Giovani pescatori

Domenico Induno, Giovani pescatori
Autore: 
Induno, Domenico (1815-1878)
Titolo: 
Giovani pescatori
Altri titoli: 
Il piccolo pescatore
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1855
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
94 x 116
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: D. Induno 1855
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Milano, Collezione privata, fino al 1939.
  • Milano, Galleria Geri, 1939.

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 24.

Bibliografia:

  • Patrimonio Artistico ed arredamento già esistente in un appartamento in Corso Venezia, Galleria Geri, Milano 1939, n. 37, tav. II.
  • G. Nicodemi, Domenico e Gerolamo Induno, Milano, 1945, tav. 59.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Dopo una prima produzione legata a un repertorio ancora debitore del romanticismo storico, sul modello di Francesco Hayez e Giuseppe Bertini, dalla fine degli anni Quaranta dell’Ottocento Domenico Induno è fra i primi a dedicarsi alla pittura di genere. Supportato da quanto suggeriva il teorico Pietro Estense Selvatico nel suo trattato Sull’educazione del pittore storico odierno italiano, pubblicato nel 1842, l’artista trae ispirazione dalla quotidianità. Si passa così alla trattazione di soggetti intimistici che vedono protagonisti le persone più umili.
Un esempio della nuova sensibilità è l’opera qui presentata, datata 1855 e conosciuta anche come Il piccolo pescatore. Due bambine, scalze e poveramente vestite, osservano con mesta attenzione un ragazzino poco più grande che pesca. Quest’ultimo, dall’aria quasi trasognata, con un cappello di paglia e dei pantaloni sdruciti, regge in mano la canna pronto a lanciarla. Accanto a sé tiene un paniere di vimini, dal quale fanno capolino alcuni pesci. La scena, resa nei minimi dettagli con un’evidenza quasi fotografica, è ambientata in un paesaggio non identificabile, creato dall’abile assemblaggio di più elementi. Dietro le tre figure si dischiude un mare minaccioso, solcato da povere imbarcazioni, al limite del quale è collocato un piccolo attracco. Sullo sfondo lisce scogliere dalle tonalità opaline fanno da quinta alla composizione. La luce fredda, che definisce con durezza i volumi, e il cielo coperto da nuvole incombenti contribuiscono a rendere l’atmosfera del dipinto vagamente surreale. Per quanto riguarda la cromia, il primo piano si accorda su una vasta gamma di bruni, sui quali spicca il fazzoletto turchese di una delle due bambine, mentre lo sfondo è caratterizzato da toni più freddi.
La tela faceva parte, assieme a opere di altri grandi artisti, tra i quali Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, di un’importante collezione milanese, di cui non si conosce la proprietà, battuta all’asta nel 1939 presso la galleria Geri. Il quadro era particolarmente apprezzato per la nitida fattura che contribuiva a «trasfigurarlo, con la perfezione del disegno, col sentimento e l’atteggiamento, con la bella e significativa composizione in una immagine di grazia squisita, per farne centro di un paesaggio di mare, di rocce, di nubi trattato con tecnica sciolta e nervosa» [1]. È comunque da ricordare che i lavori di Domenico Induno avevano già raccolto molti consensi anche nei decenni precedenti. In proposito basti ricordare la mostra postuma allestita presso la Permanente di Milano nel 1891. Concepita inizialmente per commemorare il fratello Gerolamo, appena scomparso, viene in seguito estesa anche alle opere di Domenico, la cui fama garantiva un più sicuro successo [2].


1 Patrimonio Artistico ed arredamento già esistente in un appartamento in Corso Venezia<(/em>, Galleria Geri, Milano 1939, s.p.
2 Esposizione postuma dei fratelli Domenico e Gerolamo Induno, Tipografia Lombardi, Milano 1891.

(fonte: Giuditta Lojacono - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)