Buoi al carro

Fattori, Buoi al carro.jpg
Autore: 
Fattori, Giovanni (1825-1908)
Titolo: 
Buoi al carro
Altri titoli: 
Il carro rosso
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1894 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
117 x 200
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Gio. Fattori
Luogo di conservazione: 
Pinacoteca Civica Melozzo degli Ambrogi, Forlì (FC), Italia
Identificativo: 
[Catalogo generale] 365

Mostre:

  • Giovanni Fattori tra epopea e vero. Omaggio nel Centenario della morte, Livorno, Granai di Villa Mimbelli Museo Fattori, 20 aprile - 6 luglio 2008.

Note storico critiche:

L'opera dapprima appartenne al pittore Michele Gordigiani, quindi fece parte della collezione del Conte Vincenzo Giustiniani (Firenze) che fu posta all'asta a Milano nel 1929. Fu esposta nella Mostra retrospettiva delle opere di Giovanni Fattori alla I Biennale Romna del 1921. Nel Repertorio del Malesci viene indicata per l'opera una data di esecuzione compresa fra il 1880 e il 1890; nel catalogo del Bianciardi è posta fra il 1877 e il 1882. A parere di Viroli (1985) risulta assai più verosimile un momento più tardo, il 1894 circa, non solo per ragioni stilistiche, ma anche sulla base del confronto della firma con quella dell'autoritratto di quell'anno, anch'esso già appartenente alla raccolta Giustiniani e ora nella collezione Camerini a Forci (Lucca). Il soggetto è riproposto abbastanza fedelmente, ma con diversa ambientazione, in "Maremma" (olio su tela, cm. 35 x 72,5, Genova, Coll. Taragoni, vedi De Micheli 1961). Rileva Viroli (1985): "Nonostante i molti pregi di fattura, il dipinto Pedriali non è esente da una certa macchinosità e pesantezza nell'insieme, e da evidenti disarmonie (la figuretta della donna non riesce a staccarsi dal fondo per un difficile rapporto di valori cromatici, l'albero a destra in primo piano è pesantemente ingombrante ecc.)". Già Lancellotti (1921), in occasione della Biennale di Roma, avanzava alcune riserve: "... nelle piccole tele e nei bozzetti egli [Fattori] riesce di una efficacia che invano si sforza di raggiungere nei quadri di vaste dimensioni, cosa che può constatarsi confrontando in queste sale il primo, rapido, immediato abbozzo con l'opera compiuta. L'dea del "Carro rosso" è espressa con deliziosa rapidità di fattura, gradazione di toni, nel bozzetto, ma trasmutatasi nei quadri si esaurisce in una esecuzione troppo misurata e fredda". Viroli (1985) rileva in proposito: "Queste riserve del Lancellotti, se vanno rimeditate alla luce di più attuali criteri di giudizio (non sempre è vero che il Fattori importante è quello più "immediato" dei bozzetti) nel caso dell'opera in esame non risultano ingiustificate".

(fonte: ibc patrimonio culturale Regione Emilia-Romagna)