Campagna

Cecconi, Campagna.png
Autore: 
Cecconi, Eugenio (1842-1903)
Titolo: 
Campagna
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1875-1899)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
19,5 x 11,5
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: ECecconi
Luogo di conservazione: 
Arcipretura di S. Maria del Soccorso, Livorno, Italia

Commento:

Dipinto con cornice in legno dorato raffigurante uno scorcio di campagna. In primo piano, un pezzetto di giardino tagliato in diagonale da una striscia di prato verde; subito dopo un muretto su cui si affaccia un albero secco che proietta a sinistra un'ombra scura. Oltre il muro basso è raffigurato il paesaggio collinare caratterizzato dalla fitta vegetazione in mezzo alla quale si intravede una casa. Il cielo è coperto da una coltre di nuvole che ne sbiadisce l'azzurro, benchè i forti chiaroscuri sottolineino la giornata serena. Il dipinto è un buon esempio della vasta produzione bozzettistica del Cecioni, che rientra nella tematica, nello spirito e nella tecnica della pittura Post-Macchiaiola. Eppure il paesaggio del Cecconi è in più sostanzialmente affine a quello del Fattori che dell'Abbati. Nonostante le somiglianze di tavolozza, le intonazioni severe e basse, manca al pur sensibilissimo Cecconi quella di passione e soave che è nell'Abbati; egli ha una liricità più fondata sulla delicatezza della percezione che sulla densità del sentimento. Quel che commuove è piuttosto lo sbocciar della vita che un appassionato e pur lucido presentimento di morte. In questo, il Cecconi è certamente più vicino a Fattori, come lo è nell'immediatezza delle impressioni (vedi la bellissima "Campagna d'inverno"), e nella sottile eleganza di certi accorgimenti tecnici, quale quello, tipicamente fattoriano, della venatura della tavola lasciata trasparire sotto il velo di colore magrissimo..."(D. Durbè, 1974, p. 27).
Se la derivazione fattoriana è semplicemente confermata dai rapporti di toni e valori e dalla varietà del segno che rammenta la lezione del maestro livornese e nel campo dell'incisione, l'albero sulla sinistra stabilisce oltre il muretto una profondità spaziale che nega l'immediatezza della tavoletta di Fattori, nelle quali la tarsia cromatica consente all'occhio di non ricostruire l'immagine rappresentata per piani successivi, ma di percepirne simultaneamente le caratteristiche metriche e formali. L'opera è stata realizzata tra gli anni '80 e '90.

(fonte: museiditalia - CulturaItalia)