Il bacio

Francesco Hayez, Il bacio [1861]
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
Il bacio
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1861
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
125 x 94,5
Annotazioni: 
Firma, iscrizione e data in basso a sinistra: Fran Hayez Veneziano / fece 1861 d'anni 70
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Federico Mylius, Genova, commissionato all'artista.
  • Collezione privata tedesca, acquistato dai discendenti di Federico Mylius, 1973.
  • Vendita, Sotheby's, London, asta European Paintings including The Orientalist Sale, Symbolism and the Poetic Vision and Spanish Painting, 12 novembre 2008, lotto 109, venduto per £780,450 (€948.165,00).

Mostre:

  • Paris, Exposition Universelle, 1867.
  • Mantova, Fruttiere di Palazzo Te, La Nazione Dipinta: Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi, 2007-2008, n. 14, illustrato nel catalogo.

Bibliografia:

  • Elenco manoscritto, Quadri storici ed allegorici, n. 189, n.d. (Inventario delle sue opere manoscritto da Hayez), Biblioteca Nazionale Braidense, Milano.
  • Catalogue d'objets d'art et de curiosité formant la galerie de Mr Mylius de Gènes, Roma, 5 novembre 1879, p. 20 (con il titolo Le baiser).
  • Giulio Carotti, a cura di, Francesco Hayez, Le mie memorie, Milano, 1890, p. 281, menzionato.
  • Sergio Coradeschi, L'opera completa di Hayez, Milano, 1971, n. 313d, elencato.
  • Fernando Mazzocca, Francesco Hayez. Catalogo Ragionato, Milano, 1994, p. 336, n. 343 (erroneamente illustrato come n. 342 e catalogato con dimensioni non corrette).

Note:

Il bacio è al tempo stesso uno dei più duraturi e acutamente simbolici delle immagini della pittura italiana dell'Ottocento, attingendo a riferimenti storici e letterari per esprimere non solo una visione romantica senza tempo, ma lo stesso spirito dell'Italia stessa. Fin dalla sua creazione, la composizione è rimasta un'icona del Risorgimento italiano, il processo di unificazione che ha consumato la penisola italiana per gran parte del diciannovesimo secolo e ha portato alla nascita di una nazione nel 1861. La coppia che si abbraccia, con le sue chiare allusioni a Romeo e Giulietta di Shakepeare o il destino di Lucia e Renzo di Manzoni, il cui amore prevale contro ogni difficoltà, diventano il simbolo della nazione italiana, vittoriosi sul conflitto interno e sulla dominazione straniera.

Questo dipinto post-data la prima versione, non firmata, conservata nella Pinacoteca di Brera di Milano di due anni. Quest'ultimo fu esposto a Milano all'Esposizione dell'Accademia di Brera nel settembre 1859 al culmine del Risorgimento, tre mesi dopo l'arrivo nella città di Vittorio Emanuele II (il futuro re di un'Italia unita) e Napoleone III, comandanti congiunti dell'Alleanza franco-sarda che avevano espulso le forze austriache nella battaglia di Solferino all'inizio di quell'anno. Il dipinto catturò immediatamente l'immaginazione e l'ammirazione del pubblico, trasmettendo lo spirito della speranza nazionale con il suo appassionato abbraccio di amanti uniti. Significativamente, in questa versione, dipinta l'anno in cui l'unificazione diviene realtà, Hayez sostituisce l'abito blu dell'immagine di Brera con uno bianco, in modo che i costumi intrecciati della coppia abbracciata formino i colori del tricolore italiano.

Chiaramente Hayez considerava Il bacio una delle sue più importanti composizioni, tornando sul soggetto diverse volte dopo il 1859. Ci sono quattro versioni documentate: il quadro di Brera; questo lavoro; una versione più piccola in una collezione privata a Torino (Mazzocca n. 344), donata dal pittore alla famiglia di Carolina Zucchi, sua modella e amante; e una quarta versione di 117 x 80 cm. (Mazzocca, 342, erroneamente illustrato come l'opera attuale e con le dimensioni sbagliate), che mostra la ragazza con un vestito blu e un drappo bianco sugli scalini ai piedi della coppia, messo all'asta da Sotheby's New York il 7 Maggio 1998.

