Grandi manovre

Giovanni Fattori, Grandi Manovre
Giovanni Fattori, Grandi Manovre [dettaglio]
Autore: 
Fattori, Giovanni (1825-1908)
Titolo: 
Grandi manovre
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1885 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
30 x 46,5
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: Gio. Fattori
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Esposizione Solenne, Società Promotrice di Belle Arti, Firenze, 1886.
  • Esposizione Artistica dell’Anno Sociale XXVIII-IX, Società Promotrice, Verona, 1888.
  • Il Bel Paese. L’Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra dai Macchiaioli ai Futuristi, Museo d’Arte della Città di Ravenna, Ravenna, 2015.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 7.

Bibliografia:

  • Catalogo delle opere ammesse all’Esposizione Solenne, Firenze, 1886, num. 158, pag. 16.
  • Esposizione Artistica dell’Anno Sociale XXVIII-IX. Catalogo Ufficiale, Verona, 1888, num. 51.
  • Claudio Spadoni, Il Bel Paese. L’Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra dai Macchiaioli ai Futuristi, Ravenna, 2015, num. 8, pag. 116.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Alla Galleria d’Arte Moderna di Milano è conservato un quadretto di Giovanni Fattori raffigurante una pattuglia di dragoni italiani a cavallo tra i boschi. Si tratta di un dipinto esposto a Brera nel 1885 con il titolo Pellustrazioni, ceduto in quella circostanza alla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente per 150 lire [1]. Fattori non amava considerare i suoi quadri come fonte di guadagno, per questo era solito darli a cifre equiparabili a quelle richieste dai suoi colleghi a inizio carriera. Infatti a metà degli anni Ottanta, a sessant’anni di vita, dopo aver percorso parecchia strada, proponeva al pubblico il dipinto qui studiato, Grandi manovre, al prezzo alquanto contenuto di 350 lire.
Coevo al quadro delle civiche raccolte milanesi, e come quello caratterizzato da una coppia di lancieri a cavallo in primo piano, questo lavoro con un titolo più volte scelto dal pittore per i soggetti raffiguranti le attività militari, è realizzato con quella pittura asciutta e schietta tipica di Fattori, senza leziosità e studiata ricercatezza. I due soldati sono fermi sulla strada sterrata e controllano da una postazione privilegiata quello che succede nell’accampamento alla loro destra, sul prato e oltre il declivio che porta alla zona pianeggiante circondata da campi e da alberi. Alle loro spalle, altri due militari sopraggiungono a cavallo. Le veloci pennellate con cui sono dipinte le zampe degli animali danno un notevole senso di movimento.
Quadro inedito fino alla recente apparizione alla rassegna di Ravenna, l’assenza dal catalogo dell’archivio Malesci – l’allievo ed erede del pittore -, e il titolo, come già notato, di uso ricorrente nella produzione di Fattori, non ne hanno agevolato l’identificazione tra le varie opere presentate dal pittore alle esposizioni tenutesi sul territorio nazionale nella seconda metà degli anni Ottanta. Non dimentichiamo inoltre che l’artista era solito proporre più volte lo stesso quadro in città differenti. Sia il titolo che il prezzo riportati nel cartiglio sul retro della tela corrispondono alle informazioni pubblicate nel catalogo dell’esposizione annuale organizzata dalla Società Promotrice di Firenze del 1886, mentre il cartellino con il numero 64 rimanda a un dipinto esposto presso la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano nel 1887. Registrato in catalogo con questo numero e con il prezzo di vendita coincidente alla cifra indicata sul cartiglio, tuttavia il quadro è pubblicato con il titolo Alto!. È anche vero che per Fattori non sempre il modo in cui intitolava i suoi lavori era determinante, egli stesso in un’altra circostanza aveva scritto al segretario della Permanente Federico Buzzi: «sarei a pregarla a correggere caso mai avessi sbagliato i titoli ovvero soggetti di miei quadretti» [2].
Se la partecipazione alla citata Promotrice fiorentina è sicuramente un valido elemento nella ricostruzione espositiva del quadro, è anche vero che tra il 1885 e il 1886 solo a Milano Fattori presenta ben tre opere che in catalogo risultano come Grandi manovre. La prima, esposta a Brera nel 1885, potrebbe essere quella presentata pochi mesi prima alla Società Promotrice di Torino e là rimasta invenduta. Sappiamo che invece la rassegna braidense sarà più fortunata visto che il pittore vi troverà un acquirente [3]. È quindi da escludere che si tratti della versione poi esposta a Firenze. Stesso discorso vale per il quadro inviato da Fattori alla mostra inaugurale del Palazzo della Permanente tenutasi nel capoluogo lombardo nella primavera del 1886 perché è quello custodito nella Raccolta Grassi presso Galleria d’Arte Moderna di Milano. Potrebbe invece trattarsi del terzo caso, il dipinto esposto, sempre nel 1886, alla mostra annuale di Brera, magari dopo l’apparizione a Firenze e prima della Promotrice veronese due anni più tardi. Ci sono infatti alcuni dati legati alla provenienza del lavoro ora studiato che ci portano a Verona, dove il pittore, presente proprio in quegli anni ad alcune edizioni della Società Promotrice, nel 1888 vende per 300 lire un quadro dal titolo Grandi manovre (opera n. 51 del catalogo) [4]. La diminuzione del prezzo potrebbe essere giustificata dalla difficoltà riscontrata nel vendere la tela, già proposta in altre città, a 50 lire in più. L’acquirente è l’ingegnere veronese Agostino Zorzi, assiduo frequentatore delle mostre scaligere e noto per essere un raccoglitore non solo di quadri veneti, ma anche di vari altri artisti italiani dell’Ottocento tra cui Giovanni Fattori [5].


1 E. Staudacher, Il mercato di Giovanni Fattori nella Milano ottocentesca. I rapporti con la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, in Giovanni Fattori. Capolavori da collezioni private, catalogo della mostra, a cura di F.L. Maspes, E. Savoia, Milano, Gam Manzoni, Milano 2013, pp. 45-46.
2 Id., ivi, p. 47.
3 Chirtani, pseudonimo dello scrittore e critico Luigi Archinti, parla di un «quadretto di piccole dimensioni e di pregio grande; pieno di movimento, e di verità nella distribuzione delle masse, di ruvidezza soldatesca, nei tipi un po’ eccessiva ma caratteristica». L. Chirtani, Acquisti all’Esposizione di Belle Arti a Brera, in “Il Corriere della Sera”, a. X, n. 256, 18-19 settembre 1885.
4 B. Meneghello, Annali della Società di Belle Arti di Verona, 1858-1921, a cura di L. Romin Meneghello, Verona 1986, pp. 142-143.
5 E. Casotto, Gallerie, mercato, collezionismo. Verona, in La pittura nel Veneto. Il Novecento, a cura di G. Pavanello, N. Stringa, II, Electa, Milano 2008, p. 592.

(fonte: Stella Seitun - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)