Bambino con la rosa in bocca

Mancini, Bambino con la rosa in bocca.png
Autore: 
Mancini, Antonio (1852-1930)
Titolo: 
Bambino con la rosa in bocca
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1872 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
55 x 45
Annotazioni: 
In basso a destra in rosso firma: Mancini
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Paul Berthier, Parigi.
  • Vendita, Blindarte, Napoli, asta 38 / II - Dipinti Antichi, Libri, grafica, dipinti XIX-XX secolo, 13 dicembre 2009, lotto 227, venduto per €63.440,00.

Commento:

Quest’opera, realizzata da Mancini intorno al 1872, sebbene poco nota rappresenta un punto importante all’interno del suo percorso. È infatti citata in una lettera, conservata nell’archivio dell’artista che Albert Cahen invia da Parigi al pittore il 4 settembre 1873. Com’è noto, il musicista Conte Albert Cahen d’Anvers, fu il primo importante “mecenate” di Mancini e lo aiutò ad aprirsi al mercato francese prima ancora che si recasse a Parigi, favorendo anche i suoi contatti con il mercante Goupil. A lui il pittore inviava i suoi quadri perché fossero venduti in Francia. In quel periodo, nel settembre 1873, Mancini si trovava a Napoli ed aveva in animo di recarsi a Milano per vedere la collocazione delle sue opere all’Esposizione di Brera; non aveva però i mezzi per affrontare il viaggio. In questa lettera Cahen lo rassicura dicendogli di avere ottenuto per lui il denaro necessario grazie alla vendita del suo quadro: “ Il bambino colla rosa nella bocca”, acquistato per 150 franchi, da un amico artista, il “S(ignor) Berthier”. Non sappiamo per quanto tempo l’opera rimase presso il pittore francese Paul Marcellin Berthier (1822 - 1912), tuttavia, in epoca imprecisata, rientrò in Italia, dove dagli anni Trenta del Novecento è documentata presso una collezione privata napoletana. Dopo il famoso Scugnizzo a figura intera, del 1868, questo è tra i primi fanciulli dipinti da Mancini. Il modello, un bambino di circa 4-5 anni, è visto di tre quarti, quasi di spalle ed ha una foltissima capigliatura che gli copre completamente la fronte. L’artista blocca l’immagine nell’attimo in cui si va abbandonando nel sonno, mentre un bocciolo di rosa, che tiene in bocca, sta per sfuggirgli. Questa “istantanea”, costruita con una pennellata veloce e sicura dimostra come Mancini a Napoli fosse già orientato verso una pittura basata sull’immediatezza esecutiva a prescindere dalle conquiste impressioniste. Il dipinto è caratterizzato dalle tinte forti; spiccano il rosa cangiante del corpetto del fanciullo e, soprattutto, il giallo carico del fondo. Una scelta coraggiosa, quest’ultima, ma che non stupisce in quanto rivela già la propensione dell’artista per i colori assoluti che ritroviamo più avanti.

Cinzia Virno