Dolce melodia

Mancini, Dolce melodia.jpg
Autore: 
Mancini, Antonio (1852-1930)
Titolo: 
Dolce melodia
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1900
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
50 x 199
Annotazioni: 
In basso a destra firma, luogo e data: A Mancini / Roma / 1900
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Commento:

Questo straordinario dipinto, insolito per formato e tema, raffigura il padre dell'artista, Paolo, che suona il violino, cullando il ragazzo per farlo addormentare. Altamente estroso e piuttosto diverso dai soliti temi realisti di Mancini, il lavoro è probabilmente un'allegoria della musica. Anche se il racconto è ben lungi dall'essere evidente, la composizione emana un senso di réverie e di nostalgia, rifacendosi alla prima infanzia di Mancini, che egli ha evocato più letteralmente nei suoi primi dipinti di piccoli musicisti e saltimbanchi di strada. Il dipinto è molto simile a Il piccolo antiquario, eseguito cinque anni prima per il grande mecenate di Mancini, il pittore e collezionista olandese Hendrik Willem Mesdag, e probabilmente rappresenta lo stesso ragazzo, giovane cugino dell'artista, Telemaco Ruggeri, che appare in molte altre delle sue composizioni.
Il pronunciato formato orizzontale sottolinea le caratteristiche di forma allungata del ragazzo e comprime strettamente la testa del musicista e il violino nel piano del quadro, sottolineando la vicinanza delle due figure tra loro. Esse sono delineate contro un ambiente che è uno strano accostamento di forme, tessuti e colori - il rilievo altamente lavorato della consolle, della frutta, uno specchio e diversi oggetti non identificabili in sottofondo.
La densità della composizione è sottolineata dalla materialità della superficie pittorica spessa del quadro e dall'intreccio evidente delle linee della griglia incorporata all'interno di essa, amdedue elementi caratteristici della tecnica dell'artista sviluppata nei primi anni del 1880. Le linee derivano dall'utilizzo da parte dell'artista di un dispositivo che Mancini definì come una "graticola", il che dimostra che quest'opera è stata dipinta dal vero.

(fonte: Catalogo della vendita Christie's del 21 maggio 2014)

Provenienza:

  • Collezione Pospisil, Venezia.
  • Collezione privata italiana, acquistato da Pospisil dal padre del proprietario.
  • Vendita, Christie's, Londra, King Street, asta 1525 - 19th century European & orientalist art, 21 maggio 2014, lotto 19, venduto per £50,000 ($84,200).

Mostre:

  • Milano, Villa Comunale, Mostra di Antonio Mancini, Ottobre - Novembre 1962, n. 47.