Alla sorgente del Pissarottino, Brunate

Vittore Grubicy de Dragon, Alla sorgente del Pissarottino, Brunate
Autore: 
Grubicy de Dragon, Vittore (1851-1920)
Titolo: 
Alla sorgente del Pissarottino, Brunate
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1905 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
44 x 36,4
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: V. Grubicy
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Milano, Collezione Arturo Toscanini, fino al 1957.
  • Milano, Collezione Wally Toscanini, fino al 1985.
  • Como, Collezione privata.

Mostre:

  • Omaggio a Vittore Grubicy De Dragon. 1851-1920. Mostra Retrospettiva nel 65° Anno della scomparsa, Galleria Cavour Como, 1985.
  • Il Divisionismo italiano della Galleria Grubicy. Protagonisti e partecipi della prima generazione, Broletto – Museo Segantini, Como – St. Moritz, 1989.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 40.

Bibliografia:

  • M.Valsecchi e F. Vercelotti, Vittore Grubicy De Dragon, Milano, 1976, pag. 75.
  • AA.VV., Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento, numero 14, Milano, 1985, pag. 268.
  • V. Capuano, Omaggio a Vittore Grubicy De Dragon. 1851-1920. Mostra Retrospettiva nel 65° Anno della scomparsa, Como, 1985, num. 18, pp. 66-67.
  • C. De Carli, Brunate tra Eclettismo e Liberty. La villeggiatura progettata dal 1890 al 1940, Cermenate, 1985, pp. 29-30.
  • D. Lardelli e V. Capuano, Il Divisionismo italiano della Galleria Grubicy. Protagonisti e partecipi della prima generazione, Oggiono, 1989, pp. 56-57.
  • S. Rebora, La pittura di paesaggio, in ‘Como e la sua storia. L’immagine storica’, Como, 1993, pag. 28.
  • S. Rebora, Vittore Grubicy De Dragon. 1851-1920, Milano-Roma, 1995, num. 756, pag. 431.
  • S. Rebora, Vittore Grubicy De Dragon. Poeta del divisionismo. 1851-1920, Cinisello Balsamo, 2005, pag. 21.
  • Angelo Enrico (a cura di),  Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Mostre:

Mercante, critico d’arte e teorico del divisionismo, Vittore Grubicy De Dragon si avvicina alla pittura in età già adulta, cimentandosi nelle prime prove grafiche sotto la guida dell’artista olandese Anton Mauve a metà degli anni Ottanta del XIX secolo. Dopo essere stato estromesso, nel 1889, dalla gestione della galleria che dirigeva insieme al fratello Alberto, Grubicy si dedica con maggiore continuità alla carriera artistica sperimentando, accanto a una meno nutrita produzione ritrattistica, raffigurazioni di paesaggi ricchi di risvolti lirici e simbolici e raramente popolati da figure umane. Nel corso degli anni l’autore cambia più volte i soggetti dei propri quadri prediligendo spesso, sia negli oli sia nella produzione incisoria, ambientazioni lacustri: dalla sponda lecchese del lago di Como con le vedute di Mandello, Lierna e Fiumelatte, ai boschi di Miazzina degradanti verso il lago Maggiore. Sul finire del secolo Grubicy decide di interrompere la ricerca dal vero delle vibrazioni atmosferiche per dedicarsi fino alla morte all’instancabile e quasi ossessivo rifacimento dei propri quadri in una continua tensione verso la perfezione. Tra le rare opere di questo periodo create ex novo è da ricordare Alla sorgente del Pissarottino, Brunate, l’ultimo paesaggio dipinto dall’artista, parte di un piccolo gruppo di lavori di soggetto affine e da riferire, almeno nella sua versione iniziale, al 1905. A quest’anno data infatti un soggiorno per motivi di salute del pittore al Grand Hôtel del piccolo borgo vicino a Como [1], sede di numerose ville in stile eclettico e liberty e meta privilegiata, negli anni a cavallo tra Otto e Novecento, della villeggiatura dell’alta borghesia milanese, attratta soprattutto dal casinò e dall’appena inaugurata funicolare. La tela, raffigurante uno dei punti più panoramici della cittadina, presenta l’inquadratura tipica di uno scatto fotografico, tagliata ai lati e incorniciata a sinistra e in alto dal fusto e dai rami di un albero. Il primo piano è occupato da una banda di terra battuta, forse una strada, sormontata da un parapetto in legno, oltre al quale fanno capolino le fronde verde cupo di alcune piante. Queste nascondono quasi completamente le acque turchesi del lago sottostante, dietro al quale si staglia una doppia catena di montagne, le Prealpi della val d’Intelvi e del Ticino, che si confondono tra la nebbiolina del cielo. La composizione è giocata sull’accostamento e l’alternanza di colori complementari: i bruni aranciati della terra e della balaustra in contrasto con i blu del cielo e del lago.
A differenza di altri pittori divisionisti, Grubicy adotta una tecnica caratterizzata da pennellate più definite e corpose, applicando, per sua stessa ammissione, in modo meno rigoroso i dettami scientifici alla base della scomposizione dei colori. Per questo le sue opere appaiono «come una indistricabile rete cromatica, che nelle sue minutissime maglie ha stretti e compenetrati tutti gli elementi del vero. E [...] ne risulta uno smalto ricchissimo in cui le varie tonalità si disviluppano le une dalle altre per imprecisabili passaggi» [2].


1 Vittore Grubicy De Dragon. Poeta del divisionismo. 1851-1920, catalogo della mostra, a cura di S. Rebora, (Verbania – Pallanza, Museo del Paesaggio – Palazzo Biumi Innocenti), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2005, pp. 19, 23.
2 Artisti contemporanei: Vittore Grubicy De Dragon, in “Emporium”, vol. XLI, n. 244, aprile 1915, p. 245.

(fonte: Giuditta Lojacono- Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)