Il Marzo a Venezia

Beppe Ciardi, Il Marzo a Venezia
Autore: 
Ciardi, Beppe (1875-1932)
Titolo: 
Il Marzo a Venezia
Altri titoli: 
Settembre a Venezia
Paesaggio lagunare
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1900 - 1910)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
70,5 x 90
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: Beppe/ Ciardi
Sul verso, sulla cornice, in alto al centro, etichetta cartacea con iscrizione a penna: 17 Il Marzo / a Venezia, in alto a destra, a pennello: 17; sulla tela, in alto a destra, a pennello: Beppe / Ciardi
Sul verso, in basso a sinistra, a matita: Liliana Bertacchini [?] / [illeggibile]
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Palazzo Melzi d’Eril, Milano, Italia
Acquisizione: 
Acquisto, 1983
Identificativo: 
FCIP 0050

Provenienza:

  • Milano, 1983, trattativa privata.

 

Bibliografia:

  • Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 384, ill. n. 755 (Settembre a Venezia).
  • Paola Zatti, Beppe Ciardi, Settembre a Venezia, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. Il Novecento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 2000, n. 68, p. 98, ill.

Note:

Entrato in Collezione nel 1983, il dipinto reca su un’etichetta il titolo Il Marzo a Venezia, accanto al numero “17”, probabile indizio di un’esposizione al momento non identificata.
Raffigura una veduta di Venezia, presa dal sestiere di Dorsoduro verso l’isola della Giudecca, delineata all’orizzonte dal profilo della chiesa del Redentore, secondo un punto di vista ricorrente anche in altre opere come La preparazione alla festa del Redentore. Se in quest’ultimo dipinto l’interesse del pittore è per l’animata scena in primo piano, nel Marzo a Venezia Ciardi si concentra sugli effetti che la luce di inizio primavera crea in laguna. I raggi del sole che filtrando attraverso le nubi rischiarano il cielo, sono evocati mediante piccoli tocchi di colore, secondo una tecnica che ricorda la pittura di paesaggio del padre di Beppe, Guglielmo Ciardi, suo docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia fino al 1899. Risulta meno legata alla lezione paterna la stesura pittorica con cui è descritta la laguna: le pennellate sembrano seguirne il moto ondoso, con tocchi di vari colori nel primo piano, dove il passaggio dei pescherecci increspa l’acqua, mentre sullo sfondo ampie spatolate orizzontali descrivono la piatta superficie del canale in lontananza.

(fonte: Laura Casone in www.artgate-cariplo.it)