Fritillarie in un vaso di rame

van Gogh, Fritillarie in un vaso di rame | Fritillaires couronne impériale dans un vase de cuivre | Imperial fritillaries in a copper vase
Autore: 
Van Gogh, Vincent (1853-1890)
Titolo: 
Fritillarie in un vaso di rame
Altri titoli: 
Fritillaires couronne impériale dans un vase de cuivre
Imperial fritillaries in a copper vase
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1887
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
73,5 x 60,5
Annotazioni: 
Firma in alto a sinistra: Vincent
Luogo di conservazione: 
Musée d’Orsay, Paris, France
Acquisizione: 
Trasferito dal Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, 1986
Identificativo: 
RF 1989

Commento:

Le fritillarie sono piante a bulbo che, come i tulipani fioriscono in primavera. Questo consente di stabilire con certezza in quale periodo dell'anno Van Gogh ha dipinto il quadro. La specie che l'artista raffigura è la fritillaria imperiale, che viene coltivata nei giardini francesi ed olandesi alla fine del XIX secolo. Ogni bulbo di questo fiore a stelo lungo, di colore rosso-arancio, produce da tre a dieci fiori. Per comporre questo mazzo, Vincent ha utilizzato uno o due bulbi i cui fiori recisi sono sistemati dentro un vaso di rame.
Nel periodo in cui dipinge questo quadro, Vincent abita a Parigi dove ha allacciato una stretta amicizia con Paul Signac. Non sorprende dunque costatare che Van Gogh ha applicato in questa sua opera alcuni principi della pittura neoimpressionista di cui Signac è uno dei maggiori esponenti: la pennellata puntinista è utilizzata per lo sfondo del quadro e una contrapposizione di colori complementari, blu e arancione, domina la composizione. Tuttavia, l'influsso delle teorie neoimpressioniste è limitato. La pennellata divisa è utilizzata solo su una superficie determinata, il contrasto dei colori complementari non limita affatto Van Gogh nella scelta dei toni e, per concludere, optando per una natura morta, l'artista si allontana dai temi trattati da Seurat e dai suoi seguaci.
Come giustamente farà notare il pittore Emile Bernard, Vincent corteggiava Agostina Segatori, un'italiana che gestiva il caffè Tambourin situato sul boulevard de Clichy, e per questo le regalava nature morte con fiori "che durano per sempre". Grazie alla raffigurazione di mazzi di fiori come questi, il caffé Tambourin diventerà presto un vero e proprio giardino artificiale.


Fritillaries are bulbs which, like tulips, flower in spring. It is therefore easy to work out what time of year Van Gogh painted this picture. The variety which he represents is the imperial fritillary, which was grown in French and Dutch gardens at the end of the 19th century. It has an orange-red flower, with a long stem from which each bulb produces between three and ten flowers. So to compose this bouquet, Vincent used only one or two bulbs, placing the cut flowers in a copper vase.
When he produced this painting, Vincent was living in Paris and was in close contact with Paul Signac. It is not surprising, therefore, to note that Van Gogh applied some of the principles of Neo-Impressionist painting, of which Signac was one of the major figures: pointillist brushwork is used for the background, and a contrast of complementary colours, blue and orange, dominates the painting. However, the influence of these Neo-Impressionist theories remains limited. The separate brushstrokes were only used for a defined surface, the interplay of complementary colours did not limit Van Gogh in his choice of shades in any way, and finally, by choosing a still life, he was moving away from the themes treated by Seurat and his followers.
The painter Emile Bernard would later recall that Vincent was courting ‘La Segatori', the Italian owner of the Tambourin café on the boulevard de Clichy, and used to give her paintings of flowers, "which would last for ever". Thanks to painted bouquets like this one, the Tambourin would soon become a veritable artificial garden.

(fonte: Musée d'Orsay)

Provenienza:

  • Collezione Eugène Murer, Auvers-sur-Oise.
  • Collezione E. Blot.
  • Collezione Druet.
  • Collezione del conte Isaac de Camondo, Parigi, acquisto, aprile 1907; legato a favore dei Musées nationaux per il Musée du Louvre, 1911.
  • Musée du Louvre, Parigi, 1911-1947 (esposto dal 1914).
  • Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, Parigi, 1947-1986.