Dopo la pioggia

Antonio Fontanesi, Dopo la pioggia
Autore: 
Fontanesi, Antonio (1818-1882)
Titolo: 
Dopo la pioggia
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1858 - 1861)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
126 x 190
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Acquisizione: 
Acquisto, 1861
Identificativo: 
09 00158778 [Codice ICCD]

Notizie storico critiche:

Il quadro, presentato da Antonio Fontanesi all'Esposizione Italiana di Firenze del 1861, fu acquistato dal re per L. 2600, e valse al pittore una medaglia d'oro; collocato nello studio degli appartamenti reali è sempre rimasto in Palazzo Pitti. All'Esposizione Italiana, dove il pittore "aveva mandato il frutto di tutte le sue nuove meditazioni e convinzioni", tra i prevalenti esempi di paesaggio storico o della locale scuola di paese di Carlo Markò e dei suoi figli,l'opera di Fontanesi doveva spiccare, sia per la notevole qualità, sia per i riferimenti ad una cultura più aggiornata. "La comparsa del Fontanesi con cinque splendidi paesi fu davvero trionfante -ricordava il Signorini (citato dal Calderini, cit., p.89)- e l'occasione fu forse unica per lui di farsi conoscere così bene dagli artisti di tutta Italia, ottenendo meritatamente un primo premio e cominciando ad influire sul modo di vedere di non pochi fra i nostri migliori pittori". Lo schiarirsi della gamma cromatica e l'interesse per le ricerche luminose, caratteri più evidenti rispetto ad opere del primo periodo ginevrino, paiono supporre un'esperienza diretta della scuola francese, oltre la conoscenza meditata che di quei paesisti Fontanesi poteva aver avuto dalle stampe, disegni, acquerelli e piccoli olii che passavano a Ginevra per la bottega del francese Brachard, amico di Troyon. Una datazione posteriore al viaggio parigino compiuto nel 1855 può essere precisata tra il 1855 ed il 1861 con l'aiuto di un attento esame delle notizie biografiche riportate da Fontanesi. Nell'agosto del 1858 il pittore si recava a Crèmieu, un villaggio del Delfinato dove - secondo una testimonianza di H. Mollard, riportata dal Calderini (op. cit., 1901, p. 52) - Fontanesi avrebbe conosciuto Daubigny stesso, stringendo con lui amicizia intima e cordiale. Auguste Ravier, uno dei rappresentanti più tipici del gruppo di Crèmieu, ricordava al Calderini come Fontanesi acquistasse dall'esperienza nel Delfinato "una maniera larga e colorata, sbarazzandosi di quella ginevrina ed italiana"; il soggiorno nel Delfinato contribuì dunque a rinsaldare nel Fontanesi l'impressione ricevuta a Parigi nel '55, stimolando contemporaneamente verso nuove ricerche per la possibilità di lavorare e discutere fianco a fianco con pittori che da tempo si dedicavano al paesaggio. Anche la conformazione del paesaggio può avvicinarsi ai luoghi intorno a Crèmieu: si confronti, simile anche per la gamma cromatica che punta soprattutto sui verdi brillanti e i marroni, per pennellate già sommarie ma non ancora sfrangiate come negli anni più tardi, una veduta di "Altopiano nel Bugev" (Torino, collezione privata, ripr. in M. Bernardi, 1968, tav. 6, datato 1858-60 ca.) un paese del Delfinato dove, secondo la testimonianza del Calderini il pittore si fermò verso la fine di settembre del 1859; e ancora un disegno delle "Campagne di Creys-Delfinato" (disegno di proprietà dell'avv. Gallina, Milano; ripr. in Calderini, pp. cit., 1901, con la data approssimativa 1858).

(fonte: ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali)