Baite abbandonate

Leonardo Bazzaro, Baite abbandonate
Leonardo Bazzaro, Baite abbandonate [dettaglio]
Autore: 
Bazzaro, Leonardo (1853-1937)
Titolo: 
Baite abbandonate
Altri titoli: 
Baite abbandonate in Valle d’Aosta
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1915 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
96,8 x 137,7
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: L Bazzaro
Sul verso reca le etichette della mostra di Milano (1939)
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Ambrosiana, Milano, Italia

Provenienza:

  • Milano, Giorgio Mylius.
  • Milano, Collezione Arch. Paolo Besana.
  • Milano, Collezione Guido Furla.
  • Milano, Collezione Eredi Furla.

Mostre:

  • 1915, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Mostra Annuale, Sala III, n. 27.
  • 1939, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Leonardo Bazzaro pittore. Mostra postuma, Sala V, n. 77.
  • 2011, Il realismo poetico di Leonardo Bazzaro. Itinerario pittorico tra Valle d’Aosta e la Laguna Veneta (1900-1930), Galleria d’Arte Ambrosiana, Milano, 21 ottobre - 23 dicembre.
  • 2014, Milano, Gallerie Maspes, Collezioni d’Autore, 24 ottobre - 21 dicembre, n. 3.

Bibliografia:

  • Catalogo della mostra annuale 1915, catalogo della mostra, [Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente], Stab. Tip. Renato Romitelli & C., Milano, 1915, p. 17.
  • U. Bernasconi, A proposito della mostra della Permanente, in “Rassegna d’Arte Antica e Moderna”, Volume Secondo, Anno II, Editori Alfieri e Lacroix, Milano, 1915, p. 90 ill.
  • C. Bozzi, L’Esposizione Primaverile alla Permanente di Milano, in “Emporium”, Vol. XLI, n. 246, giugno 1915, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Editore, Bergamo, p. 404 ill.
  • G. Marangoni, Maestri contemporanei dell’Arte italiana, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo, 1923, p. 18 ill.
  • Vendita all’asta (per successione ereditaria) di tutte le collezioni d’arte del Museo Mylius, catalogo della vendita all’asta, [Milano, Palazzo Mylius], Pizzi & Pizio, Milano, 1929, n. 177, p. 22, tav. XV (con il titolo Baite abbandonate, in Valle d’Aosta e con le misure 140 x 100 cm).
  • Leonardo Bazzaro pittore. Mostra postuma, catalogo della mostra, [Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente], Arti Grafiche E. Gualdoni, Milano, 1939, p. 15.
  • Leonardo Bazzaro. Itinerario pittorico tra la Valle d’Aosta e la laguna veneta (1900-1930), catalogo della mostra, [Milano, Galleria d’Arte Ambrosiana], Grafiche Antiga, Crocetta del Montello, 2011, pp. 16-17 ill.
  • F.L. Maspes - E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo ragionato delle opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello, 2011, n. 460, pp. 160 ill., 300-301 ill.

Note:

Leonardo Bazzaro dedica gran parte della sua carriera artistica al paesaggio; indagato in taluni casi attraverso le figure che lo animano, raggiunge risultati straordinari anche nella resa del paesaggio puro, come nell’opera qui presentata. Eseguito nel 1915 circa, il dipinto Baite abbandonate si presenta come il prodotto «di un pittore maturo che dipinge per il semplice piacere di farlo», forte ormai di una propria tecnica personale che lo porta, a partire dal 1910, ad usare «un linguaggio [...] connotato da un uso esuberante della materia»(1).

In numerose opere della sua carriera artistica, il pittore «riproduce la verità attraverso il suo temperamento individuale, ritraendola come la vede e la sente in se stesso, cioè con una dolce inclinazione melanconica»(2), in questo caso insita nella tranquillità e nella freddezza del paesaggio, reso quasi totalmente con pennellate di bianco e di azzurro. Al tempo stesso rompe questa malinconia con il verde del prato in primo piano che ricompare allo sciogliersi della neve simboleggiando in qualche modo una rinascita.

Nel 1915, poco dopo la sua realizzazione, l’opera viene presentata da Bazzaro alla Mostra annuale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano insieme al dipinto Nel bosco. In questa circostanza Carlo Bozzi scrive: «Leonardo Bazzaro continua nel suo personale impressionismo di una libertà [...] che fa pensare all’impeto di un assalto di sciabola, e che pure sa costruire e sostenere l’unità di un quadro»(3). Definito da Marangoni come «maestro insuperabile nel rendere con pochi tocchi mirabili la chiarità diffusa delle solitudini alpestri»(4), il pittore viene scelto, insieme a Pietro Chiesa e a Giuseppe Carozzi, come giudice del premio Baragiola(5) indetto in occasione di quella mostra per premiare «un paesaggio ad olio, dipinto dal vero»(6). I suoi due lavori quindi non partecipano al premio per non creare un conflitto d’interessi; le Baite abbandonate comunque vengono acquistate, fuori mostra, probabilmente in quello stesso anno, dal Presidente della Per- manente Giorgio Mylius(7). Presentata in asta nel 1929, assieme ad altri lavori del Museo Mylius, con il titolo Baite abbandonate, in Valle d’Aosta, la tela raffigura invece con ogni probabilità una zona del monte Mottarone, soggetto caro al pittore; caratteristiche di quel luogo le baite dal tetto di paglia utilizzate come ricoveri per i pastori o per la raccolta del fieno nel periodo invernale, che si stagliano al centro del dipinto. A quell’asta viene acquistata dall’Architetto Paolo Befana che pochi anni dopo la cede a Guido Furla. Quest’ultimo ne risulta infatti già proprietario all’epoca della Mostra postuma del 1939 allestita presso la Permanente con oltre 200 opere, che testimoniano la vasta produzione del pittore(8).


1 E. Chiodini, Leonardo Bazzaro. Una vita per la pittura, in F.L. Maspes - E. Savoia, Leonardo Bazzaro..., 2011, p. 32.
2 Un’altra visita alla Permanente, in “Il Sole”, Anno XXIII, n. 106, 6 maggio 1886.
3 Bozzi, 1915, p. 412.
4 G. Marangoni, L’Esposizione della Permanente di Milano. Il premio Baragiola, in “La Cultura Moderna”, Anno XXIV, fasc. XV, giugno 1915, p. 152.
5 Pietro Baragiola fu Vicepresidente della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente dal 1914. Il premio, di 2.500 Lire, venne stanziato dalla famiglia, in ricordo del defunto. Nell’archivio della Permanente è conservata la documentazione riguardante questa iniziativa (Fondo SBAEP, Sezione MAA, 1915) da cui emerge il diretto coinvolgimento di Bazzaro nella giuria. Le opere che vi parteciparono sono contrassegnate all’interno del catalogo della Mostra annuale del 1915 con un asterisco. Le tre opere vincitrici, ritenute egualmente degne dai giudici di essere premiate ognuna con un terzo della somma stanziata, sono: Stagione estiva di E. Agazzi, Sera d’inverno di Mascarini ed infine La valle di L. Rossi.
6 Si veda il regolamento custodito con il resto del materiale riguardante il Premio Baragiola presso l’Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano. Giulia Pizzala, vedova Baragiola, precisa in una lettera rivolta ai giudici che avevano chiesto chiarimenti, che per tale frase si intende «qualunque opera che dia la sensazione del vero e del sentimento della natura».
7 Giorgio Mylius fu eletto Presidente della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente il 23 giugno del 1907 e ricoprì la carica fino al 1935. Suo padre, Federico Mylius, fu il primo Presidente di quell’Ente dal 1883 al 1891. Cfr. i verbali delle assemblee generali della Permanente, Archivio della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano.
8 Nella documentazione correlata al dipinto sono presenti la copia del documento di vendita, per 6.200 lire, che testimonia il passaggio della tela dalla collezione dell’Architetto Paolo Befana a quella di Guido Furla in data 22 maggio 93 [...] (manca l’ultima cifra) e la lettera di ringraziamento della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente rilasciata nel 1939 a Furla in occasione della restituzione del dipinto a fine mostra.

(fonte: Elena Orsenigo in Catalogo Collezioni d'Autore 2014, Gallerie Maspes, Milano)