Carrozza a Versailles

Boldini, Carrozza a Versailles.png
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Carrozza a Versailles
Altri titoli: 
Cavalli bianchi
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1873 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
19,8 x 26,8
Luogo di conservazione: 
Patrimonio Culturale Banco BPM, Milano, Italia
Acquisizione: 
Proveniente dalla Collezione d'Arte della Banca Popolare di Novara
Inventario n.: 
PN-2914

Mostre:

  • Tesori d`arte nella raccolta della Banca Popolare di Novara. Dipinti dal XVI al XX secolo, Domodossola, 1-12 luglio 2000.

Note storico critiche:

Il piccolo dipinto a olio su tavola rappresenta un significativo ritrovamento all'interno del corpus pittorico di Giovanni Boldini, segnalato in piu` occasioni dalla bibliografia ma di cui si erano perse le tracce e l'attuale collocazione. Di esso si conoscevano tecnica e dimensioni, oltre alle originarie collezioni fiorentine di appartenenza, passato dapprima in quella di Cristiano Banti, intimo amico dell'artista, poi in quella di Enrico Checcucci. Sfuggiva inoltre all'attenzione della recente monografia di P. e F. Dini (2002) la sua stessa presentazione alla mostra dei "Tesori d`arte nella raccolta della Banca Popolare di Novara". I medesimi studiosi, ai quali va ascritta la piu` ampia e esaustiva monografia di Boldini, la ponevano comunque fra le "opere attribuite con fondamento" all'artista (Appendice I). La sola ipotesi volta a una sua collocazione cronologica e` stata avanzata da Ettore Camesasca nel 1970, il quale riportava due titoli diversi per il dipinto, uno dei quali indicherebbe in Versailles il luogo della sua possibile esecuzione. Tale significativo elemento induceva lo studioso a circoscrivere le ipotesi cronologiche al primo rapido soggiorno dell'artista a Parigi nel 1867 oppure, per analogie stilistiche, alle opere dell'esordiente Toulouse-Lautrec, quindi al 1880 circa. Di certo l'opera presenta connotazioni stilistiche per certi versi ancora riconducibili all'educazione da macchiaiolo del pittore, formatosi, dopo i primissimi rudimenti ricevuti nel natio ambiente ferrarese, presso l'Accademia di Firenze ma frequentando in citta` soprattutto il Caffe` Michelangelo accanto a Signorini, Cabianca e allo stesso Fattori. Vi sono evidenti infatti gli accostamenti di colore, luci e ombre in esiti di grande luminosita`, su cui si innestano tuttavia effetti diversi che gia` gli giungevano dallo stimolante ambiente parigino, dove stabili` la propria residenza dal 1871, nella ben piu` intensa ricerca di una resa dinamica, di una rapidita` e vivacita` della composizione. Il dipinto e` impostato sulla forte diagonale della carrozza che da sinistra attraversa il quadro, e il cui movimento e` sottolineato, oltre che dall'impeto dei cavalli o dalla figuretta del cane che gli corre accanto, dalla stesura pittorica costruita per larghe pennellate di colore, mosse e veloci soprattutto lungo la direttrice stradale. Un risultato da istantanea fotografica come sovente si incontra nella produzione di Boldini, sensibile secondo alcuni agli studi sul dinamismo dell'immagine condotti da Etienne-Jules Marey a partire dai primi anni Ottanta. La scelta iconografica legata al motivo dei cavalli in corsa, poi, che trova importanti rimandi come leitmotiv soprattutto dal 1874, trattato con un'insistenza a tratti persino ossessiva (si veda la lettera dell'artista a Banti del 26 ottobre 1885), si dimostra particolarmente efficace in tal senso, e trova riscontri significativi – quasi un'anticipazione – nelle sperimentazioni del primo futurismo di Balla e Boccioni. Non pare quindi convincente una datazione precoce al 1867, soprattutto quando si noti il ricorrere delle riprese eseguite a Versailles, di cui un primo nucleo, riferibile al 1873 circa, contempla un piccolo gruppo di sei opere con vari scorci del Laghetto a Versailles, tra cui una ‘Prima idea' a olio su tavola di piccole dimensioni, nota come La fontana di Nettuno a Versailles, particolarmente vicina al dipinto in esame (cfr. L'opera completa di Boldini 1970, cat. 22 I a-f). Altre riprese di Versailles si contano, seppur sporadicamente, fra il 1874 e il 1900 circa, da scene di genere "minori" (Vecchio mulino e lavandaie) a vedute altisonanti di tipico stampo boldiniano (La colonnade a Versailles o Ballo alla colonnade di Versailles). L'importanza topografica della residenza francese vale comunque per l'artista anche rispetto alle sue numerose riprese di interni in stile settecentesco, che confermano "il suo amore per (…) il Settecento francese cui rende omaggio nelle numerose opere eseguite a Versailles" (Ragghianti in L'opera completa di Boldini 1970, p. 10).

Flavia Pesci, 2009