Armonie verdi

Pietro Fragiacomo, Armonie verdi
Autore: 
Fragiacomo, Pietro (1856-1922)
Titolo: 
Armonie verdi
Altri titoli: 
Green harmonies
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1920)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola intelaiata
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
78,5 x 117,5
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Pietro Fragiacomo
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Palazzo Melzi d’Eril, Milano, Italia
Acquisizione: 
Acquisto sul mercato antiquario, 6 dicembre 1988
Identificativo: 
AH01551AFC

Provenienza:

  • Collezione Pio Crespi, 1920.
  • Vendita, Finarte, Milano, asta 669, 6 dicembre 1988.

Mostre:

  • 1920, Venezia, sala 29, n. 13.
  • 1996, Trieste, Galleria Lloyd Adriatico, Pietro Fragiacomo, il poeta della laguna, (catalogo non pubblicato).
  • 2017, Cremona, n. 34.

Bibliografia:

  • Dodicesima Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia 1920. Elenco completo delle opere vendute, Officine Grafiche Carlo Ferrari, Venezia, s.d. [1920], s. p.
  • XII Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia 1920. Catalogo, Casa Editrice d’Arte Bestetti e Tumminelli, Roma-Milano-Venezia, s.d. [1920], n. 13, p. 83.
  • Francesco Sapori, La XII Mostra d'Arte a Venezia, in "Emporium. Rivista mensile illustrata di arte e di coltura", vol. LII, n. 307-308, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo, luglio-agosto 1920, p. 25.
  • Dipinti del XIX secolo, Asta 669, Finarte, Milano, 1988, n. 63, p. 67, illustrato.
  • Paolo Campopiano, Pietro Fragiacomo. Poeta lagunare, Edizione dei Soncino, Soncino, s. d. [1996], p. 22, tav. n. 77, p. 126.
  • Sergio Rebora, Pietro Fragiacomo, Armonie verdi, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 90, p. 171, illustrato.
  • Mario Marubbi e Lucia Molino, a cura di , Lo sguardo sul mondo. Vedute, capricci, paesaggi dalla Collezione Fondazione Cariplo e dalla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, catalogo della mostra, Cremona, Museo Civico Ala Ponzone, 24 marzo - 25 giugno 2017, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo , 2017, n. 34, pp. 94-95.
  • Elena Pontiggia e Lucia Molino, a cura di, Armonie verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al "Novecento", catalogo della mostra, Verbania, Museo del Paesaggio, 25 marzo - 30 settembre 2018, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2018, n. 17, pp. 54-55

Note:

Il dipinto viene presentato nel 1920 alla XII Esposizione internazionale d’arte della città di Venezia insieme a Canale della Giudecca, quest’ultimo pubblicato sul mensile “Emporium” nell’articolo che recensisce la mostra. In occasione dell’esposizione l’opera è acquistata da Pio Crespi. Nipote di Benigno (Busto Arsizio, 1848 - Torino, 1910), tra i principali imprenditori dell’industria cotoniera in Italia, Pio Crespi si trasferisce in Texas, negli Stati Uniti d’America, per proseguire l’attività di famiglia occupandosi del commercio di prodotti tessili italiani. Attivo anche nel campo dell’editoria, finanzia nel 1922 la pubblicazione del “Corriere d’America”, voluta da Luigi Barzini come emanazione nel nuovo continente del milanese “Corriere della Sera”, di cui Benigno Crespi e, alla morte di questi, i figli Mario, Aldo e Vittorio sono proprietari di maggioranza; appena un anno dopo, tuttavia, Pio Crespi rinuncia all’impresa, forse a causa dello scarso successo di pubblico ottenuto dalla testata, che cesserà di essere pubblicata nel 1940.
All’esposizione del 1920 Crespi acquista con Armonie verdi altre dieci opere, tra le quali Primavera di Antonio Mancini, Il viale degli oleandri di Plinio Nomellini, Quiete domestica di Vincenzo Irolli e Il sentiero di Arturo Tosi. La sua collezione d’arte, o parte di essa, giunge probabilmente due decenni dopo nella sontuosa villa di Preston Hollow, costruita nel 1939 e ancora oggi esistente.

Il dipinto appartiene alla tarda produzione di Fragiacomo, quando l’artista si allontana dalla pittura di paesaggio condotta dal vero in favore di un’interpretazione in chiave simbolista della natura. I fermenti culturali degli inizi del secolo e il circolare delle idee d’oltralpe, legate in particolare alla Secessione viennese, caratterizzano l’ambiente artistico veneziano che accoglie alla Biennale protagonisti internazionali come Gustav Klimt con i quali i pittori italiani hanno modo di confrontarsi. All’Esposizione internazionale d’arte di Venezia del 1910 – dove Klimt è presente con una personale – Fragiacomo espone un soggetto molto simile a quello in Collezione, Le armonie del silenzio (ubicazione ignota), dove uno dei tanti canali che attraversano la laguna veneta nei pressi del delta del Po ripiega verso sinistra, chiuso all’orizzonte da filari di pioppi; in Armonie verdi gli alberi si diradano verso il centro, facendo scorgere alcuni casolari di pescatori. In entrambe le opere, il titolo rimanda, secondo la poetica simbolista, alla suggestione musicale evocata dalla natura. I vari accordi cromatici dal giallo al bruno, fino alle diverse tonalità del verde, assieme al gesto pittorico che è vibrante nelle chiome degli alberi e a lunghi tocchi nei riflessi sull’acqua, dimostrano una personale interpretazione della pittura d’oltralpe. Sebbene tale riflessione sui temi del Simbolismo appaia attardata nel secondo decennio del secolo, essa è presente nell’opera di Fragiacomo sin da anni precedenti, come dimostra il dipinto I pioppi (1912, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi) che ricorda, nell’impianto compositivo e nell’iconografia, il Viale nel parco del castello di Kammer di Gustav Klimt (1912 circa, Vienna, Österreichische Galerie).

(fonte: Laura Casone in www.artgate-cariplo.it)