Autoritratto

van Gogh, Autoritratto | Portrait de l'artiste | Self-portrait
Autore: 
Van Gogh, Vincent (1853-1890)
Titolo: 
Autoritratto
Altri titoli: 
Portrait de l'artiste
Self-portrait
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1889)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
65 x 54,2
Luogo di conservazione: 
Musée d’Orsay, Paris, France
Acquisizione: 
Trasferito dal Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, 1986
Identificativo: 
RF 1949 17

Commento:

Come Rembrandt e Goya, Vincent van Gogh si è spesso preso per modello; esistono oltre 43 autoritratti, dipinti o disegnati, eseguiti in una decina di anni di lavoro. Alla stregua dei grandi maestri del passato, l'artista si osserva allo specchio senza compiacimento. Fare il proprio ritratto, non è certamente un atto indolore: tale azione scatena infatti una serie di domande che, spesso, vanno a turbare la propria identità.
Van Gogh così scrive alla sorella: "Cerco una rassomiglianza più profonda di quella che raggiunge il fotografo". In seguito al fratello: "Si dice, ed io ne sono fermamente convinto, che sia molto difficile conoscere se stessi. Tuttavia, non è di certo più semplice fare il proprio ritratto. I ritratti dipinti da Rembrandt, hanno qualche cosa in più del vero, contengono una rivelazione".
Inquadrato di busto, l'artista si presenta in giacca e non con il solito camiciotto da lavoro. L'attenzione è concentrata tutta sul viso. I suoi lineamenti sono duri ed emaciati, il suo sguardo, cerchiato di verde, sembra intransigente ed ansioso. La tinta dominante, verde assenzio e turchese chiaro trova il proprio contrappunto nel suo colore complementare, l'arancio fuoco della barba e dei capelli.
All'immobilità del modello si contrappone l'andamento ondulante della capigliatura e della barba che trova una vasta risonanza negli effetti allucinatori prodotti dagli arabeschi sullo sfondo.


Like Rembrandt and Goya, Vincent van Gogh often used himself as a model; he produced over forty-three self-portraits, paintings or drawings in ten years. Like the old masters, he observed himself critically in a mirror. Painting oneself is not an innocuous act: it is a questioning which often leads to an identity crisis.
Thus he wrote to his sister: "I am looking for a deeper likeness than that obtained by a photographer." And later to his brother: "People say, and I am willing to believe it, that it is hard to know yourself. But it is not easy to paint yourself, either. The portraits painted by Rembrandt are more than a view of nature, they are more like a revelation".
In this head-and-shoulders view, the artist is wearing a suit and not the pea jacket he usually worked in. Attention is focused on the face. His features are hard and emaciated, his green-rimmed eyes seem intransigent and anxious. The dominant colour, a mix of absinth green and pale turquoise finds a counterpoint in its complementary colour, the fiery orange of the beard and hair. The model's immobility contrasts with the undulating hair and beard, echoed and amplified in the hallucinatory arabesques of the background.

(fonte: Musée d'Orsay)

Provenienza:

  • Collezione del dottor Paul Gachet, Auvers-sur-Oise.
  • Collezione di Paul e Marguerite Gachet, figli del dottor Gachet; donato allo stato francese per il Musée du Jeu de Paume, 1949.
  • Musée du Louvre, galerie du Jeu de Paume, Parigi, 1949-1986.