Bernard, Émile

Emile Bernard, Autoritratto, n. d., Olio su cartone posato su tela, cm. 67,3 x 50,3, Coll. priv.
Cognome: 
Bernard
Nome: 
Émile
Luogo di nascita: 
Lille
Data di nascita: 
1868
Luogo di morte: 
Parigi
Data di morte: 
1941
Nazionalità: 
Francese
Biografia: 

Foto di Emile Bernard.png

Émile Bernard nel 1884 entrò all’Académie Cormon, ove incontrò Toulouse-Lautrec, Anquetin e Van Gogh, e donde fu espulso nel 1886 per eccessivo spirito d’indipendenza. Da quel momento studiò l’opera di Cézanne e s’interessò al pointillisme. Nel 1887 viaggiò in Bretagna con Anquetin e, come lui affascinato dalle «giapponeserie», cercò di semplificare, rifacendosi alla tecnica del cloisonnisme, i piani colorati (Vaso di grès e mele, 1887: Parigi, Musée d'Orsay). A Pont-Aven, nell’agosto 1888, ritrovò Gauguin e lo stimolò per l’audacia teorica delle sue opere (Donne bretoni in un prato: Francia, coll. priv.; Maddalena nel bosco d’amore, 1888: Parigi, Musée d'Orsay) e la sua elaborazione teorica. Con lui formulò e diffuse i principî del sintetismo e partecipò, durante l’esposizione universale del 1889, alla mostra del Caffè Volpini.

Come incisore Bernard iniziò Gauguin alla zincografia (Bretonneries, 1889: Mannheim, Kunsthalle) illustrò le Cantilene di Moréas (1888-92) e cercò di ritrovare lo spirito e la tecnica delle xilografie medievali (Crocifissione, 1894: Brema, Kunsthalle). Una crisi sentimentale e religiosa lo fece cadere, dal 1889, in una fase d’impotenza creativa, nella quale oscillò tra l’influsso di Cézanne e il fascino dei maestri italiani (Deposizione, 1890: Parigi, coll. priv.). Sedotto per un momento dai progetti di «studio ai tropici» di Gauguin, presto ruppe con lui (1891). Dopo qualche ultima opera sintetista (Donne bretoni con ombrelli, 1892: Parigi, Musée d'Orsay), optò per un tradizionalismo mistico o orientaleggiante, favorito da un viaggio in Italia e nel Vicino Oriente, poi in Egitto (1893- 1904); e difese tale posizione sul «Mercure de France» e sulla «Rénovation esthétique». I suoi scritti, cioè la corrispondenza con Van Gogh, Cézanne e Gauguin, restano una delle fonti principali della storia dell’arte alla fine del sec. XIX.

(fonte: Germain Viatte in Storia dell'arte Einaudi)

 


 

Anquetin, Ritratto di Emile Barnard.jpg

Émile Bernard, acuto conoscitore d'arte, fu tra i primi a capire e valorizzare la pittura di Van Gogh e di Cézanne, cui dedicò un volume di ricordi nel 1912. In opposizione al realismo degli impressionisti aderì alle teorie simboliste, divenendo la coscienza critica del movimento, e dipinse a fianco di Gauguin, a Pont-Aven, secondo una stilizzazione di colore simbolico-costruttiva che consisteva nello stendere piccole o grandi zone piatte di colore delimitandole con contorni scuri (La pietà, 1890, olio su tela, Parigi, Coll. C. Altarriba; Pont-Aven vue du Bois d'Amour, 1892, olio su tela, Losanna, Coll. Josefowitz). Dopo il 1905, Bernard sconfessò la ricerca simbolista e praticò una pittura accademica ed eclettica con ambizioni neorinascimentali.

(fonte: Enciclopedia Europea Garzanti)

 


Émile Bernard, Deux baigneuses (Due bagnanti), 1904, Quadro ricamato in lana su canovaccio, cm. 177 di altezza, Ricamato in alto a destra: EB 1904 TQ, Amsterdam, Rijksmuseum, inv. BK-14872
Émile Bernard, Deux baigneuses (Due bagnanti), 1904, Quadro ricamato in lana su canovaccio, cm. 177 di altezza, Ricamato in alto a destra: EB 1904 TQ, Amsterdam, Rijksmuseum, inv. BK-14872