Baite a Macugnaga

Leonardo Bazzaro, Baite a Macugnaga
Autore: 
Bazzaro, Leonardo (1853-1937)
Titolo: 
Baite a Macugnaga
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1895
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
93,5 x 132
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: L. Bazzaro/ 1895
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Centro Congressi Cariplo - Palazzo Confalonieri, Milano
Acquisizione: 
Acquisto, 1948
Inventario n.: 
AH00130AFC

Provenienza:

  • Milano, Collezione Leopoldo Vollert (fino al 1911).
  • Voghera, Collezione Anita Vollert de' Ghislanzoni (fino al 1944).
  • Milano, Istituto dei Ciechi (fino al 1948).

Mostre:

  • 1948, Milano, Istituto dei Ciechi, Vendita all'asta della Collezione Vollert de' Ghislanzoni, (catalogo non pubblicato).
  • 1994, Milano, n. 6.

Bibliografia:

  • Enrico Piceni – Mario Monteverdi, La pittura lombarda dell'Ottocento, Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1969, t. II, ill. n. 169, s.p.
  • 
Paolo Biscottini, a cura di, Pittura Lombarda del secondo Ottocento. Lo sguardo sulla realtà, catalogo della mostra, Milano, Fiera, 28 ottobre - 11 dicembre 1994, Electa, Milano, 1994, n. 6, p. 208, ill. p. 198.
  • Tesori d'arte delle banche lombarde, Associazione Bancaria Italiana, Milano, 1995, p. 215, ill. n. 387.
  • 
Sergio Rebora, Leonardo Bazzaro, Baite a Macugnaga, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 8, pp. 66-69, ill. pp. 66-67.

Note:

Il dipinto proviene dalla collezione dell’industriale Leopoldo Vollert, passata in eredità alla figlia Anita; quest’ultima nomina proprio erede universale l’Istituto dei Ciechi di Milano col vincolo dell’usufrutto vitalizio per il coniuge, il barone Lanzone de' Ghislanzoni, morto nel 1947, tre anni dopo la scomparsa della moglie. Nel 1948 una parte dei dipinti ereditati dall’ente sono messi in vendita in un’asta benefica; in questa occasione la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde acquista sia il dipinto di Bazzaro, sia Tramonto sereno di Carlo Cressini.

L’opera, conservata ancora nella sua cornice originale, raffigura uno scorcio di Macugnaga, paese del Verbano situato ai piedi del Monte Rosa; in primo piano una contadina si riposa ai margini di un torrente dove è giunta per prendere dell’acqua, probabilmente di ritorno dal pascolo. La stessa località, in realtà poco frequentata dal pittore che privilegia come Mosè Bianchi le alture prossime a Gignese, ricorre nella pittura di paesaggio di Francesco Filippini (Il piano di Macugnaga, 1882 circa, Milano, Collezione della Provincia di Milano) ed Eugenio Gignous (Macugnaga, 1887 circa, collezione privata).
Bazzaro si reca sulle alture piemontesi dall’ultimo decennio dell’Ottocento, alternando i soggiorni fra Gignese e l’Alpino con quelli in Valle d’Aosta dove esegue dipinti come Scena alpestre, di alcuni anni più tardo.
Le dimensioni, la notevole qualità dell’opera e la data 1895, autografa ma probabilmente apposta in un secondo tempo, fanno pensare a una tela ideata per un’esposizione pubblica e si ipotizza che possa trattarsi del dipinto In montagna presentato a Milano nel 1896 all’Esposizione annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. L’opera fu esposta nello stesso anno anche a Zurigo, alla Mostra permanente d’arte moderna organizzata dalla locale Società di Belle Arti, dove fu acquistata da un ignoto collezionista (Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Archivio del Museo).
Nella tela è ben definito il contrasto chiaroscurale fra la leggera penombra del primo piano e il riverbero del sole al tramonto, sui ghiacciai del Monte Rosa visibili oltre le baite. Qui la stesura pittorica si arricchisce di corpose pennellate che amplificano l’evidenza del gruppo alpino contro un cielo limpido. Questa sensibilità alla luce e ai suoi effetti ricorre nell’intera opera del pittore così come in quella degli altri esponenti del naturalismo lombardo e in particolare di Filippo Carcano che con Bazzaro è tra i principali artefici del rinnovamento artistico di questi decenni.

(fonte: Laura Casone in www.artgate-cariplo.it)