Casolari con tetto di paglia a Cordeville, Auvers-sur-Oise

van Gogh, Casolari con tetto di paglia a Cordeville, Auvers sur Oise | Chaumes de Cordeville à Auvers-sur-Oise | Thatched cottages at Cordeville, Auvers-sur-Oise
Autore: 
Van Gogh, Vincent (1853-1890)
Titolo: 
Casolari con tetto di paglia a Cordeville, Auvers-sur-Oise
Altri titoli: 
Chaumes de Cordeville à Auvers-sur-Oise
Thatched cottages at Cordeville, Auvers-sur-Oise
Chaumes de Montcel
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1890)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
73 x 92
Luogo di conservazione: 
Musée d’Orsay, Paris, France
Acquisizione: 
Trasferito dal Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, 1986
Identificativo: 
RF 1954 14

Commento:

Questo quadro è stato dipinto durante il periodo creativo più intenso e frenetico della carriera dell'artista, alcune settimane prima della sua tragica fine. Van Gogh ha lasciato la Provenza nel maggio del 1890, dopo essersi sottoposto volontariamente a trattamenti medici presso l'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy. L'artista si è stabilito a Auvers-sur-Oise, a Nord di Parigi. Il 10 giugno, il pittore scrive al fratello Théo che sta lavorando a "due studi di case nella vegetazione". Corot, Daubigny, Pissarro o Cézanne hanno già evocato il quieto fascino di Auvers. Van Gogh, invece, lo trasformerà in una terra vulcanica in cui le case appaiono storte per effetto di un sisma.
Il pittore sottopone questo paesaggio ad una vera e propria trasmutazione scatenata da forze psichiche. Les tranquille case dai tetti di paglia che si possono ancora osservare in vecchie fotografie, sembrano come sollevate da una certa potente forza tellurica che dilata i volumi. Il disegno scapigliato, vorticoso, fa ondulare il tetto, avvolge a spirale i rami degli alberi, trasforma le nubi in arabeschi... Inoltre, la materia pittorica è lavorata ad impasto grasso, scavata nel suo spessore da veri e propri solchi.
Di certo, non è l'artista che, come i romantici, prova inquietudine al cospetto di questo paesaggio maestoso. Al contrario, è proprio lui che sconvolge e dà vita e vigore ad ogni singola catapecchia e ad ogni singolo cipresso. Come nel Cielo stellato del 1889 (New York, MoMA), tutti gli elementi del paesaggio si fondono nel deformarsi dei loro contorni conferendo così, all'intera veduta un aspetto fantastico.


This picture was painted during the artist's most frenetic creative period, a few weeks before his tragic death. Van Gogh had left Provence in May 1890, at the end of his voluntary stay at the asylum in Saint-Rémy. He moved to Auvers-sur-Oise, north of Paris. On 10 June, he wrote to his brother Theo that "he was doing two studies of houses out in the countryside". Corot, Daubigny, Pissarro and Cézanne had already evoked the peaceful charm of Auvers. Van Gogh would transform it into a volcanic land where the houses seem to have been twisted by an earthquake.
Here the painter subjects the landscape to a veritable transmutation driven by psychic forces. The peaceful thatched cottages, which can still be seen in old photographs, seem to have been lifted by some powerful telluric force that has dilated them. The wild, swirling design makes the roof undulate, sends the tree branches up in spirals, transforms the clouds into arabesques... Moreover, the image is worked in thick impasto with real furrows gouged into the paint.
It is clear that this artist is not overwhelmed as the Romantics were by the awe-inspiring landscape. On the contrary, it is he who torments and inflames the lowliest hovel and the smallest cypress tree. Just as in Starry Night (New York, MoMA) from 1889, all the elements in the landscape unite in distorting their contours and give the whole scene a supernatural air.

(fonte: Musée d'Orsay)

Provenienza:

  • Collezione del dottor Paul Gachet, Auvers sur Oise.
  • Collezione del dottor Paul Gachet figlio; donato per il Musée du Jeu de Pommes, 1954.
  • Musée du Louvre, galerie du Jeu de Pommes, 1954-1986.