Autoritratto nel bar

Max Beckmann, Autoritratto nel bar | Selbstbildnis in der Bar
Autore: 
Beckmann, Max (1884-1950)
Titolo: 
Autoritratto nel bar
Altri titoli: 
Selbstbildnis in der Bar
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1942
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
90 x 70
Annotazioni: 
Firma e data in alto a sinistra: Beckmann / 1942 A
Luogo di conservazione: 
Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz, Neue Nationalgalerie, Berlin, Deutschland
Acquisizione: 
Lascito di Barbara Malwine Auguste Göpel (1922-2017), marzo 2018
Identificativo: 
NG 1/18

Provenienza:

  • Collezione Erhard e Barbara Göpel, acquistato da E. Göpel nello studio di Max Beckmann ad Amsterdam, 1943 - 2018.

Bibliografia:

  • Göpel 1976, n. 620.

Note:

All'età di 56 anni, Max Beckmann si dipingeva in esilio ad Amsterdam, seduto al tavolo di un bar. Si mostra in un ritratto a mezzo busto, la testa poggiata alla mano sinistra e un sigaro nell'altra mano. Il suo sguardo fuoriesce dal quadro, ma non si fissa, sembra stanco e introverso. L'artista sembra intrappolato tra una superficie nera sullo sfondo e una griglia nera ornamentalmente ricurva che lo preme dal lato anteriore - una metafora pittorica della situazione del pittore durante la guerra. Nel diario di Beckmann, il processo creativo di questo dipinto è documentato nelle annotazioni dal 3 gennaio 1942 al 31 dicembre 1942.


Im Alter von 56 Jahren malte sich Max Beckmann im Amsterdamer Exil, am Tisch einer Bar sitzend. Er zeigt sich im Brustbild, den Kopf in eine Hand ge-stützt, mit der anderen eine Zigarre hal-tend. Sein Blick geht direkt aus dem Bild, er fixiert jedoch nicht, sondern er-scheint müde und in sich gekehrt. Der Künstler wirkt eingeklemmt zwischen einer schwarzen Fläche im Hintergrund und einem ornamental geschwungenen schwarzen Gitter, das ihn vorne von der Seite bedrängt – eine bildliche Metapher für die Situation des Malers während des Krieges. Im Tagebuch Beckmanns ist der Schaffensprozess dieses Gemäldes in Eintragungen vom 3. Januar 1942 bis zum 31. Dezember 1942 belegt.

(fonte: Staatliche Museen zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz)