Che pace in Valganna!

Vittore Grubicy de Dragon, Che pace in Valganna!
Autore: 
Grubicy de Dragon, Vittore (1851-1920)
Titolo: 
Che pace in Valganna!
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1894 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
36,5 x 62
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: V. Grubicy
Iscrizione sul retro del telaio: Eco del funerale di Grandi
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto da Vittore Grubicy de Dragon, 1912
Identificativo: 
Codice ICCD 12 00489486

Commento:

Il dipinto raffigura il piccolo lago di Ganna, situato fra il lago Maggiore e quello di Lugano. Grubicy si recò a Ganna in occasione della morte dell'amico scultore Giuseppe Grandi (1843-1894), e in questo luogo eseguì numerosi paesaggi. Del dipinto in esame esiste una versione precedente, probabilmente la prima eseguita dal vero, dal titolo Il Cimitero di Ganna, conservato al Museo del Paesaggio di Verbania-Pallanza sul Lago Maggiore (olio su tela, cm. 32,2 x 50,8, con iscrizione autografa sul retro: "All'Egr.Dr Massara fondatore del Museo del Paesaggio a Pallanza trasmetto pel 'suo' museo questo mio 'Cimitero di Ganna' improntato sul vero il giorno successivo al funerale dell'amico Gius. Grandi il poderoso autore del Beccaria e del Monumento delle 5 giornate di Milano. Ne feci il quadro 'Che pace a Ganna!' della Galleria Nazionale di Roma prestato temporaneamente a Pallanza - per richiesta del Dr Massara - eppoi restituito a Roma nel 1919 Milano 4 maggio 1919 Vittore Grubicy de Dragon"). La versione della G.N.A.M. appare in realtà molto diversa da quel primo dipinto, oltre che per la centinatura della tela nella parete superiore, anche per la descrizione del paesaggio, qui ben più essenziale e limitato ai puri elementi naturali, da cui sono stati eliminati gli edifici sulla sinistra. Altre cinque opere sullo stesso motivo sono passate dalle collezioni Benvenuti e Toscanini ad altre collezioni private. Un dipinto intitolato 'Cimitero a Ganna' è stato esposto nel 1922 alla mostra dei Divisionisti a Milano. In tutti questi dipinti la composizione calibrata di linee semplici e immagini speculari contribuisce a comunicare un senso di pace. L'inquadratura a centina della versione G.N.A.M. è stata scelta da Grubicy che la destinava ai dipinti dotati di un significato simbolico. L'opera è stata esposta a Londra nel 1979-80 come elemento centrale di un trittico: "Tryptich: (left) From the window, Miazzina (centre) What Peace in Valganna! (right) Summer on Lake di Como". Peraltro, "Dalla finestra" (G.N.A.M.) si collega alla serie "Inverno in montagna" (Milano, G.A.M.), mentre "Estate sul Lago di Como" (G.N.A.M.) era esposto alla Biennale del 1901 come parte del polittico delle "Quattro Stagioni" (Milano, G.A.M. e Venezia, Ca' Pesaro). Nell'Archivio Centrale dello Stato di Roma si conserva un documento autografo, una lettera indirizzata a Ettore Ferrari firmata da Vittore Grubicy, scritta da Milano, Corso Porta Vittoria 12, il 21 febbraio 1919, in cui si legge tra l'altro: "[...] Ricordo invece che l'informazione (cioè il movente) della mia cartolina era mossa da un senso di amarezza nel dover renderle noto quanto ero venuto a conoscere: [...]che un ente Supremo come dovrebbe essere il Tempio dell'Arte Nazionale sia abbandonato al libito di atti di questo genere di cui nessuno assume la responsabilità. E mi consenta di riaffermarle, Onorevole Ferrari, che il mio quadro non restò fuori nel riordinamento avvenuto pel trasloco a Valle Giulia, no. In questa nuova collocazione il mio quadro prese posto vicino a Borrani [?], Mosè Bianchi, etc. etc. Fu solo parecchio tempo dopo questo riordinamento che il mio quadro fu estirpato e mandato nel magazzeno degli scarti dove fu rinvenuto da un signore di Pallanza che stava organizzando là un piccolo museo del Paesaggio. So che Lei non ha più ingerenza né responsabilità. Epperciò Le avevo scritto senza pensiero di portar lagnanze a Lei, ma solo per tenerla informata.". Si tratta dunque di una spiegazione rispetto a un malinteso avvenuto tra i due, e in riferimento al dipinto qui in esame, che si trovava evidentemente già all'epoca, e ancora nella primitiva sede del Palazzo delle Esposizioni, prima del trasferimento a Valle Giulia, nelle collezioni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna. L'artista vi si lamenta, a quella data avanzata ma ancora due anni prima dell'effettiva registrazione dell'opera nelle collezioni statali, per il suo trasferimento nei depositi, dopo una pur iniziale adeguata esposizione, negli spazi di Valle Giulia, accanto ad altri illustri esponenti della pittura dell'Ottocento.

(fonte: ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali)