In campagna

Leonardo Bazzaro, In campagna
Autore: 
Bazzaro, Leonardo (1853-1937)
Titolo: 
In campagna
Altri titoli: 
A Gignese
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1895)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
60 x 90
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Bazzaro L.
Sul verso reca alcuni timbri a cera lacca parzialmente illeggibili e le etichette delle mostre di Milano (1896 e 1939)
Luogo di conservazione: 
Collezione privata, Milano
Acquisizione: 
Eredità

Provenienza:

  • Milano, collezione Avv. Giano Ticozzi.
  • Milano, collezione privata, acquistato nel 1940-1950.

Mostre:

  • 1896, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Esposizione Annuale, Sala F, n. 399.
  • 1909, Milano (?), Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Esposizione riservata agli artisti Lombardi ed ai Soci, Sala III, n. 81.
  • 1939, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Leonardo Bazzaro pittore. Mostra postuma, Sala XII, n. 192.
  • 2015, Leonardo Bazzaro. La dolce vita en plein air, 23 ottobre - 20 dicembre, Milano, Gallerie Maspes, n. 1.

Bibliografia:

  • Catalogo Ufficiale. Esposizione Annuale 1896, catalogo della mostra, (Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Per- manente), Tipografia Lombardi, Milano 1896, p. 37.
  • A.Z.C., Alla Permanente I., in “La Lega Lombarda”, a. XI, n. 128, 11-12 maggio 1896.
  • L. Chirtani, Leonardo Bazzaro, in “Natura ed Arte”, fasc. XI, 1 maggio 1901, Casa Editrice Dottor Francesco Vallardi, Milano, pp. 767 ill., 769.
  • Catálogo de la IIA Exposicion, catalogo della mostra, (Buenos Aires - Montevideo - Valparaíso, Galleria Ferruccio Stefani), Edicion Stefani, Buenos Aires - Montevideo - Valparaíso 1903, p. 4.
  • A. Risi, Artisti contemporanei: Leonardo Bazzaro, in “Emporium”, vol. XVII, n. 101, maggio 1903, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore, Bergamo, p. 339.
  • Catalogo. Esposizione riservata agli artisti Lombardi ed ai Soci, catalogo della mostra, (Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente), Stab. Tip. Fr. Manini-Wiget di Renato Romitelli e C., Milano 1909, p. 8.
  • A. Massara, Profili. Leonardo Bazzaro, in “Ver- bania”, a. II, nn. 1-2, gennaio-febbraio 1910, p. 3 ill. (con il titolo A Gignese).
  • G. Marangoni, Leonardo Bazzaro, in “Rassegna d’Arte Antica e Moderna”, a. I, vol. II, Editori Alfieri & Lacroix, Milano 1914, p. 100.
  • G. Marangoni, Maestri contemporanei dell’Arte italiana, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo 1923, p. 18.
  • G. Nicodemi, In memoria di Leonardo Bazzaro, Ariel, Mila- no 1938, p. 25.
  • Leonardo Bazzaro pittore. Mostra postuma, catalogo della mostra, (Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente), Arti Grafiche E. Gualdoni, Milano 1939, p. 22.
  • S. Rebora, Leonardo Bazzaro, Edizioni dei Soncino, Soncino 1997, p. 104 ill.
  • S. Rebora (scheda), in Fine 800 primo 900 lombardo, catalogo della mostra, (Milano, Fiera - Quadreria dell’800), Pezzini Industrie Grafiche, S. Paolo d’Argon 1997, s.p. (opera citata).
  • Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, a cura di F.L. Maspes, E. Savoia, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello 2011, n. 233, pp. 111 ill., 241 ill.
  • A. Paravicini, Leonardo Bazzaro, Tipografia E. Padoan, Milano s.d., p. 15.

Note:

Nel 1889 Leonardo Bazzaro soggiorna per la prima volta a Gignese consigliato dagli amici pittori Mosè Bianchi, Pompeo Mariani, Eugenio Gignous e Uberto Dell’Orto, i quali riconoscono questo luogo, situato a metà strada tra Stresa e il Mottarone, come uno dei paesaggi prediletti della loro nuova ispirazione(1). Ancora immerso nelle tematiche chioggiotte, Bazzaro alterna per diversi anni opere dedicate ai soggiorni alpini e verbanesi a opere lagunari, così come dimostrano i numerosi dipinti dedicati a Chioggia, tra cui il celebre dipinto disperso Pace ai naufraghi (1895-1897)(2).
Bazzaro intraprende dunque nel corso dell’ultimo decennio del XIX secolo una nuova stagione pittorica, dedicandosi a paesaggi rustici, alpini e lacustri animati da dolci figure colte in attimi di intimità e, nel particolare, raffiguranti amene scene di rurale quotidianità.
Nell’opera In campagna un’estasi di colori e luce fa da sfondo a quella che Guido Marangoni descrive come una «deliziosa “silhouette„ di giovane madre sciorinante il suo bucato sotto la pergola, al bacio del sole, fra il luccicare grasso dei pampini rigogliosi»(3): un magistrale gioco di luci e ombre si impossessa del primo piano dell’opera dove, protette dalle foglie di una vite, madre e figlia vengono colte in un fuggente attimo di vita. Un gioco di sguardi prende per mano lo spettatore conducendolo in un viaggio all’interno dell’opera: dal tenero sguardo della donna, alla piccola figura di bambina intenta a muovere i suoi primi passi, fino alla presenza animale in primo piano attentamente studiata dagli occhi della giovane, di cui le pennellate bazzariane ben restituiscono il movimento. Macchie di verde e rosso si rincorrono senza sosta come dipinte da un pennello danzante, i cui tocchi di colore, ognuno vibrante di solitudine, trovano nella visione complessiva la loro giusta collocazione.
Al centro della scena il candido biancore dei panni stesi al sole che, colpiti dalla luce, «sembrano veramente rendere il passaggio del vento tra i verdi smeraldini, e le ombre bluastre»(4), spalancando le porte al paesaggio retrostante.
Soggetto ricorrente nella pittura del XIX secolo, il bucato steso diviene un tipico esercizio di resa luministica.
Esposta da Bazzaro per la prima volta nel 1896 all’Esposizione Annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente insieme a In montagna, dipinti definiti dalla critica «due bellissimi paesaggi pieni di delicatezza di toni e colori, deliziosamente soleggiati in una calma poetica»(5), l’opera partecipa credibilmente anche all’Esposizione riservata agli artisti Lombardi ed ai Soci del 1909(6). Il dipinto è molto apprezzato e ne vengono fatte diverse incisioni(7). Assente dal panorama espositivo da quasi un secolo, la sua ultima apparizione risale infatti al 1939, anno della mostra postuma dedicata al pittore dalla Permanente di Milano - dove tuttavia il dipinto, come attestato dai documenti di prestito, è esposto con il titolo In montagna(8) -, nel 1950 è acquistato dal padre dell’attuale proprietario.
Sopito, da allora, tra le mura di casa, In campagna si mostra di nuovo al pubblico in occasione di questa esposizione.


(1) Per approfondimenti N. Colombo, Testo introduttivo in N. Colombo, S. Rebora, La Chioggia di Leonardo Bazzaro. Materia, senso e poesia del colore, Industrie Grafiche Editoriali Musumeci, Quart 1999, p. 11.
(2) Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, a cura di F.L. Maspes, E. Savoia, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello 2011, n. 240, pp. 243 ill., 245-246.
(3) G. Marangoni, Maestri contemporanei dell’Arte italiana, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo 1923, p. 18.
(4) G. Nicodemi, In memoria di Leonardo Bazzaro, Ariel, Milano 1938, p. 25.
(5) A.Z.C., Alla Permanente I., in “La Lega Lombarda”, a. XI, n. 128, 11-12 maggio 1896.
(6) Tra le opere esposte risulta un In campagna, ma non è possibile dire con certezza che si riferisca all’opera qui analizzata. Non sono presenti etichette della mostra sul retro del dipinto che possano certi- ficare la partecipazione a tale esposizione.
(7) Tre acquaforti sono conservate a Milano presso la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli.
(8) Si veda la documentazione conservata presso l’archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, Fondo SBAEP, Sezione MAA, 1939, Mostra Postuma delle opere del pittore “Leonardo Bazzaro”, Corrispondenza.

(fonte: E.O. (Elena Orsenigo) in Catalogo della mostra Leonardo Bazzaro. La dolce vita en plein air)