Donna alla tinozza

Manet, Donna alla tinozza.jpg
Autore: 
Manet, Édouard (1832-1883)
Titolo: 
Donna alla tinozza
Altri titoli: 
Femme au tub
Woman with tub
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1878-1879 circa)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Pastello su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
46 x 56
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Manet
Luogo di conservazione: 
Collezione Jan Krugier e Marie-Anne Krugier-Poniatowski, Ginevra

Note:

Eseguito intorno al 1878-79, quest'opera fa parte di una serie di tre pastelli raffiguranti lo stesso modello in varie fasi della sua toilette. Femme à la jarretière, nella collezione del museo Ordrupgaard a Copenaghen, mostra la donna spogliarsi in preparazione del bagno; questo lavoro mostra la preparazione per il bagno; e il terzo, Femme dans un tub o Le tub, la mostra mentre fa il bagno. Sia la scelta del soggetto che il vivido uso dei pastelli da parte di Manet ricordano fortemente le rappresentazione delle bagnanti di Degas.
La modella che ha posato per questa serie di figure femminili era Méry Laurent, nata Anne-Rose Louviot (1849-1900). Nata a Nancy, all'età di sedici anni si trasferì a Parigi, dove ebbe una breve carriera di attrice. Ben presto divenne la musa di numerosi artisti e poeti, e tenne un salotto frequentato da Stéphane Mallarmé, Emile Zola, Marcel Proust, James Whistler e Manet. Il primo incontro con Manet avvenne nel 1876, quando accompagnò il collezionista Alphonse Hirsch in una visita allo studio dell'artista per vedere i quadri che erano stati rifiutati dalla giuria del Salone di Parigi di quell'anno. Laurent divenne grande amica di Manet e sua modella abituale durante gli ultimi anni della sua vita. Posò per Manet come elegante Parisienne, indossando abiti alla moda, e per diversi studi di nudo.
Manet iniziò ad usare il pastello tardi, ma riuscì presto ad avere padronanza delle sottigliezze del mezzo. Commentando l'abilità dell'artista, Françoise Cachin ha scritto: « Tra il 1879 e il 1882, Manet ha fatto una serie di ritratti smaglianti di donne, dei quali Rewald ha notato che mentre "Manet ha dovuto lottare spesso contro una pericolosa tendenza di faire folie, nei suoi pastelli egli non si oppose a questa tendenza." Da qui il suo grande successo con i suoi modelli. I pastelli gli permisero una freschezza, una tavolozza allegra, una consistenza polverosa più lusinghiera per il volto » (F. Cachin in Manet (catalogo della mostra), Galeries Nationales du Grand Palais, Parigi e il Metropolitan Museum of Art di New York, 1983, pag . 493).
Il primo proprietario di questo pastello è stato l'industriale francese Auguste Pellerin (1852-1929), uno dei primi collezionisti di arte impressionista. Pellerin ha raccolto una magnifica collezione di quadri, principalmente di Cézanne. Quest'opera è stata una delle trentacinque opere di Manet apparse nella mostra di Bernheim-Jeune della sua collezione a Parigi nel 1910.

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's, Londra, del 3 dicembre 1996)

Provenienza:

  • Auguste Pellerin, Parigi, acquistato intorno al 1910.
  • Galerie Durand-Ruel, Paris; Galerie Bernheim-Jeune, Paris & Paul Cassirer, Berlin, acquistato dal precedente il 2 febbraio 1911.
  • Durand-Ruel Gallery, New York, acquistato dal precedente il 28 aprile 1915.
  • Mr & Mrs Nelson Robinson, U.S.A., acquistato dal precedente il 28 aprile 1915.
  • Durand-Ruel Gallery, New York, acquistato dal precedente il 19 maggio 1927.
  • Charles Durand-Ruel, Parigi, acquistato dal precedente il 31 maggio 1927.
  • Galerie Matthiesen, Berlin
  • Justin K.Thannhauser, Berlin & New York
  • Theodore Schoken, New York , acquistato il 1956 circa; vendita, Sotheby's, Londra, 29 aprile 1964, lotto 38.
  • Fergusson Collection, acquistato nella vendita precedente.
  • Galerie Schmidt, Paris.
  • Mr & Mrs Henry Moore, Perry Green, Much Hadham, acquistato dal precedente il 6 marzo 1984.
  • The Henry Moore Foundation, England, acquistato dal precedente; vendita, Sotheby's, Londra, 3 dicembre 1996, lotto 17.
  • Collezione privata, acquistato nella vendita precedente.
  • Vendita, Sotheby's, Londra, asta LN6706, 3 dicembre 1996, lotto 17, venduto per £350,000 (€464,166).

