Diaz de la Peña, Narcisse Virgile

Victor Galos (attribuito a), Ritratto di Narcisse Diaz de la Peña | Portrait de Narcisse Diaz, Olio su cartone, cm. 34 x 26, Pau, Musée des Beaux-Arts, acquisto del comune di Pau, 1939, inv. n. 39.4.1.
Cognome: 
Diaz de la Peña
Nome: 
Narcisse Virgile
Luogo di nascita: 
Bordeaux
Data di nascita: 
1807
Luogo di morte: 
Mentone
Data di morte: 
1876
Nazionalità: 
Francese
Biografia: 

 

Narcisse Virgile Diaz de la Peña, orfano in tenera età di genitori francesi immigrati, fu allevato da un pastore. Una ferita alla gamba ne comportò l’amputazione, ma la disgrazia non alterò la giovialità del suo carattere. Come Dupré, Troyon e piú tardi Renoir, debuttò con la pittura su porcellana. Figurò al Salon per la prima volta nel 1831. Professava viva ammirazione per Delacroix, e scelse soggetti apprezzati dai romantici (orientali, zingareschi). Si specializzò pure in un genere che prolungava una moda cara al XVIII secolo, ninfe, nudi galanti che ricordano il Correggio (Venere disarma Amore, 1837; Venere e Adone, 1848, Ninfa e Amorini, 1852; Ninfa che carezza Amore, 1857: Parigi, Musée d'Orsay; Venere disarma Cupido: Londra, Wallace Collection), dipinti da boudoir, che ebbero grande successo e che peraltro sono meno degni d’attenzione dei paesaggi che realizzò in seguito. Nel 1837 conobbe Rousseau e da allora non cessò di lavorare coi maestri di Barbizon. La sua arte, meno cerebrale della loro, è piú facile e cangiante, si concentra sugli effetti, sui giochi di luce, conferendo un certo sfarfallio ai paesaggi spesso animati da figure brillanti (Discesa degli zingari, 1844: Boston, Museum of Fine Arts; Sottobosco, 1855: Parigi, Louvre; Stagno sotto le querce, 1857; Cime del Jean de Paris, 1867; Margine di foresta, 1871; Margine dei boschi, 1872: tutti a Parigi, Musée d'Orsay; Foresta di Fontainebleau, 1874: New York, Museum of Modern Art). Esercitò influsso determinante sugli impressionisti; Monticelli ne riprese direttamente lo stile. È rappresentato al Louvre e al Musée d'Orsay da un’importantissima serie d’una trentina di opere provenienti per la maggior parte dai lasciti Thomy-Thiéry e Chauchard, nonché, in particolare, nei musei di Grenoble, Chateauroux, Le Puy, Lilla, Lione, Montpellier, Orléans, Londra (National Gallery), New York (Museum of Modern Art), L’Aja (Museo Mesdag), Chicago (Art Institute).

(fonte: Hélène Toussaint in Storia dell'arte Einaudi)