Il pianto

Boldini, Il pianto.jpg
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Il pianto
Altri titoli: 
Ritratto di giovane donna
Busto di donna bionda
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1904)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
66 x 46
Luogo di conservazione: 
Museo Giovanni Boldini, Ferrara, Italia

Nota:

A trentatre anni dal suo furto, la splendida tela del celebre pittore ferrarese Giovanni Boldini intitolata "Il pianto (Ritratto di giovane donna)" giunge a Ferrara per arricchire le collezioni cittadine e il museo monografico a lui dedicato. L'opera è stata recentemente recuperata grazie ad una complessa operazione dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Nucleo di Monza che l'hanno restituita al Comune di Ferrara, e per esso alle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, legittimi proprietari del dipinto. L'indagine dei Carabinieri, cui si è affiancata una ricerca condotta negli archivi del Museo Boldini e in quelli contenenti gli atti pubblici del Comune di Ferrara dai funzionari delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, ha permesso di ricostruire la complessa trama delle vicende di questa straordinaria tela e provare che si tratta di un bene di proprietà del Comune di Ferrara. Realizzato a Parigi, verosimilmente tra la fine del primo decennio del Novecento e l'inizio del secondo, il "Pianto" era rimasto nella collezione privata di Boldini ed era stato inventariato, dopo la morte dell'artista, dalla vedova Emilia Cardona con il numero 165 T. In seguito, la Cardona lo aveva portato in Italia, assieme a tutto il resto della collezione, dopo aver acquistato nel 1938 nella campagna pistoiese, la villa nota come "La Falconiera", antica residenza della famiglia inglese Falconer dove lo stesso Boldini aveva soggiornato e lavorato nel 1868, realizzandovi a tempera alcuni bellissimi dipinti murali. Nel settembre del 1977, poco dopo la morte della Cardona, la tela venne rubata dalla villa assieme ad un pastello ("Giovane bruna intenta a pettinarsi - La pettinatura", c. 1885, pastello su carta, cm 63 x 47,5), a un carboncino ("Ritratto di Emilia Cardona", c. 1927, carboncino su carta, cm 44 x 44) e ad altri oggetti di pregio. Da allora se ne erano perse le tracce. Nell'aprile del 1980, il Comune di Ferrara, con l'intenzione di completare la campagna di acquisti di opere di Boldini provenienti dal suo atelier, decise di comprare quanto restava in possesso dell'asse ereditario per arricchire le collezioni del museo: nove importanti dipinti e un cospicuo gruppo di opere minori. Come attestano la delibera del Consiglio Comunale n. 13545 del 14 dicembre 1979, e l'atto di compravendita originale tra il Comune, l'erede Mario Munari, il legatario Vito Doria e l'esecutore testamentario avvocato Giorgio Rosi siglato presso il Municipio di Ferrara l'8 aprile del 1980, dopo lunghe verifiche il Comune di Ferrara decise di acquistare assieme a questi lavori anche il subentro nei diritti di proprietà delle tre opere del maestro che erano state trafugate nel 1977, divenendone così il legittimo possessore. Così, quando, all'inizio di quest'anno, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, che erano sulle tracce di un quadro di Boldini, hanno avuto certezza di aver ritrovato la preziosa tela trafugata oltre trent'anni prima alla Falconiera, hanno richiesto al Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano di disporre la restituzione immediata del dipinto al legittimo proprietario, il Comune di Ferrara, perché raggiungesse le altre opere che compongono il Museo Giovanni Boldini. "Il pianto (Ritratto di giovane donna)" è una tela dal soggetto indecifrabile: vi è ritratta una giovane donna a mezzo busto di profilo, colta nell'atto di avvicinare al viso un fazzoletto bianco. L'opera sembra fare parte di quella produzione "non ufficiale" di Boldini, lontana dai grandi ritratti mondani dell'élite cosmopolita per il quale egli divenne celebre, ma non per questo meno bella. Si tratta di una produzione a carattere più intimo a cui l'artista si dedicò instancabilmente, fino alla fine della sua vita. Sono opere spesso contrassegnate da una straordinaria libertà pittorica e da un atteggiamento più sperimentale, sia dal punto di vista tecnico che stilistico. In queste creazioni "private", Boldini amava scandagliare generi tra loro diversi: nature morte, vedute urbane, paesaggi, interni della sua casa o dell'atelier e figure, spesso femminili. Il pittore catturava particolari di volti e di corpi che divenivano il mezzo per restituire stati d'animo, emozioni e sentimenti, dando al contempo espressione, in vortici di pennellate e vibranti tocchi di colore, a quella straordinaria abilità pittorica che gli era connaturata. Lo stile de "Il pianto" è libero, essenziale, ma capace di rendere i tratti salienti della composizione. Lo sfondo e alcune parti del corpo della donna, come il braccio sinistro e la mano che tiene il fazzoletto, sono accennati con pochi, sapienti tocchi di pennello. Con analoga bravura, il pittore è riuscito a rendere la luminosità della bellissima capigliatura dai toni castano-dorati raccolta all'insù. Il punto massimo di luce nel dipinto è dato dal bianco del fazzoletto che si contrappone ai toni bruni dell'abito e a quelli rosati delle guance della giovane. Sia che si tratti di una realizzazione di "fantasia" o del ritratto di una delle bellissime amiche e modelle di cui Boldini amava circondarsi, siamo di fronte ad un'opera di grande qualità della tarda maturità dell'artista. La materia pittorica frammentata e la pennellata mossa, che compone una tessitura cromatica di segni vigorosi e fluttuanti, sono elementi che ci inducono ad equipararla agli altri dipinti della fine del primo decennio del Novecento e l'inizio del secondo. Tale ipotesi è sostanziata anche da alcune indagini diagnostiche non invasive che sono state compiute sulla tela e che, oltre a comprovarne pienamente l'autenticità, la mettono in relazione con altri dipinti di quel periodo. Queste indagini hanno rilevato numerosi tratti comuni tra "Il pianto (Ritratto di giovane donna)" e alcune tele conservate al Museo Boldini, sia per quanto riguarda il supporto e la preparazione, sia per quello che concerne la superficie pittorica dove i pigmenti utilizzati e la pennellata sono assolutamente coerenti a quelli degli altri dipinti del maestro. Le indagini hanno inoltre evidenziato zone caratterizzate da interventi successivi riconducibili alla mano dello stesso pittore - in particolare nella zona della guancia e del collo - che fanno ipotizzare che l'artista sia tornato sull'opera in seguito, forse anche a distanza di tempo. Restituito al Comune di Ferrara con atto ufficiale lo scorso 16 aprile 2010, questo capolavoro della tarda maturità dell'artista viene ad arricchire il patrimonio della città e il percorso del Museo Boldini. Qui, nella preziosa cornice di Palazzo Massari, la tela troverà da oggi la sua collocazione e, assieme alle altre opere, ai mobili d'epoca e agli oggetti personali provenienti dall'atelier parigino di Boldini, concorrerà a rievocare la magica atmosfera della sua casa studio.

(Comunicato a cura delle Gallerie d'Arte Moderna e contemporanea di Ferrara)