Cavalleggero e carabiniere a cavallo

Fattori, Cavalleggero e carabiniere a cavallo.png
Autore: 
Fattori, Giovanni (1825-1908)
Titolo: 
Cavalleggero e carabiniere a cavallo
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1906
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
75 x 106,5
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Gio. Fattori / 1906
Dedica, firma e data sul retro Al mio caro Nipote Vittorio Perissio / per memoria il suo affezionato zio / dedica / Gio Fattori 1906
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione Vittorio Perissio.
  • Vendita, Sotheby's, Milano, asta 19th Century Paintings and Sculpture, 18 giugno 2008, lotto 77, venduto per €240.750,00.

Mostre:

  • Buenos Aires, Esposizione d'Arte Italiana, 1947.
  • Milano, Palazzo della Società Permanente, Il carabiniere nell'arte, 1959, esposto fuori catalogo.

Bibliografia:

  • G. Malesci, Catalogazione illustrata della pittura a olio di Giovanni Fattori, Novara 1961, pag. 177, fig. 352, pag. 378, n. 352.

Note:

In Incontro di un carabiniere e un cavalleggero, come accade nella totalità delle opere concepite da Giovanni Fattori nella tarda maturità, l'autore recupera uno dei soggetti più felici del proprio repertorio e, pur mantenendosi fedele alla ricerca incentrata sulla rappresentazione del vero che aveva caratterizzato tutta la produzione precedente - quel vero da non perdere mai di vista poiché riflette "lo studio accurato della Società presente, mostra le piaghe di cui è afflitta e manderà alla posterità i nostri costumi e le nostre abitudini" (cfr. G. Fattori, Lettera a Primo Levi, febbraio 1903, in Lettere dei macchiaioli, a cura di L. Vitali, Milano 1953) -, rielabora il motivo connotandolo di nuovi valori e diverso significato. Sono, infatti, passati molti anni da quando l'entusiasmo "per la redenzione dell'Italia" aveva trasformato il giovane livornese "innamorato dei fatti d'armi" nel più grande interprete delle gesta risorgimentali; il trascorrere del tempo ha spento le sue giovanili illusioni e affievolito l'ardore patriottico che aveva condotto a lavori quali Il campo italiano alla battaglia di Magenta, eseguito tra il 1861 e il 1862, e l'Attacco della Madonna della Scoperta, del 1862, e ha lasciato nell'animo del pittore solo malinconia e disillusione. All'inizio del nuovo secolo, dunque, è solo attraverso lo specchio della propria amarezza e solitudine esistenziale che Fattori affronta opere quali Incontro di un carabiniere e un cavalleggero, tela che, se da un lato riflette il profondo senso di inadeguatezza provata dall'artista nei confronti del mondo in cui vive, rivela dall'altro, attraverso un impianto compositivo sapientemente costruito, la forza e l'esigenza d'innovazione linguistica che, nonostante l'età, Fattori avverte e persegue. Incontro di un carabiniere e un cavalleggero è una composizione risolta magistralmente attraverso l'uso della diagonale che, suggerita dal profilo della collina, divide fisicamente il primo piano, quello dell'incontro silenzioso e fugace tra i due militari, con il secondo, quello del paesaggio scarno e solennemente desolato della campagna. Quel senso di solitudine, di estraneità, di mancanza di comunicazione che Fattori vuole esprimere è suggerito anche dalle diverse modalità linguistiche attraverso cui realizza la tela: con la semplicità del grande artista Fattori riesce a coniugare armonicamente una stesura pittorica sintetica, resa a larghe pennellate attraverso le quali dà vita al paesaggio, con una accurata definizione delle figure, sottolineate da un fine contorno nero.

(fonte: Catalogo vendita Sotheby's, Milano, 18 giugno 2008)