Due cavalli bianchi

Boldini, Due cavalli bianchi.png
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Due cavalli bianchi
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1881-1886 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
153 x 122,5
Luogo di conservazione: 
Museo Giovanni Boldini, Ferrara, Italia
Acquisizione: 
Acquisto, 1974
Inventario n.: 
1355

Note storico critiche:

Sebbene avesse iniziato a trattare i temi di vita moderna e a raffigurare scorci della capitale parigina già a partire dal 1873, è al volgere degli anni Ottanta che Boldini affronta tali soggetti con intenti più sperimentali, giungendo a realizzare composizioni caratterizzate da soluzioni formali e compositive audaci e innovative. 
L’attenzione dell’artista si focalizza ben presto sulla restituzione della velocità, del pulsare della vita nella metropoli e il suo interesse trova peculiare espressione nelle raffigurazioni di carrozze, omnibus e, soprattutto, di cavalli in movimento, un soggetto che, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, impegna Boldini per quasi un decennio. Sono frutto di questa ricerca opere come"Il dispaccio" del 1879 circa (New York, The Metropolitan Museum of Art), "che in qualche modo chiude, da un punto di vista stilistico, l'esperienza degli anni Settanta" (Guidi 2009, p. 106), “Place Pigalle e l’omnibus” (collezione privata), "Notturno a Montmartre" (Museo Giovanni Boldini) e "Due cavalli bianchi" che, originariamente, faceva parte assieme alla pittura “Il bimbo con il cerchio” (collezione privata), di una grande tela rimasta incompiuta. Questi dipinti raffigurano spesso piazze gremite, personaggi indaffarati, strade attraversate da carrozze e scorci urbani dove la velocità è il tratto saliente e prerogativa del quotidiano di una grande capitale. 
Boldini si concentra sempre più “sulla raffigurazione dell’animale in movimento, un’indagine che avrà il suo apice alla metà degli anni Ottanta” e, come scrisse al suo amico pittore Cristiano Banti, “è la cosa più difficile e la più interessante per me in questo momento” (ivi, p. 107).
L’opera è entrata a far parte del museo ferrarese a seguito dell’acquisto dalla vedova Emilia Cardona nel 1974.

Bibliografia:

  • A. Buzzoni / M. Toffanello, Museo Giovanni Boldini. Catalogo generale completamente illustrato, Ferrara, Ferrara Arte, 1997, pp. 139.
  • B. Doria, Giovanni Boldini. Catalogo generale degli archivi Boldini, Milano, Rizzoli, 2000, n. 87.
  • P. Dini / F. Dini, Giovanni Boldini, 1842-1931. Catalogo ragionato, Torino, Allemandi, 2002, V. III, p. 124, n. 207.
  • S. Lees / R. Kendall / B. Guidi, Giovanni Boldini nella Parigi degli Impressionisti, Ferrara, Ferrara Arte, 2009, pp. 107-108, tav. 30.