Il ciliegio [terza versione]

Morisot, Il ciliegio [terza versione].jpg
Autore: 
Morisot, Berthe (1841-1895)
Titolo: 
Il ciliegio [terza versione]
Altri titoli: 
Le cerisier
The cherry tree
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1891)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
154 x 80
Luogo di conservazione: 
Musée Marmottan Monet, Paris, France

Commento:

Questo affascinante lavoro, che appare come colto dal vivo nella luce della primavera è in realtà l'opposto di quello che sembra: un dipinto meditato, preparato con diversi studi, dopo molti sforzi e cambi di modelle. Inoltre è stato elaborato in un periodo di difficoltà tra la malattia e la morte di suo marito, che lo spettatore non può immaginare contemplando questa gioiosa raccolta. "Quello che non si vede a prima vista nel lavoro di Berthe Morisot, è la forza che l'anima; una forza contenuta, diretta, canalizzata verso l'espressione al prezzo di uno sfibrante sforzo che la sua arte dissimula. Il paradosso di questo lavoro che ci sembra spontaneo, gioioso, dolce e armonioso, è che esso è stato partorito in circostanze dolorose, con un accanimento e una disperazione, difficili da immaginare se non fossero attesati da tante pagine dei taccuini e dalle lettere di un artista sempre scontenta di sè stessa."

Iniziato da un disegno a matite colorate preso dal vivo, il lavoro finale è completato su incoraggiamento di Renoir, dopo molti studi di dettaglio e d'insieme: un pastello concentra dapprima l'attenzione sul motivo della scala tra gli alberi, un abbozzo ad olio viene realizzato in giardino, prima del completamento delle due grandi versioni, non più lavorando all'esterno, ma nell'atmosfera chiusa dello studio della casa di rue Weber. Una modella professionale ha allora sostituito Julie, la figlia, in questo doppio ritratto posato con la nipote, in primo piano, di cui non si vede il volto. Sanguigna e acquarello completano un lungo processo di implementazione che la spontaneità apparente della versione definitiva non può lasciar presumere. Quest'ambizione quasi decorativa, in un lavoro di grande formato destinato al Salon du Champ de Mars, dove Renoir le suggeriva di esporre, risulta abbastanza unica nell'insieme dell'opera. La qualità grafica della composizione, orchestrata intorno alla scala, così come la morbidezza del tocco, sempre vivo ma più lungo, che disegna nel colore forme e sagome, riposa su questa molteplicità di studi senza nulla perdere in naturalezza. Forse questo è l'unico esempio nella sua opera di lavoro preparatorio così completo che, tuttavia, non rinnega le qualità dell'impressionismo. Rimasta nelle collezioni dell'artista dopo la fallita vendita a Gabriel Thomas, un cugino di Berthe Morisot, la versione definitiva fu particolarmente apprezzata da Mallarmé e Renoir alla mostra retrospettiva a lei dedicata nel 1896; Renoir, senza dubbio, deve essersi sentito partecipe di questo successo, che combina disegno e colore, aspetto naturale e grande rigore, intimità e vocazione decorativa.

(fonte: E. A-S in Musée Marmottan Monet, Dossier de presse - janvier 2012)

Mostre:

  • Musée Marmottan Monet, Parigi, Berthe Morisot (1841-1895), 8 marzo 1 luglio 2012.