Buttero a cavallo nella tenuta di Diego Martelli a Castiglioncello

Giuseppe Abbati, Buttero a cavallo nella tenuta di Diego Martelli a Castiglioncello
Autore: 
Abbati, Giuseppe (1836-1868)
Titolo: 
Buttero a cavallo nella tenuta di Diego Martelli a Castiglioncello
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1868 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
62 x 52
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: G. Abbati
Luogo di conservazione: 
Collezione privata, Montecatini Terme

Note storico critiche:

Vogliamo credere, per chi sa quale strana suggestione, che questo dipinto sia l’ultima opera compiuta da Abbati, prima della sua improvvisa, drammatica scomparsa, e che a questo quadro si riferisca Martelli, descrivendolo come oggetto di insolita soddisfazione da parte del pittore. Dei molti elementi che comunque concorrono alla tarda datazione di Buttero a cavallo, il più appariscente è la chiara influenza esercitata dalle opere di Giuseppe De Nittis, esposte alla Promotrice fiorentina nell’autunno del 1857. Il motivo dei solchi tracciati sulla strada fangosa dall’andirivieni dei pesanti barrocci, e il vigoroso effetto d’insieme di questo sentiero campestre, pesantemente plasmato dalle abbondanti piogge, è analogo a quello dei denittisiani La nevicata e Una diligenza in tempo di pioggia, dipinti che tanto clamore avevano suscitato nell’ambiente artistico toscano - lo stesso Signorini, del resto, avrebbe derivato dalle opere del maestro pugliese l’idea per Renaioli e Novembre. La novità dei dipinti di De Nittis consisteva, del resto, proprio nella sobrietà dell’impasto cromatico, così diverso dalla solare luminosità dei quadri macchiaioli; tale caratteristica si accompagnava alla scelta di situazioni "en plain air", in cui la luce avesse un ruolo meno suggestivo, al fine di poter disporre di una tavolozza ricca di preziosismi e tonalità più delicate; tali situazioni atmosferiche, riscontrabili nella natura delle stagioni più rigide, furono dunque le preferite dall’arte del giovane maestro di Barletta. Non è un caso, perciò, che Abbati abbia affrontato in Buttero a cavallo il soggetto invernale, bensì la certezza, per noi, che il napoletano avesse colto in maniera profonda il significato del messaggio denittisiano, elaborando una personalissima interpretazione della natura di Castiglioncello, quale egli stesso poteva ammirare, forse per la prima volta nella stagione fredda, avendo stabilito il proprio domicilio nella proprietà di Martelli.
Rispetto alla finissima resa atmosferica del paesaggio, le figure del buttero e dei due cavalli costituiscono una nota di voluta trascuratezza e di insolita rigidità: la caratteristica robusta tipologia dell’uomo "del lavoro", ricorrente nella tarda produzione di Abbati, compare ancora una volta.

Provenienza:

  • Collezione privata, Pistoia.

(fonte: Catalogo della mostra I Macchiaioli a Castiglioncello)