Chioggia

Leonardo Bazzaro, Chioggia
Leonardo Bazzaro, Chioggia [dettaglio]
Autore: 
Bazzaro, Leonardo (1853-1937)
Titolo: 
Chioggia
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1893
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
67 x 97
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Bazzaro L. Chioggia 1893
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Zurigo, Galleria Germann.
  • Gallarate, Collezione privata, acquistato nel 1977.
  • Gallerie Maspes, Milano.

Mostre:

  • 1893, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Esposizione Annuale di pittura ad olio e scultura ed Esposizione straordinaria Nazionale Internazionale di acquarelli, Sala B, n. 79 (Medaglia d’oro).
  • 1893, Roma, Palazzo delle Esposizioni, Esposizione Nazionale di Belle Arti, Sala 5 - Pittura ad olio, n. 280.
  • 2014, Milano, Gallerie Maspes, Collezioni d’Autore, 24 ottobre - 21 dicembre, n. 1.

Bibliografia:

  • Catalogo ufficiale. Nel 50° anno di fondazione - Esposizione Straordinaria Nazionale Internazionale di acquarelli sotto l’Alto Patronato di S.A.R. il Principe di Napoli, catalogo della mostra, [Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente], Tip. Lombardi, Milano, 1893, p. 11.
  • Giulio M., Cronaca artistica. L’Esposizione straordinaria alla Permanente, in “La Lega Lombarda”, Anno VIII, n. 110, 25-26 aprile 1893, Milano.
  • I premiati all’Esposizione Permanente, in “L’Italia del Popolo”, 22-23 maggio 1893, Milano (con il titolo Canale di Chioggia).
  • E. Nanzio, L’Esposizione di Belle Arti alla Permanente di Milano III, in “L’Italia del Popolo”, 28-29 maggio 1893, Milano; Adamastor, All’Esposizione Permanente, in “La Sera”, 30 maggio 1893, Milano (con il titolo Canale di Chioggia).
  • A. Bersellini, Pennelli e scalpelli, in “Il Mondo Artistico”, Anno XXVII, n. 27, 13 giugno 1893, Milano, p. 1.
  • Belle Arti, in “L’Illustrazione Italiana”, Anno XX, n. 26, 25 giugno 1893, Fratelli Treves Editori, Milano, p. 420 ill. (con il titolo A Chioggia).
  • L. Chirtani, Dell’Esposizione della Permanente in Milano, in “Natura ed Arte”, Fasc. 16, 15 luglio 1893, Francesco Vallardi Editore, Milano, p. 318, tav. f.t. (con il titolo A Chioggia).
  • Elenco dei premiati all’Esposizione Permanente, in “Natura ed Arte”, Fasc. 16, 15 luglio 1893, Francesco Vallardi Editore, Milano, p. 319 (con il titolo Chioggia grigia).
  • Catalogo dell’Esposizione Nazionale di Belle Arti in Roma, catalogo della mostra, [Roma, Palazzo delle Esposizioni], Roma, 1893, p. 26; Fortunio, Cronaca d’Arte, in “L’Illustrazione Italiana”, Anno XX, n. 20, 14 maggio 1893, Milano, p. 322.
  • A. Rollins Willard, History of Modern Italian Art (IIa edizione), Norwood Mass. (USA), 1902, pp. 586- 587.
  • F.L. Maspes - E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello, 2011, n. 223, pp. 107 ill., 236, 238 ill.

Note:

Fin dalla metà degli anni ottanta, il fascino della laguna veneziana diventa per Leonardo Bazzaro, vivace esponente del naturalismo lombardo, un richiamo irrinunciabile. Dedito a continue ricerche cromatiche e luministiche, il pittore milanese rimane inevitabilmente ammaliato dalla limpidezza della luce lagunare, dalle morbide tonalità degli edifici affacciati sui canali, dai giochi d’acqua. Sceglie così di trascorrere lunghi periodi a Chioggia impegnato a dipingere, con felici risultati, alcuni suggestivi scorci della cittadina.

Uno di questi è sicuramente Chioggia, presentato al pubblico di Milano e di Roma poco dopo la sua realizzazione e subito premiato con medaglia d’oro. Nei mesi di aprile e maggio 1893 lo troviamo infatti esposto assieme ad altri tre quadri al Palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. In quell’anno, la consueta mostra annuale di pittura e scultura viene eccezionalmente organizzata assieme alla prima esposizione internazionale di acquerelli, pastelli e disegni. L’obiettivo della rassegna artistica, arricchita per questa speciale edizione dalla premiazione di alcuni lavori considerati particolarmente meritevoli, è di celebrare il cinquantesimo anniversario di fondazione della Società per le Belle Arti dalla cui fusione con l’Esposizione Permanente di Belle Arti, sancita nel 1883, nasce il sodalizio che ospita la mostra(1).

Il dipinto di Bazzaro viene scelto da una giuria appositamente eletta dagli stessi artisti espositori e composta dai pittori Eleuterio Pagliano, Lorenzo Delleani, Carlo Ferrario, Amerino Cagnoni e dagli scultori Edoardo Tabacchi, Bassano Danielli ed Enrico Butti. Nei giorni in cui la commissione lavora all’assegnazione delle medaglie, Chioggia, già destinata all’Esposizione Nazionale di Roma, riceve numerosi elogi da Fortunio, cronista de “L’Illustrazione Italiana”, che parla di un «magnifico lavoro, tutto in bassa intonazione, prodigio d’armonia di tinte neutre, melanconico, come sono quei canali taciti a quell’ora, in quella città dimenticata dal cielo e dagli uomini».

Molto più tacito e melanconico appare in verità il canale dipinto nella grande tela A Chioggia presentata nel 1894 a Milano in occasione della II Triennale di Brera e lì acquistata dal Ministero dell’Istruzione Pubblica per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. In questo caso infatti, spalle al ponte che si affaccia sulla laguna, il pittore volge lo sguardo verso la parte più intima della città realizzando un lavoro maggiormente rifinito e quasi statico, nostalgico e silente. La Chioggia del 1893, di cui Bazzaro espone nel 1899 una versione innevata alla Promotrice genovese andata poi in sorteggio alla Provincia di Genova, risulta invece più vivace grazie alla caratteristica pennellata mossa del pittore e a quei guizzi di tocchi gialli e rossi che accendono la tavolozza avvicinandosi alle tonalità vibranti della Chioggia custodita alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza (1900). Del quadro qui presentato esiste una seconda versione di poco posteriore, identica nel soggetto, ma più debole nella resa pittorica e carente di pathos(2). Non è da escludere che sia stata realizzata per compiacere una committenza desiderosa di possedere una copia del dipinto vincitore di una medaglia d’oro. Il lavoro risulta essere stato a lungo di proprietà della famiglia di Achille Rusconi che lo ha esposto solo in occasione della mostra postuma di Bazzaro allestita alla Permanente di Milano nel 1939.


1 Si veda la documentazione su questa mostra conservata presso l’Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, Fondo SBAEP, Allestimenti mostre e Carteggio Corpo Sociale, 1893. Per approfondimenti sulla storia dell’Ente si rimanda a E. Staudacher, Guglielmo Ciardi e la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, in Guglielmo Ciardi protagonista del vedutismo veneto dell’Ottocento, a cura di F.L. Maspes - E. Savoia, catalogo della mostra, [Milano, Gam Manzoni], Antiga Edizioni, Crocetta del Montello 2013.
2 Maspes - Savoia, 2011, n. 228, pp. 238-239.

(fonte: Elisabetta Staudacher in Catalogo Collezioni d'Autore 2014, Gallerie Maspes, Milano)