Attori (Trittico)

Max Beckmann, Attori (Trittico) | Schauspieler (Triptychon) | Actors (Triptych)
Autore: 
Beckmann, Max (1884-1950)
Titolo: 
Attori (Trittico)
Altri titoli: 
Schauspieler (Triptychon)
Actors (Triptych)
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1941 (maggio) - 1942 (luglio)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
199,4 x 83,7 (Parte sinistra)
199,4 x 150 (Parte centrale)
199,4 x 83,7 (Parte destra)
207,3 x 341,9 x 6,4 (Intero trittico in cornice)
Annotazioni: 
Firma e data sulla parte destra in basso a destra: Beckmann / A 41
Firma e data sulla parte sinistra in basso a sinistra: Beckmann / A 42
Luogo di conservazione: 
Harvard Art Museums | Fogg Museum, Cambridge, Massachusetts, USA
Acquisizione: 
Dono di Lois Orswell, 1955
Identificativo: 
1955.174.A-C

Provenienza:

  • Buchholz Gallery, New York, New York (1946-1947).
  • Lois Orswell, Pomfret Center, Connecticut, acquistato dalla Bucholz Gallery, 1947 e donato alFogg Art Museum, 1955.

Commento:

Agli inizi degli anni Trenta, di fronte alle crescenti minacce dei critici nazionalisti nei confronti dei professionisti dell'avanguardia tedesca, Beckmann si rivolse sempre più a soggetti allegorici e mitici e iniziò a lavorare in un ambizioso formato a trittico. Il trittico, o pittura in tre parti, fa riferimento alla tradizione della pittura religiosa in Occidente, ma anche, per le sue vaste dimensioni, rivendica un riconoscimento pubblico. Dipinto durante la seconda guerra mondiale mentre Beckmann era in esilio ad Amsterdam, gli attori rappresentano una prova teatrale. La costruzione dello spazio sfida la prospettiva illusionistica, come è evidente nel palcoscenico disarticolato occupato sia sopra che sotto, e scuote gli spettatori a rifuggire da una visione passiva. Per Beckmann il teatro era una metafora diretta dell'esistenza in tempo di guerra. Diverse figure sono spesso identificate come compagni dell'artista, e il re che sacrifica sè stesso al centro come Beckmann negli anni giovanili. Stanco dei "pessimi e poco creativi sforzi" dei "direttori di scena sconosciuti"che orchestrano sirene piangenti o campagne di bombardamenti, Beckmann ha progettato le proprie "scenografie" dai significati complessi e stratificati.


In the early 1930s, in the face of escalating threats by nationalist critics to practitioners of the German avant-garde, Beckmann increasingly turned to allegorical and mythical subjects and began to work in an ambitious triptych format. The triptych, or painting in three parts, references the tradition of religious painting in the West, but also, as a result of its sheer size, makes a claim for public recognition. Painted during World War II while Beckmann was in exile in Amsterdam, Actors depicts a theater rehearsal. The construction of space challenges illusionistic perspective, as evident in the disjointed stage occupied both above and below, and jolts viewers out of passive spectatorship. For Beckmann, theater was a direct metaphor for existence in wartime. Several figures here are often identified as the artist’s fellow émigrés, and the self-sacrificing king at center as Beckmann in younger years. Tired of the “lousy, uncreative efforts” of the “unknown stage directors” orchestrating wailing sirens or bombing campaigns, Beckmann designed his own “stage sets” of complex, layered meanings.

(fonte: Harvard Art Museums)

Nota:

Questo è il quinto trittico, dei dieci conosciuti, dipinto dall'artista, tra il 1941 e il 1942, ad Amsterdam.