Bifolco e buoi

Fattori, Bifolco e buoi.jpg
Autore: 
Fattori, Giovanni (1825-1908)
Titolo: 
Bifolco e buoi
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
10,5 x 13
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Gio. Fattori
Luogo di conservazione: 
Collezione privata, Milano, Italia

Provenienza:

  • Mario Galli, Firenze.
  • Riccardo Gualino, Torino.
  • Zaccaria Pisa, Milano.
  • Vendita Pisa, 1934, n. 260, tav. XCIII.
  • Ermanno Luti, Firenze.
  • Enrico Nardini, Firenze.
  • Paolo Stramezzi, Crema.
  • Enrico Piceni, Milano.
  • Piero Dini, Milano.

Mostre:

  • Roma, 1921, sala VI, n. 31.
  • Torino, 1926, n. 81.
  • Monaco, 1975/76, n 112, tav. 112.
  • Firenze, 1976, n. 225.
  • Parigi, 1978/79, n. 74, tav. 74.
  • Lugano, 1979, n. 76, tav. 76.
  • Manchester-Edimburgo, 1982, n. 32.
  • Torino, 1982-83, n. 48, tav. 109.
  • Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 135.
  • Montecatini-Torino, 1986, n. 55, tav. 55.
  • Firenze, 1987, cat. 63, p. 295, tav. 63.
  • I Macchiaioli e la Scuola di Castiglioncello, a cura di Piero e Francesca Dini, Rosignano Marittimo, Castello Pasquini, 1990, tav. 67.
  • Da Fattori a Corcos a Ghiglia. Viaggio pittorico a Castiglioncello tra ‘800 e ‘900, Castello Pasquini, Castiglioncello (Livorno), 19 luglio - 2 novembre 2008.

Note storico critiche:

Il tema dei bovi bianchi, tanto caro a Fattori particolarmente negli anni 1867-71, è qui l’oggetto di una delle sintesi più prodigiose mai realizzate dal maestro livornese. E ovvio dunque che Oscar Chiglia tenesse in grandissima considerazione questa tavoletta, quale vitalissimo esempio di trasposizione della realtà in puri ed essenziali valori pittorici e in essa vedesse realizzato quell’aspetto della produzione fattoriana che, ispirandosi alla natura agreste della campagna maremmana, si dimostrava tanto felice nei risultati poetici, quanto straordinariamente moderna nei contenuti pittorici. La semplicità della fattura e il carattere apparentemente frammentario, "da reperto archeologico" hanno detto taluni, celano in realtà la grandezza dell’ispirazione del maestro livornese e l’originalità della sua inventiva.

(fonte: Catalogo della mostra I Macchiaioli e la Scuola di Castiglioncello.)