Amazzone di fronte

Manet, Amazzone di fronte | Amazone de face | Horsewoman, full-face | Amazona de frente
Autore: 
Manet, Édouard (1832-1883)
Titolo: 
Amazzone di fronte
Altri titoli: 
Amazone de face
Horsewoman, full-face
Amazona de frente
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1882 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
73 x 52
Luogo di conservazione: 
Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid, España
Acquisizione: 
1980
Identificativo: 
659 (1980.5)

Commento:

Prima Manet poi gli impressionisti hanno seguito la strada lastricata da Courbet nel rappresentare la realtà nella pittura spingendosi addirittura oltre, avviando una nuova ricerca basata sulla percezione del momento. Manet è stato inoltre il primo artista a catturare la vita quotidiana nelle grandi città nei suoi dipinti, convinto, come Baudelaire, che "il vero pittore è colui che è capace di estrarre il lato epico della vita moderna".
Amazzone di fronte appartiene ad una serie incompiuta sulle quattro stagioni che Édouard Manet dipinse negli ultimi due anni della sua vita, commissionata dal suo amico Antonin Proust, allora ministro delle Belle Arti. Il tema delle quattro stagioni rappresentate da figure femminili era relativamente comune nella storia della pittura occidentale. La pittrice Berthe Morisot, cognata di Manet, aveva prodotto una di queste serie caratterizzata da giovani donne vestite con abiti alla moda. Era anche abituale in stampe giapponesi - che erano così diffuse a quel tempo - che le stagioni fossero simboleggiate dai lineamenti di cortigiane.
L'artista era gravemente malato, quando inizia questa serie e riusce a realizzare pienamente solo il primo dei dipinti, Primavera, per la quale posa la famosa attrice della Comédie Française, Jeanne Demarsy. Manet esponee il dipinto con grande successo al Salon del 1882 insieme con il capolavoro della fine della sua carriera, Un bar alle Folies-Bergère. Méry Laurent posa per Autunno, che il pittore non fece a tempo a finire. Laurent, grande amica di Manet, era arrivata a Parigi all'età di diciassette anni per fare il suo debutto come attrice ed era presto diventata famosa, frequentando i circoli artistici e letterari della capitale, ispirando anche il personaggio di Odette Swann nella Ricerca del tempo perduto di Marcel Proust.
Per l'Amazzone di fronte del Museo Thyssen-Bornemisza, forse destinata a rappresentare l'estate, la modella è Henriette Chabot, una donna giovane, meno nota delle altre, figlia di un libraio della rue de Moscou. Incoraggiato dal successo della Primavera al Salon dell'anno precedente, Manet mette uno sforzo particolare in questo lavoro con l'intenzione di mostrarlo al Salon del 1883. Produce tre versioni del soggetto: una largamente incompiuta Amazzone di profilo dello stesso formato, un'altra Amazzone di fronte, di dimensioni maggiori, e questo dipinto. Dei tre, solo quest'ultimo viene scelto per la mostra postuma dell'opera dell'artista organizzato nel mese di gennaio 1884 all'École des Beaux-Arts, dove viene esposto per la prima volta appeso accanto alla Primavera e all'Autunno.
In tutta la serie Manet presta grande attenzione agli abiti delle modelle, secondo la convinzione di Baudelaire che la moda rappresenta un elemento chiave della modernità: mentre Jeanne Demarsy sfoggiava un vestito floreale che era all'ultima moda e la sua bellezza di nasino all'insù spiccava contro uno sfondo fiorito, Méry Laurent indossava una giacca di pelliccia marrone moderna commissionata da Manet stesso dal famoso stilista Worth, nel dipinto del Museo Thyssen-Bornemisza la giovane Chabot dall'aspetto androgino indossa un vestito da cavallerizza che, secondo una testimonianza di Antonin Proust, Manet aveva preso in prestito dal suo amico pittore Gallard d'Epinay.
Il colore scuro del vestito ci permette di apprezzare la padronanza magica di Manet dei toni neri, che, in contrasto con lo sfondo chiaro, ricordano le opere di Frans Hals. Il trattamento della luce può essere considerata impressionista, ma il Manet alla ricerca di luminosità va di pari passo con lo studio di superfici colorate, contorni e trame. Il fatto che l'opera sia incompiuta chiaramente mostra come sia stata eseguita confidenzialmente, senza esitazione, e dimostra inoltre con quale abilità Manet sia riuscito a catturare e trasmettere l'essenziale.

(autore: Paloma Alarcó - Museo Thyssen-Bornemisza)