Cannicci, Niccolò

Cannicci, Niccolo.jpg
Cognome: 
Cannicci
Nome: 
Niccolò
Luogo di nascita: 
Firenze
Data di nascita: 
1846
Luogo di morte: 
Firenze
Data di morte: 
1906
Nazionalità: 
Italiana
Biografia: 

 

Niccolò Cannicci nacque a Firenze il 29 ottobre 1846.
Il padre, il pittore Gaetano nato nel 1811 a San Gimignano e morto a Firenze nel 1878, fu allievo dell'Accademia di Belle Arti di Firenze e si dedicò particolarmente a copiare le opere di pittura delle gallerie fiorentine. A San Gimignano restano una Cena in Emmaus del 1838 nella cappella destra del transetto destro della collegiata e una Vergine con s. Gioacchino e s. Anna nella chiesa dell'ex convento dei cappuccini (villa Mainoni) nei dintorni di San Gimignano. Nel 1846 si era stabilito a Firenze avendo vinto con un Diluvio universale il premio triennale dell'Accademia di Belle Arti.
Dopo aver ricevuto dal padre i primi insegnamenti pittorici, il Cannicci frequentò (1862-1865) l'Accademia di Belle Arti a Firenze sotto la guida di E. Pollastrini. In seguito studiò saltuariamente presso la Scuola libera del nudo di A. Ciseri (Somaré, 1928, p. 136), che frequentava ancora nel luglio 1868 benché la salute malferma non gli permettesse di esercitarsi troppo a lungo (Rosadi, p. 16). Nel 1868 il pittore si ritirò nella casa paterna del Poggetto, vicino San Gimignano, dove si dedicò allo studio della natura ed alla tutela del patrimonio artistico locale (Somaré, 1928, p. 136). I primi lavori del Cannicci risentono dei canoni puristi senza rifiutare tuttavia la tematica realista; al 1870 risale la tela raffigurante La fidanzata (ubicazione ignota) ed al 1871 la Sosta in cima al paese (già a Firenze, collezione Giustiniani, ora a New York, collezione V. Gewanter: cfr. A.-P. Quinsac, Ottocento Painting [catal.], Columbia, S. C., 1972, p. 61); l'Allegoria della musica, sul mercato antiquario nel 1973 (cfr. Burlington Magazine, CXV [1973], p. XLV).
Nel 1872 prese parte alla Mostra di belle arti a Firenze con quadri di genere: Una famiglia, Cenerentola, Filo elettrico.
Nel 1875 si recò per un mese circa a Parigi con G. Fattori, E. Ferroni e F. Gioli, e dai contatti avuti anche con gli impressionisti il Cannicci fu sollecitato ad abbandonare la sua prima maniera che gli aveva valso l'appellativo di "Segantini toscano" per aderire ai modi dei macchiaioli.
Nel 1878 il pittore era presente all'Esposizione universale di Parigi con Vita tranquilla, ed al 1881 risale La raccolta delle ginestre (Colori e luci dell'800 [catalogo], Milano 1972). Nel 1883 esponeva alla Royal Academy di Londra con Il taglio dell'erba a San Gimignano e l'anno successivo all'Esposizione d'arte di Torino con la Semina del grano in Toscana, acquistato dalla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, che nel 1897 comperò anche Estate. Sempre a Torino espose nel 1884 (La capra nutrice), nel 1886 e negli anni 1897-1900 e 1902-1904. Il Cannicci non mancò mai alle manifestazioni artistiche ufficiali e periodiche: lo troviamo infatti all'Esposizione internazionale di Venezia nel 1887 con le Rogazioni, nel 1899 con Triste inverno e nel 1905 con il trittico Maternità acquistato all'epoca dalla regina Margherita; alle Biennali del 1928 (nella Mostra della pittura italiana dell'800) e del 1934 (Mostra internazionale del ritratto dell'800) sarà rappresentato dal Ritratto di tre sorelle. Fu premiato alla Promotrice di Firenze del 1888 per la Benedizione dei campi e l'anno dopo a Parigi per il Ritorno dalla festa; al 1890 circa è riferibile la Mungitura delle pecore (Firenze, collezione Checcucci) e al 1891 la Piccola etrusca (Gallarate, collezione Filiberti). Alla fine di tale anno il pittore venne ricoverato per parecchio tempo nel manicomio di Siena; a questa esperienza è dovuto l'Album con i ritratti di malati mentali, regalato al critico d'arte D. Martelli, suo amico ed ammiratore che aveva cercato di far conoscere l'artista anche sul piano internazionale (Rosadi, p. 50). L'artista morì a Firenze il 19 gennaio 1906 lasciando incompiuti due quadri destinati all'Esposizione di Milano (L'Illustrazione italiana, 28 gennaio 1906, p. 88).
Buona parte delle opere del Cannicci furono acquistate direttamente dall'artista dal mercante d'arte e gallerista fiorentino L. Pisani; e se ne trovano oggi, oltre che in collezioni private italiane e straniere, nelle Gallerie nazionali d'arte moderna di Firenze e di Venezia ed al Museo di Capodimonte in Napoli. Suoi disegni sono conservati a Firenze, nel Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi (1961 P; 96383; 96802; 96756-96771; 99366) e nella Galleria d'arte moderna.
Sue personali si tennero all'Accademia di Belle Arti ed a palazzo Pitti di Firenze rispettivamente nel 1907 e nel 1927 (per tutte le altre esposizioni non altrimenti indicate, vedi i cataloghi Bolaffi).


Bibliografia:
  • A. De Gubernatis, Dizionario degli artisti viventi…, Firenze 1889, p. 93.
  • G. Rosadi, Di Niccolò Cannicci pittore…, Firenze 1906.
  • P. Papini, Un'esposizione de' macchiaioli, in L'Arte, XIII (1910), p. 314.
  • F. Sapori, Niccolò Cannicci, Torino 1920.
  • E. Somaré, Storia dei pittori italiani dell’Ottocento, Milano 1928, II, pp. 136-39, 233, tav. VIII, figg. 112-119.
  • R. Franchi, Niccolò Cannicci, in Scena illustrata, giugno 1940, pp. 16 s.
  • E. Somaré, La pittura italiana dell’Ottocento, Novara 1944, p. XXXI.
  • M. Borgiotti, I macchiaioli, Firenze 1946, pp. 21, 61, tavv. LXIV-LXVIII.
  • P. D'Ancona, La pittura dell’Ottocento, Milano 1954, p. 364.
  • E. Lavagnino, L'arte moderna, Torino 1956, II, pp. 817, 819, 868, 870, 976.
  • Catalogo Bolaffi della pittura italiana dell'Ottocento, n. 1, Torino 1964, pp. 67-69; n. 2, ibid. 1969, pp. 80-83; n. 3, ibid. 1970, pp. 85-88; n. 4, ibid. 1972, pp. 75-77.
  • R. De Grada, I macchiaioli, Milano 1967, pp. 23, 91, tav. LI.
  • A. Cannistraro, Pittura dell'Ottocento nelle collezioni private…, II, Firenze 1971, p. 67.
  • A. Schettini-G. Scuderi, Aspetti dell'Ottocento pittorico italiano, Putignano 1972, ad indicem.
  • G. Matteucci, Colori e luci dell’800 (catalogo), Milano 1972, ad vocem.
  • P. Dini, Immagini dell’Ottocento (Galleria d'arte il Fiorino, catalogo), Firenze 1973, nn. 9-11.
  • U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, V, p. 507 (con ulteriore bibliografia).

(fonte: Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 18, 1975, autore Sandra Vasco)