Mostre:

  • Paris, Galerie Bernheim-Jeune, Les Manet de la Collection Pellerin, 1910, n. 32
  • Berlin, Galerie Matthiesen, Edouard Manet, 1928, n. 56, illustrato nel catalogo.
  • New York, Wildenstein Inc., Nude in Painting, 1956, n. 27
  • Paris, Galerie Schmit, Lumières sur la peinture XIXe-XXe siècles, 1983, n. 51, illustrato nel catalogo.
  • Leeds, Leeds City Art Gallery, in prestito, 1989-1996.
  • Berlin, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen zu Berlin - Preussischer Kulturbesitz, Linie, Licht und Schatten. Meisterzeichnungen und Skulpturen der Sammlung Jan und Marie-Anne Krugier-Poniatowski, 1999, n. 99, illustrato a colori nel catalogo.
  • Venice, Peggy Guggenheim Collection, Solomon R. Guggenheim Foundation, The Timeless Eye. Master Drawings from the Jan and Marie-Anne Krugier-Poniatowski Collection,1999, n. 121, illustrato a colori nel catalogo.
  • Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, Miradas sin Tiempo. Dibujos, Pinturas y Esculturas de la Coleccion Jan y Marie-Anne Krugier-Poniatowski, 2000, n. 127, illustrato a colori nel catalogo.
  • Paris, Musée Jacquemart-André, La Passion du Dessin. Collection Jan et Marie-Anne Krugier-Poniatowski, 2002, n. 111, illustrato a colori nel catalogo.
  • Vienna, Albertina, Goya bis Picasso. Meisterwerke der Sammlung Jan Krugier und Marie-Anne Krugier-Poniatowski, 2005, n. 68, illustrato a colori nel catalogo.
  • Munich, Hypo-Kulturstiftung, Das Ewige Auge - Von Rembrandt bis Picasso. Meisterwerke aus der Sammlung Jan Krugier und Marie-Anne Krugier-Poniatowski, 2007, no. 110, illustrato a colori nel catalogo.
  • Cologne, Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud; Florence, Palazzo Strozzi & Vienna, Albertina, Impressionismus - Wie das Licht auf die Leinwand kam, 2008-10, n. 278, illustrato a colori nel catalogo.

Bibliografia:

  • Théodore Duret, Histoire d'Edouard Manet et de son œuvre, Parigi, 1902, n. 65, citato p. 297
  • Louis Hourticq, Manet, Parigi, 1912, illustrato pl. 44
  • Julius Meier-Graefe, Edouard Manet, Munich, 1912, citato p. 271
  • Etienne Moreau-Nélaton, Manet raconté par lui-même, Parigi, 1926, vol. II, illustrato fig. 274
  • Paul Jamot & Georges Wildenstein, Manet, Parigi, 1932, vol. I, n. 423, catalogato p. 170; vol. II, n. 423, illustrato p. 109
  • Robert Rey, Choix de soixante-quatre dessins de Edouard Manet, Parigi, 1932, illustrato fig. 11
  • Adolphe Tabarant, Manet et ses œuvres, Parigi, 1947, n. 461, illustrato p. 617
  • John Rewald, Edouard Manet Pastels, Oxford, 1947, n. 22, illustrato p. 35
  • Kurt Martin, Edouard Manet, Aquarelle und Pastelle, Basel & Stuttgart, 1958, n. 17
  • Denis Rouart & Sandra Orienti, Tout l'œuvre peint d'Edouard Manet, Parigi, 1970, n. 243
  • Denis Rouart & Daniel Wildenstein, Edouard Manet, Catalogue Raisonné, Lausanne & Paris, 1975, vol. II, n. 23, illustrato p. 10
  • Beatrice Farwell, Manet and the Nude. A Study in Iconography in the Second Empire, New York & London, 1981, illustrato p. 184