegiando la scioltezza di una tecnica esecutiva che lascia alla tela la spontaneità di un rapido abbozzo. Fa da contrappunto un taglio compositivo impostato su una partitura meditata e ferma, scandita in profondità dal susseguirsi parallelo dei tronchi d’albero e dalle fughe prospettiche del vialetto e dell’ombrellone messo di traverso. Nella penombra del giardino, la sobria intonazione cromatica è vibrata da innumerevoli punteggiature di luce filtrate dalle fronde degli alberi che scandiscono in rapporti luministici la composizione, con un generale effetto di “macchia” multiforme. Ad essi si accordano i fulcri cromatici dell’immagine, il bianco della blusa di Tommasi e l’ocra dell’ombrellone, rialzati da un inspessimento materico. Nella scelta del soggetto Lega ricerca valori di più immediata presa visiva, mutando il concetto del ritratto con un raddoppiamento dell’immagine, il ‘quadro nel quadro’ e ‘l’artista nel quadro’, come già sperimentato in alcune opere impressioniste degli inizi degli anni sessanta dove fulcro della rappresentazione è il punto di vista soggettivo del pittore che, come dietro le quinte, instaura una complessità spaziale consapevole dei rapporti tra artefice, realtà e osservatore. Diego Martelli, non mancando di rilevare la mutata maniera di dipingere dell’artista nel breve giro di questi anni, avrebbe scritto come Lega, dall’inizio degli anni ottanta, lavori “accanitamente”, seppur tormentato da una malattia agli occhi che tuttavia “non gli offende menomamente la visione delle masse, né dello splendore colore; tantoché ne’ suoi studi arieggia molto alla serena gaiezza degli impressionisti francesi” [1]. L’atmosfera è addirittura “tanto placida e raccolta che il nome di Corot viene spontaneo” [2].
L’opera in esame, come dimostra la sua lunga storia espositiva in Italia e all’estero, è tra le più significative di quel “processo di liberazione dell’estro geniale dalle limitazioni della ragione” [3], di quell’“impeto inatteso” [4], di quella “maniera concitata” [5] che caratterizzerà l’ultima fase pittorica di Lega, esemplare anche per gli sviluppi delle nuove tendenze artistiche sulle future generazioni.
La scrittrice Anna Franchi, in visita nella villa di Bellariva, ricorda il reciproco rapporto di stima tra il maestro ormai maturo e il giovane allievo Angiolo: “tutto fu poi interrotto ad uno scatto del Lega che avvicinatosi ad Angiolo gli batté una mano per fargli cadere la brace: - Fagotto! Che fai? Così, così, così… E col sigaro per metà spento fece delle linee sporche sulla tela. – To’! Guarda… e ora… lascia stare, lascia stare ti dico. – Ma Lega!... Non posso lasciare un quadro disegnato col sigaro. – L’arte sta dove la trovi e come la trovi… Fagotto!” [6].


1 D. Martelli, Silvestro Lega, in “La Commedia Umana”, III, n. 45, 1885, p. 10.
2 G. Matteucci, Lega. L’opera completa, Giunti, Firenze, 1987, 2 voll., I, p. 281.
3 M. Tinti, Silvestro Lega, S.E.A.I., Roma, p. 39.
4 E. Cecchi, Silvestro Lega, in “Il Secolo XX”, a. 25, n. 5, Milano, maggio 1926, p. 348.
5 D. Durbé, Lega e gli studi recenti, in Silvestro Lega. Dipinti, catalogo della mostra (Milano, Palazzo della Permanente, 5 marzo – 1 maggio 1988; Firenze, Palazzo Strozzi, 7 maggio –10 luglio 1988), a cura di L. Landini, G. Matteucci e R. Monti, Artificio, Firenze, 1988, p. 20.
6 A. Franchi, La mia vita, Garzanti, Milano, 1940, pp. 162-167.

(fonte: Stella Seitun - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)