Bazille, Jean Frédéric

Jean Frédéric Bazille
Cognome: 
Bazille
Nome: 
Jean Frédéric
Luogo di nascita: 
Monpellier
Data di nascita: 
1841
Luogo di morte: 
Beaune-la-Rolande (Loiret)
Data di morte: 
1870
Nazionalità: 
Francese
Biografia: 

 

Frederic Bazille [1865 circa].jpgProveniente da una ricca famiglia di banchieri protestanti di Montpellier, dopo il diploma di maturità intraprese studi di medicina. Ma sia le visite al museo Fabre che la scoperta dell’arte contemporanea presso il suo vicino Alfred Bruyas, collezionista in particolare di Delacroix e di Courbet, ne avevano determinato la vocazione prima ancora che uscisse dal liceo. Nel 1862 poté infine recarsi a Parigi, e pur proseguendovi con convinzione gli studi di medicina, scoprí il Louvre e si iscrisse all’Académie Gleyre. Qui si legò d’amicizia a Monet, Renoir e Sisley, contestando insieme a loro i principî accademici, entusiasmandosi per Delacroix, Courbet, Manet, Corot, Jongkind e i pittori di Barbizon. Attraverso i suoi cugini Lejosne, che ricevevano Manet e Fantin-Latour, conobbe Cézanne, con cui presto simpatizzò e che lo pose in contatto coi suoi colleghi dell’accademia svizzera, Pissarro e Guillaumin. Nel 1867 progettò un’esposizione con gli altri pittori esclusi dai Salons ufficiali, prefigurando cosí la prima manifestazione degli impressionisti del 1874. Andò a trovare Monet a Honfleur o a Chailly, ove serví di modello per il Déjeuner sur l’herbe e dipinse egli stesso la sottile Ambulance improvisée (1864: Parigi, Musée d'Orsay), che rappresenta Monet immobilizzato da una ferita; vi si scopre l’influsso di Manet. Piú che alla luce dei cieli umidi dell’Ile-de-France o della Normandia, fu sensibile alla dura illuminazione meridionale, che taglia i piani e colora le ombre, di cui aveva avuto la rivelazione pittorica ammirando da Bruyas nel 1854 l’Incontro di Courbet. Divise il suo tempo tra la preparazione di dipinti per il Salon e Méric, proprietà di famiglia alla periferia di Montpellier, che fu cornice di numerose tele, tra cui: il Vestito rosa (1864: Parigi, Musée d'Orsay), la Riunione di famiglia (1867-68: ivi), la Veduta di villaggio (1868: Montpellier), quadro a proposito del quale Berthe Morisot, vedendolo al Salon del 1869, dove era stato accettato, scriveva: «Il gran Bazille [si tratta della sua statura: misurava m. 1,88] ha fatto una cosa che mi piace molto. C’è un sacco di luce, di sole; egli cerca quanto noi abbiamo tanto spesso cercato: mettere una figura all’aperto; e questa volta mi sembra che ci sia riuscito». Operava lentamente, cercando di «restituire ad ogni cosa il suo peso e il suo volume, e non soltanto di dipingere l’apparenza delle cose», come diceva nel 1869. Cosí è nei suoi ritratti (Alphonse Tissié in uniforme da corazziere, 1869: Montpellier), nelle nature morte (la Negra con peonie, 1870: ivi), nei tre paesaggi di Aigues-Mortes (uno dei quali a Montpellier) e nelle composizioni, dove non soltanto si riconoscono gli stessi soggetti di Cézanne, ma anche interessi vicini a quelli di questo maestro un ventennio dopo: Cartomante (1867: Parigi, coll. priv.) o Scena d’estate (1869: Cambridge Mass., Fogg Museum). Bazille passava da Delacroix, di cui ammirava «pressoché tutto», a Manet, con riprese dagli Olandesi del XVII sec. e da Corot. Colorista nato (raffinatezza nell’esecuzione dell’abito in Veduta di villaggio), nelle ultime opere dimostrò un gusto compositivo che faceva presentire un vero e proprio temperamento classico (Rive del Lez, 1870: coll. priv.). Aveva solo 29 anni quando, arruolatosi volontario, rimase ucciso a Beaune-la-Rolande nel novembre 1870.

(fonte: Jean Lapeyre in Storia dell'arte Einaudi)