Autoritratto con tigre e leone

Francesco Hayez, Autoritratto con tigre e leone
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
Autoritratto con tigre e leone
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1831)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
43 x 51
Luogo di conservazione: 
Museo Poldi Pezzoli, Milano, Italia
Acquisizione: 
Legato di Riccardo Lampugnani, 1985 (acquisito il 1997)
Inventario n.: 
4131

Provenienza:

  • Collezione Virginia Gargantini Piatti, Varese.
  • Raccolta di Riccardo Lampugnani, successione ereditaria familiare.

Note:

Questo ritratto, emblematicamente esemplare della condizione dell’artista romantico confrontato con l’immagine della belva diffusa nell’orientalismo di quegli anni, si distingue per la sua affascinante singolarità nella serie degli autoritratti di Hayez solitamente più ufficiali. Assai in-consueto appare anche il taglio dell’immagine, con la figura del pittore in abito da lavoro, che dall’angolo gira il capo puntando uno sguardo ironico sullo spettatore, quasi a sottolineare più che la serietà il divertissement del facile traslato, lasciando campeggiare le due fiere e soprattutto la figura maestosa del leone, per il quale va segnalato un bellissimo disegno preparatorio (matita su carta, 264 x 418 mm; Accademia di Brera, Album grande I, n. 25/96; pubblicato in Mazzocca, 19821, p. 11 fig.). Il dipinto, che rimase circoscritto in una sfera particolare, era di proprietà di un facoltoso avvocato milanese Giuseppe Gargantini Piatti, non particolarmente presente alle esposizioni di Brera, né committente di opere più impegnative. Ma Hayez lo ritraeva, intorno al 1830, in due disegni di straordinario nitore formale, ancora conservati presso i pronipoti (matita su carta 130 x 110 mm; 344 x 230 mm; Milano, collezione privata).

La datazione del dipinto si ricava dalla menzione di Defendente e Giuseppe Sacchi, che notarono come Hayez vi “avesse mostrato con quanta maestria sapesse ritrarre il vero. Chi ha veduto da noi, due mesi sono, quelle due belve docilmente accomunate in una sola gabbia, vero prodigio della storia naturale, poté ben accorgersi con qual potenza d’ingegno furono rappresentate”.

Mostre:

  • 1883, Milano (Retrospettiva), p. 30 n. 6.
  • 1934, Milano, p. 44 n. 19.
  • 1983, Milano, pp. 329-330, illustrato.

Bibliografia:

  • D. Sacchi, G. Sacchi, Le Belle Arti in Milano nell’anno 1831, Milano 1831, p. 33.
  • Esposizione retrospettiva di alcune opere del defunto Professore di Pittura Francesco Hayez, ecc. ecc. nel
  • Palazzo di Brera, catalogo della mostra tenutasi a Milano nel 1883, Milano 1883, p. 30 n. 6. F. Hayez, Le mie memorie, a cura di G. Carotti, s.l, 1890, p. 275.
  • Dipinti di Francesco Hayez esposti a Milano nel Catello Sforzesco: Maj-Juni 1934, catalogo della mostra tenutasi a Milano nel 1934, Milano 1934, p. 44 n. 19.
  • G. Delogu, Pittura italiana dell’Ottocento, Bergamo 1958, p. 40.
  • G. Nicodemi, Francesco Hayez, 2 voll., Milano 1962, I, pp. 68, 243, 250, 265.
  • G. Delogu, Pittura italiana dell’Ottocento, Bergamo 1963, p. 22.
  • S. Coradeschi, L’opera completa di Francesco Hayez, Milano 1971, p. 92, n. 92a.
  • F. Mazzocca, Invito a Francesco Hayez, Milano 1982, pp. 11, 155.
  • Hayez, a cura di M.C. Gozzoli, F. Mazzocca, catalogo della mostra tenutasi a Milano nel 1983-1984, Milano 1983, pp. 329-330.
  • F. Mazzocca, Francesco Hayez: catalogo ragionato, Milano 1994, cat. 156, p. 209.
  • Riccardo Lampugnani: una collezione milanese donata al Museo Poldi Pezzoli, Milano 1997, pp. 17, 23, cat. 6.
  • F. Mazzocca, I dipinti dell’Ottocento della donazione Lampugnani, in Riccardo Lampugnani: una collezione milanese donata al Poldi Pezzoli, catalogo della mostra tenutasi a Milano nel 1997, Milano 1997, pp. 12-13.
  • Hayez privato: arte e passioni nella Milano romantica, a cura di Fernando Mazzocca, catalogo della mostra tenutasi a Firenze, Torino e Milano nel 1997, Torino 1997.
  • Romanticismo, Museo Poldi Pezzoli, Milano, 26 ottobre 2018 - 17 marzo 2019, n. 10.

(fonte: Museo Poldi Pezzoli)