Autoritratto in smoking

Max Beckmann, Autoritratto in smoking | Selbstbildnis im Smoking | Self portrait in tuxedo
Autore: 
Beckmann, Max (1884-1950)
Titolo: 
Autoritratto in smoking
Altri titoli: 
Selbstbildnis im Smoking
Self portrait in tuxedo
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1927
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
139,5 x 95,5
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Beckmann F. 27
Luogo di conservazione: 
Harvard Art Museums | Busch-Reisinger Museum, Massachusetts, USA
Acquisizione: 
Acquisto, 1941
Identificativo: 
BR41.37

Nota:

Beckmann ha presentato per la prima volta questo autoritratto ormai iconico alla cinquantatreesima mostra della Secessione di Berlino nel 1928. Per i critici del giorno, il fatto ha messo in ombra il lavoro dei suoi contemporanei, come Otto Dix e Max Pechstein. "L'effetto è brutale", ha scritto un recensore, "ma l'opera è sicuramente nello spirito dell'arte più recente." La brutalità percepita si riferiva meno alla rudezza dello sguardo diretto del soggetto che agli aspetti formali dell'esecuzione del dipinto: la spessa applicazione di pigmento e grandi piani di colore, in particolare il nero. A metà proiettato nell'ombra profonda da una fonte di luce invisibile, il viso di Beckmann a distanza ravvicinata ricorda una maschera. Conosciuto per la frequentazione di circoli conservatori d'élite, l'artista indossa con facilità l'abbigliamento elegante e la "maschera" della borghesia, quindi lancia la sua critica dall'interno dei loro ranghi. Nonostante la sua dichiarata distanza dalla politica, nel decennio successivo Beckmann usò sempre più allegorie figurative per commentare gli avvenimenti contemporanei.


Beckmann debuted this now iconic self-portrait at the fifty-third exhibition of the Berlin Secession in 1928. For critics of the day, it upstaged the work of his contemporaries, like Otto Dix and Max Pechstein. “The effect is brutal,” wrote one reviewer, “but the work is surely in the spirit of the most recent art.” The perceived brutality referred less to the rawness of the subject’s direct gaze than to formal aspects of the painting’s execution: the thick application of pigment and the large planes of color, notably black. Half cast into deep shadow by an unseen light source, Beckmann’s face at close range resembles a mask. Known to frequent elite conservative circles, the artist easily dons the elegant attire and “mask” of the bourgeoisie, then launches his critique from within its own ranks. Despite his avowed distance from politics, over the next decade Beckmann increasingly used figurative allegories to comment on present-day circumstances.

(fonte: Harvard Museums)

Provenienza:

  • Julius Meier-Graefe.
  • National Gallery, Berlin, acquistato da Julius Meier-Graefe, 1928; rimosso dalle autorità naziste, luglio 1937.
  • Buchholz Gallery, Berlin.
  • Buchholz Gallery, New York; venduto al Busch-Reisinger Museum, 1941.

Mostre:

  • Nuova oggettività. Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar 1919-1933, Venezia, Museo Correr, 1 maggio - 30 agosto 2015.
  • New Objectivity: Modern German Art in the Weimar Republic, 1919–1933, Los Angeles, Los Angeles County Museum of Art, 4 ottobre 2015 - 18 gennaio 2016.
  • Max Beckmann. weiblich-männlich, Hamburg, Hamburger Kunsthalle, 3 aprile - 2 agosto 2020.