Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta

Giovanni Fattori, Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta [1862]
Giovanni Fattori, Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta [1862] [dettaglio]
Autore: 
Fattori, Giovanni (1825-1908)
Titolo: 
Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1862
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
240 x 348
Annotazioni: 
Fima e data a pennello in basso a sinistra: Giovanni Fattori / 1862
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Identificativo: 
[Accademia] 444 (1912/ 1932) | 09 00158784 [Codice univoco ICCD]

Note storico critiche:

Il Fattori partecipò e vinse con questo dipinto il concorso Ricasoli bandito dal Governo Provvisorio della Toscana con decreto del 23 settembre 1859 per il settore "Quadri di battaglie", che dovevano riprodurre le giornate di Curtatone, Palestro, Magenta e San Martino. Le dimensioni del dipinto terminato dovevano essere di braccia 6 su 4, le figure un terzo del vero; il prezzo per ogni quadro fu fissato a 700 francesconi oltre ad un'indennità di viaggio di 100 francesconi (D. Durbè, 1970, pp.13 ss.; A. G. Affari Trovati, 1859/ 1860, f. 1, pos. 8). Per il nostro soggetto vennero presentati due bozzetti, entrambi contrassegnati dall'epigrafe "Livorno", fra i quali venne scelto quello con le Suore di Carità. Il Fattori, che risultò vincitore ("Il Monitore Toscano" 12 maggio 1860), stipulò il contratto il 3 luglio 1860, impegnadosi a terminare il dipinto entro diciotto mesi. Venne pagato in quattro rate di L. 980 ciascuna dal luglio 1860 al 1862 (A. G., cit.). Nel maggio del 1860 gli venne corrisposta una somma di L. 560 prevista dal contratto, per permettergli di recarsi sui luoghi della battaglia. Esposto, non ancora terminato, all'Esposizione Italiana del 1861 di Firenze, il dipinto è documentato all'Accademia dal 1867 in poi e nel 1920 fu tra i quadri scelti per la nuova GAM (N. Tarchiani, 1920, p. 372; I. Rusconi, 1934). Il Fattori fu indeciso fino all'ultimo se partecipare al concorso o no e fu Nino Costa a convincerlo, come conferma il pittore stesso nell'autobiografia (da O. Roux, 1909 in G. Matteucci, 1972-73, p. 15). La scelta del settore dei "quadri militari" si spiega molto bene, secondo il Durbè (1970, p. 15) perchè il Fattori aveva condotto una campagna di studi sui soldati francesi del corpo di spedizione di Gerolamo Bonaparte alle Cascine. La preparazione per il nostro dipinto fu condotta dall'artista con molto scrupolo ed accuratezza ed è documentabile in quasi tutte le sue fasi di elaborazione (solo il cartone non è stato ancora ritrovato). La maggior parte dei disegni eseguiti dal Fattori per Magenta si trova nel Museo Civico di Livorno: si tratta di circa 27 disegni di cui 21 pubblicati da D. Durbè nel 1970 (pp. 13-14, figg. 14-32) e i restanti 6 nel 1976 da V. Durbè (pp. 25-29, figg. 11-16). Il Durbè distingue due gruppi di disegni: uno relativo all'ideazione del quadro ed alla preparazione del bozzetto e del cartone (D. Durbè, cit., figg. 14-22) e uno riferibile ad un periodo successivo alla notizia della vincita del concorso (figg. 23-26). I disegni pubblicati nel 1976 si possono invece riferire tutti alla versione definitiva del quadro. Un disegno per la figura della monaca in piedi sull'ambulanza si trova nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (V. Durbè, cit., n. 300, p. 306). Per il dipinto esistono anche due bozzetti a olio su tela (cm. 39 x 58,5).

(fonte: Catalogo Polo Museale fiorentino)