Il bacio si distingue per l'impeccabile provenienza della famiglia Mylius. Enrico Mylius era un prospero banchiere tedesco che si trasferì da Francoforte a Milano nel 1792 e divenne uno dei principali mecenati delle arti e della letteratura della città. Era un influente filantropo che viaggiava in circoli intellettuali composti da personaggi importanti come Wolfgang Goethe e Alessandro Manzoni. Mylius, che ha promosso scultori come Pompeo Marchesi e Bertel Thorvaldsen, ha ricevuto un premio per la pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano ed è stato un tenace sostenitore di Francesco Hayez. Il suo discendente, Federico Mylius, che secondo il manoscritto inventariale di Hayez commissionò il presente dipinto, condivise la passione di Enrico per il lavoro di Hayez, e Il bacio fu un lavoro prezioso nella sua collezione che rimase nella famiglia Mylius fino alla sua vendita nel 1973 all'attuale proprietario .


Il Bacio is both one of the most enduring and poignantly symbolic of images of Italian ottocento painting, drawing on historical and literary references to express not only a timeless romantic vision but the very spirit of Italy itself. Since its creation, the composition has remained an icon of the Italian Risorgimento, the process of unification that consumed the Italian peninsula for most of the nineteenth century and resulted in the birth of a nation in 1861. The embracing couple, with its clear allusions to Shakepeare's Romeo and Juliet or Manzoni's fated Lucia and Renzo, whose love prevails against all odds, becomes the symbol of Italian nationhood, victorious over internal conflict and foreign domination.

The present painting post-dates the earliest, unsigned, version in Milan's Brera Museum by two years. The latter was shown in Milan at the Esposizione Dell'Accademia di Brera in September 1859 at the height of the Risorgimento, three months after the arrival in the city of Vittorio Emanuele II (the future king of a united Italy) and Napoleon III, joint commanders of the Franco-Sardinian Alliance that had expelled the Austrian forces at the Battle of Solferino earlier that year. The painting immediately captured the public's imagination and admiration, conveying as it did the spirit of national hope with its passionate embrace of lovers united. Significantly, in the present version, painted the year unification became reality, Hayez subsitutes the blue dress of the Brera picture for a white one, so that the embracing couple's intertwining costumes form the colours of the Italian tricolore.

Hayez clearly considered Il Bacio as one of his most important compositions, returning to the subject several times after 1859. There are four documented versions: the Brera picture; the present work; a smaller version in a private collection in Turin (Mazzocca no. 344), which was donated by the painter to the family of Carolina Zucchi, his model and lover; and a fourth version measuring 117 by 80 cm. (Mazzocca, no. 342, wrongly illustrated as the present work and with the wrong dimensions), showing the girl wearing a blue dress and with a white drape lying on the steps at the couple's feet, which was offered at Sotheby's New York on 7 May 1998.

Il Bacio is distinguished by its impeccable Mylius family provenance. Enrico Mylius was a prosperous German banker who moved from Frankfurt to Milan in 1792, and became one of the city's foremost patrons of the arts and literature. He was an influential philanthropist who travelled in intellectual circles comprised of leading lights of the day such as Wolfgang Goethe and Alessandro Manzoni. Mylius championed sculptors such as Pompeo Marchesi and Bertel Thorvaldsen, endowed a prize for painting at the Reale Accademia di Belle Arti di Brera in Milan, and was a lifelong supporter of Francesco Hayez. His descendant, Federico Mylius, who according to Hayez's own inventory manuscript commissioned the present painting, shared Enrico's passion for Hayez's work, and Il Bacio was a prized work in his collection that remained in the Mylius family until its sale in 1973 to the present owner.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's citata sopra)