Il Mugnone

Odoardo Borrani, Il Mugnone
Autore: 
Borrani, Odoardo (1833-1905)
Titolo: 
Il Mugnone
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1870 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
25,5 x 38,5
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: O. Borrani
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto da Cesare Galardelli
Identificativo: 
12 00827477 (Catalogo Generale Beni Culturali)

Provenienza:

  • Mario Galli, Firenze.
  • Luigi Sambalino, Firenze
  • Vendita Sambalino, 1917, n. 23.

Notizie storico-critiche:

Nel decennio 1870-1880 Borrani si dedicò al paesaggio e alla pittura all'aria aperta, prediligendo alcuni siti tra i quali il greto del torrente del Mugnone alle Cure, "paesaggio campestre così lirico e ormai destinato a scomparire" (E. Palminteri Matteucci, in Macchiaioli 2003, p. 307), allora oggetto di studio anche per Lega e per Abbati, confrontando gli studi del quale è ravvisabile una grande vicinanza di intenti. Tra i vari quadri dedicati dunque al Mugnone, di piccole dimensioni fino alla grande tela dei Renaioli, del 1880, (Firenze Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti), questo spicca per il riuscito incastro di macchie cromatiche, con il gioco dei diversi verdi in luce e in semioscurità, il cielo di un pallido azzurro e le ombre violette.

(fonte: Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma)


Tra gli animatori della scuola di Piagentina, solitamente legata a tematiche di interni e di riflessione sulle dinamiche del vivere quotidiano, Borrani concentrò nel decennio 1870-1880 l'attenzione nei confronti del lavoro en plein air e del paesaggio, di cui, nei primi anni sessanta, fu uno dei massimi innovatori, grazie alle sperimentali tavolette dipinte a Castiglioncello, splendenti di luce; retaggio di quel periodo sono gli incastri cromatici che creano le zone illuminate e quelle in ombra del dipinto in esame (ad esempio nei diversi toni di verde della vegetazione, nelle ombre violette, nelle tarsie bianche e grigie che creano le case in fondo) e che lasciano trasparire, inoltre, una vicinanza con le coeve opere di Abbati, anch'egli molto preso dalle vedute del Mugnone alle Cure, un torrente nei pressi di Firenze. Borrani dedica al soggetto una seria di dipinti, fra cui "Prima ombre sul Mugnone" (coll. priv., ripr. in Durbè- Quercioli 1997, tav. 34) e "Il Mugnone presso Parterre" (già coll. priv. Riccardo Carnielo), generalmente di piccole dimensioni, e la grande tela Renaioli (1880, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti).Esattamente un confronto con le opere di analogo soggetto, nonché una certa affinità con alcuni disegni di paesaggi eseguiti dall'artista in quel periodo (Firenze, Uffizi, cfr. Durbè, 1981, pp. 78-79), permette di datare il dipinto, appartenuto a Mario Galli e Luigi Sambalino, intorno al 1870.

(fonte: www.beni-culturali.eu)